Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, marzo 11, 2010

I dati sulla produzione industriale e le menzogne offensive e criminali di Silvio Berlusconi


Berlusconi affermava che la crisi non c'era; affermava che la crisi era psicologica; oggi afferma che dalla crisi stiamo uscendo. Io mi guardo attorno e vedo fabbriche che chiudono, commercianti che chiudono; operai che protestano in cassa integrazione; artigiani che chiudono; imprenditori che si suicidano.
Io non credo che Berlusconi non ne sia consapevole. Io credo che a Berlusconi non gli frega niente, salvo evitare i suoi processi per i delitti che ha commesso (sia quelli scoperti che quelli che non sono stati scoperti) e usi la truffa e l'inganno per derubare ulteriormente i cittadini al fine di assicurarsi un ingiusto profitto dall'illusione che spaccia.
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Oggi Berlusconi ha farneticato parlando di ripresa nonostante i cittadini sentano il peso di una crisi che sta distruggendo il loro reddito e che spinge molti di loro al suicidio.

Berlusconi ha affermato:

“ROMA - "Dopo essere usciti da una forte crisi, stiamo iniziando la risalita, non è veloce, non ha forti numeri ma è certamente risalita". Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa al ministero del Tesoro, per la presentazione della Banca del Sud.”
Fonte La Repubblica.

Le farneticazioni stanno nella testa del miliardario Berlusconi. Le cose sono due, o non sa leggere i bollettini di statistica dell’Istat o la massa di denaro di cui è proprietario gli si è infilata fra i neuroni nel cervello.

Il bollettino sulla produzione industriale viene pubblicato dall’Istat mese per mese e dopo circa un mese e 10 giorni dalla fine del mese considerato. L’ultimo bollettino sulla produzione industriale, al di là del valore che gli vogliamo attribuire (sempre più attendibili che non i dati politici del centro studi della Confindustria), che disponiamo è quello di gennaio 2010.
Il dato sulla produzione industriale di febbraio 2010 sarà diffuso, all’incirca, il 10 aprile.

Proviamo a leggere la serie recente dei dati Istat sulla produzione industriale di gennaio:

Gennaio 2008:


Nel mese di gennaio 2008, sulla base degli elementi finora disponibili, l'indice della produzione industriale con base 2000=100 è risultato pari a 98,6 con un aumento dello 0,5 per cento rispetto a gennaio 2007, allorché risultò uguale a 98,1.L'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato in gennaio un aumento tendenziale dello 0,5 per cento (i giorni lavorativi sono stati 22 come nel 2007).L'indice della produzione destagionalizzato è risultato pari a 98,4 con un aumento dell’1,3 per cento rispetto a dicembre 2007.


Gennaio 2009:


Nel mese di gennaio 2009, sulla base degli elementi finora disponibili,l'indice della produzione industriale destagionalizzato, con base 2005=100, ha segnato una diminuzione dello 0,2 per cento rispetto a dicembre 2008; la variazione congiunturale della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a meno 8,3 per cento. L'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato in gennaio una diminuzione tendenziale del 16,7 per cento (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di gennaio 2008).L'indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 21,9 per cento rispetto a gennaio 2008.


Gennaio 2010:

Nel mese di gennaio 2010, sulla base degli elementi finora disponibili, l'indice della produzione industriale destagionalizzato, con base 2005=100, ha segnato un aumento del 2,6 per cento rispetto a dicembre 2009. La media degli ultimi tre mesi è risultata invariata rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti. L'indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a gennaio un aumento tendenziale dello 0,1 per cento (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 20 di gennaio 2009).L'indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 3,3 per cento rispetto a gennaio 2009.


Tratto dai comunicati stampa dell’Istat:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/prodind/


Non esiste nessun miglioramento, al limite c’è una stabilizzazione e un incancrenirsi della crisi stabilizzata sulla pelle di centinaia di migliaia di persone costrette alla disoccupazione e su centinaia di migliaia di cassa integrati che vivono l’angoscia del licenziamento e della perdita di lavoro. Stiamo vivendo una situazione in cui le banche non danno i prestiti, non perché non vogliono finanziare la ripresa, ma perché non esiste un mercato nel quale la maggior parte delle imprese medio piccole possano avere non dico un futuro, ma riprendere i soldi investiti e ripagare le banche. Siamo in una situazione in cui lo Stato e gli enti locali bloccano o ritardano i pagamenti perché proprio non hanno soldi per farlo finendo per far fallire aziende che hanno prestato lavoro.
Stiamo vivendo una situazione in cui per aiutare la Calabria e lo smottamento si sbloccano fondi che erano bloccati da anni e che avrebbero dovuto servire per mettere in sicurezza il territorio.
La stabilizzazione verso il basso della produzione industriale non è un indice di uscita dalla crisi. Berlusconi può dire di stare per uscire dalla crisi visto che le azioni mediaset stanno sfiorando, e non certo per meriti economici, i 6 euro ad azione, ma quando si parla della crisi, si intende la crisi del paese, non quella del portafoglio del miliardario Berlusconi che può sputare sulle sofferenze del paese perché lui ha i miliardi. Non la crisi del picchiatore La Russa che aggredisce i giornalisti per nascondere la sua incapacità e la sua incompetenza e la sua viltà nell’assumersi le sue responsabilità nel saccheggio della società civile.
Probabilmente Berlusconi non ha letto i dati della produzione industriale, ma quelli del suo bilancio familiare.

11 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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