Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, luglio 07, 2010

Come e perché gli abitanti dell'Aquila, gli aquilani, hanno portato il disonore all'Italia: da cittadini si sono trasformati in servi.


C’è qualche cosa che definisce il disonore delle persone: la loro rinuncia ad essere dei cittadini per sperare nel padrone e nella sua benevolenza.
Se a prima vista il disonore nasce dalla mancanza di lungimiranza, in realtà nasce dalla rinuncia nel presente ad essere delle persone, dei soggetti di diritto, capaci di rivendicare i propri diritti nell’immediato superando le illusioni di chi fa promesse e rimanda la soddisfazione dei diritti in un tempo futuro: ad una provvidenza, ad un pazzo che verrà con grande potenza sulle nubi.

In questo modo l’Aquila, gli abitanti dell’Aquila, hanno perso il loro onore di cittadini preferendo sottomettersi alle promesse del padrone Silvio Berlusconi che attraverso Bertolaso ha prima militarizzato i terremotati impedendo loro di essere persone della società civile, poi li ha presentati come bestiame e derelitti al mondo durante un G8 per la sua propaganda personale sperperando milioni e milioni di euro della possibile ricostruzione mentre con i suoi complici saccheggiava la Sardegna. Ha allontanato i terremotati dal loro territorio. Ha distrutto il possibile mercato e il possibile commercio. Case che erano inagibili sono diventati, quando lui ne ebbe interesse, improvvisamente agibili. Il governo ha impedito a chi poteva di ricostruirsi la casa. I terremotati hanno accettato di essere rinchiusi in veri e propri campi di concentramento con guardie carcerarie ai limiti del campo: vere e proprie strutture di detenzione. Ha usato i terremotati per la propaganda di governo lasciando la zona nella peggiore “fetenzia”.
Silvio Berlusconi con Bertolaso hanno fatto in modo che le macerie rimanessero sul posto per suscitare compassione e rastrellare voti in una prospettiva di ricostruzione imminente che sbandierava come propaganda.

Oggi gli aquilani protestano a Roma: sono stati traditi dal loro padrone. Lo hanno pure votato sputando su tutti gli italiani e i loro bisogni. Allo stesso modo on cui gli operai garantiti sputano sugli interinali, i residenti sugli immigrati, i benestanti sui senza casa.
Il padrone degli aquilani ha abbandonato gli aquilani.
Gli aquilani si sono dimenticati di essere dei cittadini con dei diritti e hanno dismesso i panni del cittadino per prendere i panni dei servi volonterosi per il loro padrone.
Ora li stanno bastonando?
Non erano loro che seguivano il padrone Berlusconi lungo la strada del macello della vita?
Hanno dismesso i panni del cittadino per prendere quelli dell’accattone, delle puttane (termine usato nel senso di colui che vende sé stesso e il futuro dei propri figli per avere un beneficio immediato dal suo padrone), del servo obbediente sperando nella magnanimità del loro padrone.
Ora protestano perché il loro padrone non è stato buono con loro.
Ma il loro padrone fa quello che vuole: hanno voluto essere servi e non cittadini?
Ora pagano il prezzo delle loro illusioni.
Riporto dall’ANSA:


Terremoto: marcia di aquilani su Roma, tensione e tafferugli
Il corteo diretto a Montecitorio e' stato bloccato dai mezzi blindati della polizia, messi di traverso all'imbocco di via del Corso
07 luglio 2010
ROMA - Hanno invaso piazza Venezia e la vicina via dei Fori Imperiali, gli aquilani che marciano su Roma lanciando un "S.o.s. L'Aquila", chiedendo sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all'economia. Sono circa 5 mila le persone arrivate dal 'cratere', oltre al comune dell'Aquila paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell'area dell'epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni. I manifestanti, arrivati con 40 autobus e in auto, sfilano lungo via del Corso diretti a Montecitorio e nel pomeriggio si concentreranno in piazza Navona. Alla manifestazione, organizzata dal Popolo delle carriole del presidio di piazza del Duomo, hanno aderito tra gli altri i comitati '3 e 32', 'Rete Aq', 'Eva' (Eco villaggio autocostruito), 'Cittadini per i cittadini' e gli universitari che abitavano la Casa dello studente. I manifestanti vestono magliette con su scritto "forti e gentili", come diceva D'Annunzio, "ma non fessi", e portano bandiere nere e verdi, i colori della città.
TAFFERUGLI A MANIFESTAZIONE AQUILANI A ROMA - Il corteo degli aquilani diretto a Montecitorio e' stato bloccato dai mezzi blindati della polizia, messi di traverso all'imbocco di via del Corso. Ci sono stati tafferugli tra una cinquantina di manifestanti e le forze dell'ordine che attuano il blocco. Una ragazza lamenta di essere stata colpita accidentalmente al volto. Al momento i cinquemila aquilani sono concentrati in piazza Venezia, esibiscono i gonfaloni dei comuni presenti e fanno sentire la propria voce scampanellando e fischiando.


Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/07/07/visualizza_new.html_1850343377.html


Quando ci si dimette dall’essere dei cittadini di diritto Costituzionale e si assume il ruolo dell’accattone che elemosina la provvidenza del dio padrone, si è rinunciato al proprio futuro saccheggiando le possibilità dei propri figli.
La rinuncia degli aquilani ad essere dei cittadini ha danneggiato tutta l’Italia. Ci vorranno altre generazioni, altri sforzi affinché gli aquilani (o quello che resterà dell’Aquila) possano riacquistare l’onore che le scelte dei servi di oggi hanno condannato.

Intanto il governo italiano finanzia la ricostruzione delle chiese in modo da continuare a lasciare nella merda gli aquilani: così possono continuare a pregare, supplicare il padrone, anziché prendersi i propri diritti.


Dal quotidiano La Repubblica:
TERREMOTO
Aquilani in corteo a Romatafferugli con la polizia, tre feriti


ROMA - Sono arrivati a piazza Venezia a Roma con circa 45 pullman provenienti dall'Aquila, la zona più colpita dal terremoto. Sono venuti in cinquemila per protestare contro l'abbandono dell'Aquila dopo il terremoto e per chiedere una legge organica per la ricostruzione. Tutti insieme per protestare contro il pagamento delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a versare al cento per cento.

La tensione, in piazza, sale velocemente. Due blindati dei carabinieri chiudono l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, cerca lo stesso di superare lo sbarramento ed entra in contatto con le forze di polizia. Tafferugli e spintoni ma nessuno riesce a superare la barriera delle forze di polizia che sono schierate in assetto antisommossa. Anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, è stato colpito da una manganellata. Con lui è stato colpito anche il deputato Pd Giovanni Lolli. A riportare la calma ci pensa lo stesso Cialente, che è riuscito a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia. Poi, dopo una trattativa, la forze dell'ordine si spostano e i manifestanti possono entrare a via del Corso e dirigersi verso Montecitorio. Ma la tensione non si placa. A metà di via del Corso i manganelli della forze dell'ordine tornano a colpire. Il bilancio dei feriti è di tre persone, una ragazza colpita in piazza Venezia e due ragazzi a via del Corso. "Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato" dice uno dei due con la testa sanguinante. I manifestanti continuano a urlare la propria rabbia, sempre più intenzionati a raggiungere piazza Montecitorio. In piazza è arrivato anche Antonio Di Pietro: "Piazza Montecitorio è piena perché c'è una manifestazione dei disabili, bisogna andare davanti a palazzo Chigi".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/07/news/aquila_corteo-5446113/?ref=HREA-1

Ce ne vorrà perché l’Aquila riacquisti il proprio onore, come dicevano gli Antichi Egiziani:

Non dire: "Oggi è come domani",
perché come possono andare a finire queste cose?
Quando il domani arriva e l'oggi non c'è più,
l'alluvione può essersi trasformata in secca,
i coccodrilli possono trovarsi allo scoperto dall'acqua,
gli ippopotami all'asciutto,
i pesci boccheggianti,
i lupi saziati e gli uccelli in festa!
Ma l'uomo quieto dirà nel tempio:
"Grandi sono i favori di Ra!"
Vieni, sii un uomo di quiete, e avrai la vita;
il tuo corpo prospererà sulla terra!


Proverbio n. 3 di Amen-em-Ope

Ma, per il governo Berlusconi, è meglio che gli aquilani continuino a pregare e confidare nel loro dio padrone di cui, Silvio Berlusconi, è il “rappresentante in terra”. In questo, lui e Ratzinger, si sentono tanto onnipotenti.
07 luglio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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