Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, gennaio 05, 2010

L'imprenditore, l'industriale del Veneto alla base della crisi economica del Veneto con la complicità di Amministratori regionali moralmente corrotti


Quando si parla di fattori che conducono alla crisi, sia il governo di Berlusconi che il governo della Regione Veneto ne imputano le cause al crollo dei mercati finanziari negli USA.
Però è vero il contrario, il crollo dei mercati finanziari degli USA altro non ha fatto che registrare il crollo del sistema produttivo incapace di veicolare la struttura educazionale dei vari industriali e dei vari operatori nell’ambito della finanza.
Erano più educati a truffare che non a fare industria e a fare società.
Erano educati all’ideologia di mafia, all’ideologia di rapina, anziché all’ideologia sociale. La società, nella loro mentalità, è un corpo statico ed estraneo al loro operare. Il loro operare era come quello del rapinatore che, armato, entra in banca, punta una pistola, arraffa il bottino e scappa. Per quanto bottino il rapinatore arraffi non ne porterà via tanto da far fallire una banca né, tantomeno, un sistema sociale. Solo che il rapinatore entra nella banca con una pistola o con un mitra. Si limita a minacciare a mano armata o ad ammazzare qualcuno.
Quando, la stessa mentalità del rapinatore viene fatta propria da chi gestisce le leve del mercato finanziario e non si limita ad entrare in banca con un mitra ed arraffare, ma lui è il sistema bancario che punta il “suo tipo di mitra”, nella fattispecie la possibilità di persecuzione giuridica, agli investitori del sistema sociale, ad entrare in difficoltà è l’intera società, non soltanto quegli investitori.
La mentalità del rapinatore è la mentalità del dirigente di banca, del dirigente della finanziaria, è la mentalità dell’industriale. In modo particolare del Veneto. E’ una mentalità facile. Si costruisce con parole semplici; non necessita di una grande conoscenza dei meccanismi sociali e degli effetti delle proprie azioni.
Questo tipo d mentalità è all’origine della crisi economica e delle difficoltà che stanno attraversando i cittadini.
Un esempio è quello della Nuova Pansac di Mira in cui l’industriale, con il lavoro degli operai, si è comperato un giocattolo costoso: la squadra di calcio del Mantova.
Una squadra di calcio che, come tute le squadre di calcio, è in gestione economica fallimentare. Però è il giocattolo del padrone della Nuova Pansac. Fabrizio Lori ha comperato la squadra del Mantova con il denaro guadagnato sulla pelle degli operai della Nuova Pansac i quali sono costretti al sacrificio perché Fabrizio Lori possa continuare a giocare con il suo giocattolo.
E’ il senso morale della crisi. Un senso morale che si incontra nel cristianesimo e riprodotto, mediante l’educazione in ogni cristiano.
Stabilimenti a Mira, Portogruaro e Marghera che stanno attraversando un periodo di difficoltà. C’è crisi? Si! Ma crisi dell’intelligenza umana.

Riporto:


VENETO:

ATALMI (PDCI), REGIONE INTERVENGA PER CRISI NUOVA PANSAC



Venezia 4 gen. - (Adnkronos) - ''La Regione Veneto si attivi presso il ministero dello Sviluppo economico a Roma per affrontare l'ennesima emergenza produttiva veneziana della Nuova Pansac''. Lo chiede il consigliere regionale veneto Nicola Atalmi (Pdci) che non risparmia ''critiche alla proprieta' dell'azienda del settore chimico''.
''I lavoratori oggi riuniti in assemblea - spiega Atalmi - denunciano che la proprieta' non avrebbe pagato le tredicesime mentre si sarebbe invece ulteriormente indebitata con una finanziaria per pagare gli arretrati ai calciatori del Mantova calcio. Se cio' fosse vero saremmo di fronte ad un comportamento vergognoso e vorremmo conoscere l'opinione in merito di Confindustria veneziana e della Giunta regionale. Non e' accettabile che si salvino i calciatori, mentre i lavoratori vengono messi in strada''.
Oltre al passo formale dell'esecutivo regionale nei confronti del Governo, Atalmi chiede che la legge finanziaria regionale, in discussione dalla settimana prossima in Consiglio, istituisca un fondo di rotazione per l'anticipo degli stipendi e degli assegni di cassa integrazione ai lavoratori delle aziende in crisi.
Tratto da:
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/251874


Come nel caso dell’imprenditore Bruno Campeol del quale è stato chiesto il processo con rito immediato per bancarotta fraudolenta.
Al di là di ciò che sarà sentenziato, un incapace e un truffatore che ha distrutto il lavoro di decine di operai per le pigne che aveva in testa. Pigne in testa che il suo legale qualifica come “superfiiale”. Uno che ha distratto merci, beni strumentali e attrezzature per 3 milioni di euro, io lo chiamo delinquente e ladro.
Riporto la notizia:


05/01/2010
BANCAROTTA, BRUNO CAMPEOL VERSO L'IMMEDIATO
L'imprenditore coneglianese di 53 anni avrebbe distratto merci per 3 milioni di euro



E' stato chiesto che Bruno Campeol, l'imprenditore coneglianese di 53 anni, venga processato con giudizio immediato per le accuse di bancarotta fraudolenta documentale, impropria patrimoniale e pagamenti preferenziali. L'uomo era finito in manette in seguito a un'operazione della Guardia di Finanza sul fallimento delle società di pezzi di ricambio per automobili “Marmitte Zara” di Susegana e “APE” di Refrontolo, operazione che aveva portato anche all'iscrizione nel registro degli indagati di altre 7 persone. Bruno Campeol, secondo l'accusa, avrebbe distratto merci, beni strumentali e attrezzature per oltre 3 milioni di euro. Oltre alle due società, i sospetti dei finanzieri erano nati dal fallimento di altre società satellite riconducibili a Campeol e agli altri indagati. Secondo il suo legale, l'avvocato Stefania Bertoldi, “Bruno Campeol è stato sicuramente superficiale ma l'arresto è stata una misura spropositata”.

Tratto da:
http://www.radiovenetouno.it/leggi_notizia.asp?Notizia=8560


Questi delinquenti e ladri hanno costruito un quadro d’insieme devastante per la regione Veneto. Ma questo quadro devastante della Regione Veneto lo hanno costruito don la Dal Lago, Gentilini, Galan, Tosi, Bitonci, Zaia, Galan e amministratori incapaci e corrotti. Una corruzione criminale che li ha portati ad usare il denaro della Regione più per comperare crocifissi che non per garantire un’amministrazione legata alla Costituzione. Più legata alla militarizzazione del territorio che non a garantire la sicurezza dei cittadini. Più a garantire l’impunità di amministratori corrotti (Tosi è stato condannato per razzismo e anche Gentilini, dopo tante esternazioni offensive e criminali è stato perseguito).

Un quadro generale ben più pesante si profila per tutta l’area produttiva veneziana:



Crisi, 4 mila posti di lavoro persi
Anno nero per l’industria. E il 2010 rischia di non essere molto migliore

(29 dicembre 2009)


MESTRE. Se il 2009 è stato un anno nero e senza precedenti tanto per le piccole aziende artigiane, quanto per le grandi e medie industrie manifatturiere, per il 2010 non si intravede una chiara via d’uscita. Anzi, stando ai dati di Veneto Lavoro e alle previsioni delle associazione imprenditoriali, per il nuovo anno si prevede ancora un ricorso massiccio alla cassa integrazione - sia ordinaria che straordinaria - e un numero crescente di lavoratori in mobilità (licenziati) per l’esaurimento degli ammortizzatori sociali e la mancanza di nuovi posti di lavoro.Il 2009 se ne va con un bilancio economico-sociale molto pesante e un numero crescente di imprese, grandi e piccole con bilanci in rosso, pochi ordini di lavoro e meno credito dalle banche.Aziende in difficoltà. Per la prima volta, la Camera di Commercio veneziana registra un saldo negativo tra iscrizioni di nuove aziende e cessazioni; mentre le produzioni manifatturiere registrano una diminuzione del 20% con prospettive poco tranquillizzanti per il prossimo anno, sopratutto nei settori più colpiti: edilizia, chimica e vetro, metalmeccanica e siderurgia. Non meno pesante è il dato sulle sofferenze bancarie (debiti e mutui non pagati nel 2009) cresciute del 22% rispetto al 2008.Sempre più cassintegrati. L’anno che si sta chiudendo ha registrato un numero crescente di aziende in grave crisi di commesse di lavoro e liquidità. Stando ai dati dell’agenzia regionale Veneto Lavoro, il totale di aziende in stato di crisi è passato dalle 84 del 2008 a 214 nel 2009 (aggiornato a novembre), con un numero di lavoratori interessati passati dai 2.025 del 2008 ai 6.720 di quest’anno (dato aggiornato a novembre). Nel 2009 il ricorso agli ammortizzatori sociali non ha pari negli ultimi vent’anni, con un numero di ore di cassa integrazione ordinaria (crisi congiunturali) sei volte maggiore dell’anno precedente e più del doppio per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria (crisi strutturali e ristrutturazioni). Nel 2009 il numero di lavoratori posti in mobilità è passato dai 2.988 del 2008 ai 4.084 del 2009 a causa delle aziende che hanno ridotto gli organici o hanno addirittura chiuso i battenti per cessata attività o per l’avvio della procedura fallimentare dovuto all’eccessivo indebitamento e all’insufficiente capitale sociale o di riserva. Un lungo elenco. La crisi interessa tutto il settore manifatturiero in tutta la provincia, senza distinguere tra grandi medie o piccole aziende. La crisi di ordini di lavoro e liquidità - iniziata alla fine del 2008 e continuata, con sali e scendi, nel 2009 - ha contagiato in modo pesante grandi e medie industrie del Veneto Orientale e della Riviera - come il Lanificio Veneto, la Nuova Pansac, Aprilia, San Benedetto, Speedlene, Flag, Visibilia, ecc. - sia quelle del polo industriale di Porto Marghera (Nuova Sirma, Montefibre, Vinyls Italia, Solvay, Officine Beltrame, Ilva, Alcoa Italia, cantieri navali De Poli e Dalla Pietà, ecc.) e del loro indotto costituito da centinaia di piccole aziende artigianali diffuse il tutto il territorio provinciale. Del resto, anche il porto commerciale di Venezia chiude il 2009 con una forte riduzione di tutti i tipi di traffici (prodotti petroliferi e chimici, carbone, cereali e granaglie, rinfusa metalliche, colli vari e container) attestata a fine ottobre a - 16 %.

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/crisi-4-mila-posti-di-lavoro-persi/1815546



Ci sono comportamenti individuali che si innestano in contesti generali. Ci sono comportamenti individuali che costruiscono il contesto generale. E’ il comportamento individuale che forma l’oggettività del contesto in cui gli individui si muovono.
E’ stupido dire che c’è la crisi in cui i singoli industriali o imprenditori si muovono; è corretto dire che i singoli imprenditori sono coloro che hanno costruito, voluto, pianificato, l’attuale crisi come atto di guerra nei confronti delle società civili.
Sono gli industriali che hanno devastato la società civile e ora vogliono soldi per finanziare le loro imprese. Il governo, anziché distribuire fondi finanziando i cittadini, preferisce finanziare le imprese e le loro strategie distruttive: si fa propaganda distruggendo ricchezza prodotta dagli operai.
Come il comportamento della singola banca o del singolo industriale ha contribuito a distruggere la società e il contesto sociale, così il comportamento di sopravvivenza del singolo consumatore contribuisce a distruggere il contesto in cui gli industriali saranno chiamati ad operare.
Se gli industriali, anziché comportarsi come una faina che entra in un pollaio e sgozza tutte le galline, avessero preso con attenzione all’insieme del pollaio (della società), oggi la crisi non ci sarebbe come per i comuni e le regioni che anziché usare il denaro per il benessere dei cittadini hanno finanziato la chiesa cattolica, la sanità privata, distruggendo la ricchezza sociale.
E’ come per la Nuova Pansac. Chi se ne frega degli operai? Io mi diverto con la mia squadra di calcio.
Non ci stupiamo se la depressione e le nevrosi che inducono al suicidio sono di casa nel Veneto (anche quando l’informazione li nasconde).

05 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento: