Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

lunedì, aprile 12, 2010

Come il governo usa la propaganda per illudere sulla fine della crisi.



Con i dati sulla produzione industriale di febbraio 2010 resi noti dall’Istat oggi, si certifica la grave crisi economica che sta distruggendo l’Italia.
I tromboni della propaganda berlusconiana si sono affrettati a sottolineare la presenza di un incremento rispetto al febbraio del 2009, ma si dimenticano di sottolineare il crollo della produzione che il febbraio del 2009 ha avuto rispetto al febbraio del 2008.
Tale confronto conferma che l’aumento della produzione non solo è irrisorio, ma sottolinea come la produzione industriale si sia bloccata ai livelli del 2009 che, con questo dato, dimostra di essere un anno spartiacque fra un’organizzazione industriale morente e una nuova organizzazione industriale che il governo si rifiuta di gestire in modo da creare allarme e disperazione sociale.
Leggiamo alcuni dati sulla produzione industriale di febbraio di oggi:

L'Istituto di statistica comunica che non c'è stata variazione rispetto a gennaio 2010Gli incrementi maggiori nei settori chimico, elettronica e ottica, mezzi di trasporto
Istat, cresce la produzione industriale+2,7% a febbraio, primo rialzo dal 2008
ROMA - La produzione industriale a febbraio ha registrato una variazione positiva del 2,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Lo comunica l'Istat. Si tratta del primo rialzo tendenziale dall'inizio del 2008. Il dato risulta invece invariato rispetto a quello di gennaio 2010.L'incremento è relativo sia all'indice grezzo della produzione industriale, sia all'indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20, come a febbraio 2009). I dati grezzi non crescevano da luglio 2008, mentre quelli corretti erano fermi da aprile dello stesso anno.L'analisi per settore di attività economica evidenzia che a febbraio l'indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato, rispetto allo stesso mese del 2009, gli incrementi più marcati nei settori dei prodotti chimici (+15,7%), della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (+9,9%) e dei mezzi di trasporto (+9,1%). In diminuzione sono risultati, invece, l'industria del legno, carta e stampa (-4,7%), l'attività estrattiva (-1,8%) e i macchinari e le attrezzature non classificati altrove (-1,3%).Per quanto riguarda in particolare la produzione di autoveicoli, l'incremento tendenziale è stato del 16,1% su base annua (dato corretto per effetti di calendario). Nei primi due mesi del 2010 l'indice ha segnato un aumento del 31,3% rispetto al periodo gennaio-febbraio del 2009.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/economia/2010/04/12/news/istat_cresce_la_produzione_industriale_2_7_a_febbraio_primo_rialzo_dal_2008-3284372/


E confrontiamo questi dati sui dati che nello stesso periodo dello scorso anno vennero dati dall’Istat nel confronto fra produzione industriale del 2009 e produzione industriale del 2008:


Produzione industriale crolla: -23,7% in un anno. Ai minimi dal ‘90

Ancora un record negativo per la produzione industriale: a febbraio ha segnato un calo del 23,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A lanciare l’allarme è l’Istat sottolineando che si tratta del crollo peggiore dal 1990, da quando cioè iniziano le attuali serie storiche. Diminuendo del 3,5% rispetto a gennaio, il mese di febbraio risulta così il decimo mese di calo consecutivo a livello congiunturale.Rispetto a gennaio, la produzione industriale a febbraio è diminuita del 3,5%, è il decimo mese di calo consecutivo a livello congiunturale. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato una diminuzione tendenziale del 20,7%. I giorni lavorativi sono stati infatti 20 contro i 21 di febbraio 2008. Anche in questo caso si tratta del calo maggiore dal 1990. Per quanto riguarda i raggruppamenti principali di industrie rispetto a gennaio le variazioni destagionalizzate sono state tutte negative: -6,5% per i beni intermedi (metallurgia tessile base, gomma e chimica) i più colpiti, -4,2% per i beni strumentali, -2,4% per l’energia e -1,2% per i beni di consumo. All’interno di quest’ultimo raggruppamento i beni durevoli hanno registrato un calo del 4,3%, mentre per i beni non durevoli la discesa è più lenta (-0,1%). Rispetto a febbraio 2008 i cali corretti per giorni lavorativi sono stati invece del 30,2% per i beni intermedi, del 22,5% per i beni strumentali, del 10,4% per l’energia e del -8,4% per i beni di consumo (-23,5% per i durevoli e -5,5% per i non durevoli).La produzione di autoveicoli è diminuita a febbraio del 42% rispetto allo stesso mese del 2008. L’Istat ha, tuttavia, specificato che nei primi due mesi del 2009 il calo è stato del 48,4%. A gennaio, infatti, si era registrato un crollo ancora più significativo, pari a -54,7%.

Tratto da:
http://blog.panorama.it/economia/2009/04/09/produzione-industriale-crolla-237-in-un-anno-ai-minimi-dal-90/


Dal confronto dei dati emerge che la situazione della produzione industriale attuale altro non è che la fissazione del crollo industriale dello scorso anno e la conferma come la crisi economica non permette nessuna ripresa dell’economia nazionale.
Non possiamo far altro che aspettarci licenziamenti e nuova miseria sociale.
12 aprile 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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