Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, gennaio 28, 2010

La FIAT, con questa decisione, dichiara guerra alla società civile.


Tutte le aziende muoiono. E quando lo fanno la strada è costellata di cadaveri degli operai e impiegati licenziati. Ieri toccava a "loro", oggi a "questi", domani ad "altri". Non chiedere a chi tocca oggi; sta toccando a te!

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La FIAT ha messo in atto una dichiarazione di guerra alla società civile.
Si tratta di un atto di eversione finalizzato alla distruzione della Costituzione.
Il naturale sviluppo della politica di Silvio Berlusconi e della sua strategia per usare la crisi al fine di distruggere il tessuto sociale italiano.
Se fino alla metà della giornata del 28 gennaio si parlava dell’imposizione della cassa integrazione nel gruppo FIAT come di un ricatto a tutta la nazione, ora, con questa presa di posizione, si può parlare di guerra civile messa in atto dalla FIAT.
Perché la FIAT ha preso questa decisione?
Per pararsi i fondelli dal crollo in borsa che sta avendo il titolo azionario.
E’ mia impressione che il valore del titolo azionario era la garanzia che la FIAT ha dato alle banche per coprire il prestito e garantire un dividendo agli azionisti nonostante le perdite cospicue accumulate dal gruppo. Co crollo del valore delle azioni, la FIAT si vede costretta a sborsare altri soldi per coprire le garanzie che stanno venendo meno e si vede costretta a ricattare il governo e il paese per avere soldi ulteriori.
Si tratta di un atto di guerra civile le cui conseguenze, inserite nelle difficoltà diffuse del sistema paese, non sono ancora prevedibili. Sia sul piano economico che su quello sociale.
Riporto l’articolo:


"Troppe proteste a Termini Imerese"
La Fiat sospende tutte le attività
Con un telegramma inviato ai sindacati e a diverse autorità istituzionali, la Fiat annuncia la sospensione dell'attività produttiva nello stabilimento di Termini Imerese a causa delle agitazioni che avevano bloccato l'attività del polo produttivo siciliano. La sospensione dal lavoro del personale, quasi la totalità dei 1.350 lavoratori, è, al momento, a tempo indeterminato.
Polemici i sindacati: "Un fatto gravissimo"


Assemblaggio della Lancia Ypsilon fermo. E' stata questa la sorpresa che ha dato il buongiorno agli operai del primo turno nello stabilimento Fiat a Termini Imerese, dove lavorano complessivamente 1.350 persone e altre 600 sono occupate nelle aziende dell'indotto. La decisione di sospendere la produzione delle auto è arrivata da Torino. Con un telegramma inviato marrtedì ai sindacati e a diverse autorità istituzionali, la Fiat ha spiegato le ragioni della sospensione, dell'attività produttiva. "Da alcuni giorni - scrive la direzione Fiat della fabbrica siciliana - lo stabilimento è teatro di manifestazioni e proteste che in varie forme ne hanno disturbato l'attività lavorativa. Da oggi (martedì, ndr) ha avuto la forma di un presidio dei cancelli con blocco delle merci in entrata e in uscita. Il mancato ricevimento di componenti da parte dei fornitori sta bloccando dalle 11 la produzione. Perdurando questa impossibilità di svolgere l'attività, a partire dal 27 gennaio l'azienda è costretta a sospendere dal lavoro tutto il personale dello stabilimento, fatto salvo quello strettamente necessario per questioni tecniche e organizzative di presidio degli impianti". "La decisione dell'azienda è unilaterale, senza alcuna comunicazione preventiva al sindacato", sottolinea Roberto Mastrosimone, della Fiom Cgil. Lo stop delle consegne, comunica il Lingotto in una nota, rimarrà "sino a quando verrà ripristinato il flusso delle merci". E' questa la conseguenza del blocco dei Tir con i pezzi da assemblare, davanti ai cancelli. Una protesta attuata martedì mattina da alcuni operai dell'indotto e dai familiari dei 13 dipendenti della Delivery & Mail, (18 occupati in tutto) che da martedì scorso protestano su uno dei capannoni dello stabilimento in difesa del loro posto di lavoro, dopo avere ricevuto una lettera di licenziamento a partire dal primo febbraio. "Siamo provati dalla stanchezza ma continueremo la nostra lotta e rimarremmo sul tetto anche la prossima notte", dice Tommaso La Bua, uno dei 13 lavoratori. Davanti ai cancelli sono rimasti per ore un centinaio di operai. "Per noi sono in cassa integrazione - afferma Mastrosimone - La sospensione dei lavori è un fatto gravissimo. Non ci sono precedenti: i dipendenti erano qui, come ieri, pronti a lavorare, ma l'azienda, invece di assicurare la Cig, ora potrebbe non pagare gli operai. Attendiamo a questo punto l'incontro al Ministero di venerdì prossimo". A dare manforte ai lavoratori il segretario della Uil, Luigi Angeletti, a Palermo: "La Fiat - afferma - ha il dovere di dire come tutelare la produzione industriale a Termini Imerese per garantire l'occupazione e lo sviluppo". E aggiunge: "l'azienda torinese non può sostenere che assemblare auto a Termini costa troppo dal punto di vista logistico e quindi la chiudo". Il Lingotto sostiene infatti che realizzare una vettura nello stabilimento del palermitano costa mille euro in più rispetto alle altre fabbriche del gruppo nel mondo. Intanto, per il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato "Si vuol far calare il sipario sullo stabilimento. Lo si vuole spegnere lentamente ma inesorabilmente".
(27 gennaio 2010)


Tratto da:
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Termini:-produzione-impossibileLa-Fiat-sospende-tutte-le-attivita/1842263?ref=rephp

Non valgono i richiami morali del sindacato, valgono ben di più le richieste di risarcimento danni che si possono pretendere nei confronti della FIAT per la costruzione delle infrastrutture e i finanziamenti che ha avuto per aprire lo stabilimento di Termini Imerese.
In ogni caso, il segnale è gravissimo e va a sottolineare ancora una volta come la Confindustria, con l’aiuto di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Umberto Bossi, hanno dichiarato guerra al paese e alla società civile.

27 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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