Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

domenica, aprile 25, 2010

Gianfranco Fini tiene Silvio Berlusconi per le palle; le sta schiacciando e Silvio Berlusconi gode più che non con Noemi!


Diciamola tutta: Gianfranco Fini sta tenendo Silvio Berlusconi per le palle e lo sta strizzando bene, bene. E’ solo perché Silvio Berlusconi era tanto teso a sistemarsi i lifting facciali che ha offerto le proprie palle a Gianfranco Fini e ad una destra più attenta alle regole sociali.
Questa situazione figurata dipinge la situazione politica in questo momento e le prospettive future.
Inizialmente avevo pensato che lo scontro Fini-Berlusconi avesse uno scopo strategico la ricerca di un incidente che permettesse di andare ad elezioni anticipate in modo che Berlusconi potesse presentarsi con un parlamento controllato quando si sarebbe votato per il nuovo capo dello Stato.
Invece, oggi, mi sto rendendo conto che Fini ha deciso che Berlusconi “non deve sortir vivo”!
La forza di Berlusconi è data dal controllo dell’informazione e dall’effetto che sortisce la notizia eclatante data ad effetto dalle sue televisioni e dai media. Non per nulla Silvio Berlusconi non accetta nessun confronto politico con nessun oppositore perché non è in grado di reggere nessun confronto politico. La forza di Fini è rappresentata dal fatto di essere all’interno delle Istituzioni e di avere, da destra, una sua visione dello Stato e della società. Berlusconi, al contrario, ha una visione di “sé stesso come padrone dello Stato”: il capo azienda! Il padrone in nome del dio padrone. Mentre Fini è in grado di costruire dei rapporti politici con le persone in un partito in cui dibatte, Berlusconi può costruire dei rapporti solo con i suoi servi o con le pecore del gregge di cui egli vuole essere il buon pastore (anche quando se le sodomizza).

Silvio Berlusconi è troppo impegnato a difendersi dai processi per rendersi conto della società in cui vive e dei problemi crescenti che sono nella società. L’Italia sta vivendo una situazione come la Grecia, lo ha detto, sia pur indirettamente oggi, Giulio Tremonti:

Grecia: Tremonti, l'Europa non è un condominio dove si entra e esce
25 aprile, 2010
WASHINGTON - L'Europa non è un condominio dal quale si entra e si esce a proprio scelta, ma è una comunità ispirata ad un principio politico di unione che assume anche valore giuridico. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti torna così a ricordare a ciascuno stato membro le proprie responsabilità, soprattutto in un momento come quello attuale in cui la crisi greca chiama i partner dell'Unione a scendere in campo per fornire il proprio aiuto. Al termine della due giorni di lavori che ha visto susseguirsi le riunioni di G7, G20 e Fondo Monetario Internazionale, il ministro preferisce non parlare esplicitamente di Grecia, ma si avvale di una nuova metafora per ricordare a ciascuno il proprio ruolo, anche per gestire il problema di quello che lui preferisce definire, invece di contagio, rapporto di "controparte". E questa volta cita il Titanic.
"Chi aveva il biglietto di prima classe sul Titanic - racconta - non si è comunque salvato". Quando sorgono dei problemi all'interno dell'Unione Europea, dunque, "non significa che i costi li paga solo qualcuno, che non vengano fuori le colpe, che chi fa casino non debba sostenere i costi e ammettere le proprie colpe". Secondo il Ministro si tratta in sostanza di una "visione etica, storica, dell'Europa e se è così devi comunque intervenire, poi il regolamento dei conti lo fai comunque". E Tremonti non manca di sottolineare che "io il regolamento dei conti lo farei anche con chi ha fatto l'allargamento in questo modo". Nonostante gli effetti oltre confine della crisi greca, per il costo del debito pubblico italiano non sembrano profilarsi problemi: "la struttura dei nostri spread - ha detto infatti Tremonti - si muove secondo un flusso ordinario". Infine, per quanto riguarda un altro tema in questo momento all'ordine del giorno dei grandi del mondo, l'introduzione di una nuova tassazione sulle banche per gestire le crisi, il ministro ha ricordato che "a parte la scelta politica, credo che il meccanismo sia ancora molto indeterminato: non è chiaro a cosa serve e chi dovrebbe applicarla".
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/04/25/visualizza_new.html_1766209586.html


L’Italia è la prossima dopo aver nascosto la polvere sotto il tappeto per anni. La situazione economica sta esplodendo nelle mani dei Berlusconi. Per di più la Lega vuole le Banche del “nord” il che significa mettere in allarme i banchieri in una condizione in cui Berlusconi non è in grado di dire “no!” alla Lega.
In questo scenario la destra si deve sganciare dal personalismo e dal soggettivismo di Berlusconi perché le esigenze della politica e dell’economia richiedono una riattivazione degli strumenti Istituzionali e non la loro delegittimazione come vorrebbe Silvio Berlusconi e la Lega.
A livello di massa c’è un’esigenza che la sinistra, come il Partito Democratico, non è in grado di cogliere e di coniugare con la tradizione democratica; dall’altro lato l’economia, l’alta finanza, l’imprenditoria, hanno la necessità di sbarazzarsi di Silvio Berlusconi che rappresenta, al di là delle singole letture che ne si può dare, l’avvento del sistema mafioso nelle Istituzioni nazionali.
L’occupazione mafiosa non è in grado di gestire le istituzioni perché è sempre “antagonista” alle Istituzioni, in quanto tali, pur trovando individui all’interno delle Istituzioni pronti ad appoggiare le istanze mafiose. Prima o poi la contraddizione arriva al pettine e sia la struttura che ha favorito le istanze mafiose, sia le collusioni all’interno delle Istituzioni, entrano inevitabilmente in conflitto con le Istituzioni in quanto tali a meno che la mafia non riesca ad imporsi sullo Stato, come sta facendo la chiesa cattolica.
Per riuscire a battere Fini, Berlusconi avrebbe bisogno di un grande “colpo di teatro”. Di un grande successo teatrale o di altre situazioni emergenziali: un terremoto abruzzese elevato al quadrato. Lo stesso terremoto d’Abruzzo sotto Roma o sotto Milano. Già se quel terremoto gli arrivasse sotto Palermo non gli servirebbe. Senza un tale colpo di teatro Berlusconi viene eroso sia dai processi penali e civili in corsoi, sia dai processi futuri in cui sta per essere coinvolto (sia direttamente che indirettamente come ad esempio le denunce contro Il Giornale si possono considerare denunce contro Berlusconi).
Per contro, i dati presentati oggi dal quotidiano La Repubblica dicono che un eventuale partito politico capeggiato da Fini, oggi come oggi, potrebbe raccogliere il 6% dei voti. Per fare quel partito politico Fini dovrebbe essere espulso dal PdL, come ha richiesto Bossi. E questo Berlusconi non se lo può permettere. Inoltre, bisogna tener presente che Bossi non può tollerare la presenza di Fini perché l’idea di Fini e della destra del Federalismo, non è la stessa idea di Bossi (o di Zaia e Cota) sul federalismo. Mentre Bossi, Zaia e Cota, intendono il federalismo come un’occasione per rapinare l’Italia e distruggere le Istituzioni Nazionali, Fini e la destra lo intendono come una redistribuzione della ricchezza (chi saranno i beneficiari, questo è un’altro paio di maniche). Sarà inevitabile che con Fini all’interno del PdL il federalismo voluto da Bossi e dalla Lega non può passare. Bossi continuerà a chiedere l’allontanamento di Fini e Silvio Berlusconi sarà costretto a rimangiarsi le stupidaggini che ha detto pubblicamente contro Fini.

Silvio Berlusconi è la figura del padrone che non è mai stato in grado di fare politica: fa il capopopolo, il padrone, l’unto del signore, ma non il politico. E’ incapace, proprio perché non gli frega nulla di fare politica, gli frega soltanto dei suoi interessi contro il paese Italia.
In questa situazione Gianfranco Fini lo tiene per le palle Silvio Berlusconi (e gliele sta strizzando), come per le palle lo stanno tenendo altri due personaggi. Uno è quel Giulio Tremonti che per Berlusconi nasconde la polvere sotto il tappeto e l’altro è quel Nicolò Ghedini sul quale è difficile dire se è “scemo” (uno che davanti alla Corte Costituzionale proclama un individuo al di fuori della legge induce al sospetto....) o se ha nelle sue intenzioni quelle di cucinarsi Silvio Berlusconi facendosi pagare parcelle milionarie e inventando trucchi “giudiziari” che eccitano tanto la “furbizia” di Silvio Berlusconi rendendolo felice nel pagare le parcelle. Nicolò Ghedini ha ingannato una sola persona, Silvio Berlusconi. Per contro, appare evidente o, se preferite, il sospetto è forte da costruire un’intima convinzione, che Silvio Berlusconi ha commesso un numero talmente elevato di reati gravi che ringrazia le furbate di Nicolò Ghedini di sottrarlo ai processi e di offuscare, con le sue uscite, la capacità di critica degli italiani. Furbate che si possono far risalire ad una scuola di pensiero (o a una banda criminale, scegliete voi....) che di delitti ne ha commessi parecchi!

L’ultima annotazione in questo quadro riguarda i vari deputati e senatori del Popolo delle Libertà. Personaggi che non brillano per ideali politici, ma per convenienza. Quanti di loro si schiereranno con Silvio Berlusconi e quanti con Gianfranco Fini?
Quante rielezioni è in grado di garantire Silvio Berlusconi e quante Gianfranco Fini?
Gli ultimi dati dicono che se Silvio Berlusconi espelle Fini e Fini si presenta con un suo partito, sia da solo o in alleanza con Casini e qualcun altro (più per ragioni di quorum che per ragioni di alleanza, dato il sistema elettorale attuale), potrebbe dimezzare deputati e senatori. Dimezzare la sua rappresentanza nella società a vantaggio di un Gianfranco Fini che sostituirebbe, di fatto, Silvio Berlusconi come punto di riferimento (tolto il ruolo di Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi non è in grado di agire come un deputato o un senatore qualunque) del centro-destra. In questo caso si indebolirebbe anche la sinistra perdendo quella fascia di elettori che sono schierati in una situazione di centro o che vedono in Fini un oppositore di Berlusconi più efficace di Bersani.

In sostanza, Silvio Berlusconi è tenuto per le palle.
I cittadini si domandano: quanto durerà la goduria di Berlusconi nel farsi strizzare le palle?
Intanto la crisi economica sta distruggendo la società civile e la chiesa cattolica continua a stuprare bambini nonostante le dichiarazioni di Ratzinger e la simpatia di Berlusconi.
---aggiunta---
L'11 maggio Silvio Berlusconi con la strizza al culo riunisce i suoi "fedelissimi" fra i quali Alemanno e Verdini per cercare delle soluzioni per ricucire con Gianfranco Fini. Terrorizzato e impaurito, con un gran male alle palle dovuto alla forte presa di Gianfranco Fini, Berlusconi capitolava. Venne dato l'incarico a Verdini di "sondare", "verificare", se c'erano dei margini per ricucire la frattura con Gianfranco Fini. Silvio Berlusconi, incapace di avere un confronto politico da persona civile, più abituato ad essere il padrone che dà ordini, davanti al dito puntato da Gianfranco Fini e dalla determinazione dei suoi, si cala le brache e, come un accattone, tende la mano per elemosinare un compromesso.
Questo avviene nella stessa giornata in cui Ciancimino rivela (poi qualcuno verificherà la fondatezza) che Berlusconi ha sempre agito indirizzato da interessi mafiosi: "La maggior vittima della mafia". Le vittime, fino ad ieri, eravamo abituati ad intenderle come delle persone uccise dalla mafia; non come capacità della mafia di trasformarle in strumenti d'uso. Per questo il sospetto che questo governo non facesse una "guerra alla mafia", ma, per le sue prerogative usava lo Stato per una "guerra di mafia", si fa sempre più concreto.
Dalle ultime indiscrezioni del giorno 12 maggio, sembra che Fini gli abbia risposto "picche" :
"Il presidente della Camera Gianfranco Fini non ha in programma nè oggi nè nei prossimi giorni incontri con esponenti del Pdl". Lo afferma il portavoce del presidente di Montecitorio, raggiunto telefonicamente, a proposito della notizia secondo cui il presidente della Camera avrebbe dovuto incontrare oggi il coordinatore del Pdl Denis Verdini.
Al che Silvio Berlusconi affermando che "tanto l'uva è acerba", ha commentato:
"Prima della direzione avevamo periodicamente riunito l'ufficio di presidenza. La Russa, gli altri ex An e gli uomini vicini a Fini non hanno mai tirato fuori quei problemi, che in ogni caso io considero assolutamente secondari". "E comunque quei problemi hanno portato a un voto, li abbiamo votati e risolti. Come in ogni sistema democratico si vota e la maggioranza vince".
Da La Repubblica 12 maggio
---fine aggiunta 12-11 maggio 2010 ---

25 aprile 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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