Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

lunedì, agosto 02, 2010

Chi tiene Silvio Berlusconi per le palle? Umberto Bossi e Gianfranco Fini e il governo Berlusconi


Sta iniziando la campagna d’autunno.
Silvio Berlusconi, il fesso, colui che si credeva il “dio onnipotente”, colui che è sempre scappato per paura e codardia da ogni confronto politico perché incapace di far politica, quello che butta giù il telefono quando le persone non si prostrano, si trova con le palle strizzate.
Gliele ha strizzate l’avvocato Ghedini, proponendogli una linea difensiva che nessun avvocato avrebbe mai consigliato a nessun cliente. Gli strizza le palle Umberto Bossi che si prepara (anche se si illude) ad ereditare parte del Pdl con le solite farneticazioni di “uno stato che porta via le risorse”, proprio lui che è colui che ruba le risorse.
Gliele sta strizzando Fini che si sta defilando da una forma Stato proposta da Silvio Berlusconi vicina alla mafia e al nazismo, anche se è il risultato di un “non-progetto” legato ad un delirio di onnipotenza personale.
Gliele stanno strizzando quei magistrati che, facendo il loro dovere (sempre troppo pochi che lo fanno), sono riusciti a fermare quel giro di milioni di euro con i quali Silvio Berlusconi si comperava i voti.
Chissà se i magistrati saranno in grado di fermare il giro di ricatti messi in piedi da Silvio Berlusconi come quello contro Marrazzo o come quello nei confronti di Vendola.
Intanto, Umberto Bossi, dopo i trecentomila fucili ci sono i venti milioni di adepti leghisti pronti a difendere la “padania”. Dal momento che il federalismo è un fallimento, non solo perché i costi non sono proponibili, ma perché come lo vorrebbero i leghisti, nelle loro fantasie (tenersi i soldi), significa allevare una banda di mafiosi che include tutti i vertici leghisti: davvero pensate che i soldi restino a chi li guadagna e non alle organizzazioni di potere e di controllo sul territorio su cui la lega ha messo le mani?
Il fallimento di Zaia come Presidente della regione Veneto e la figura di intrallazzatore mafioso che ha fatto Cota e che il Tar ha individuato in brogli elettorali, dimostra come questi personaggi abbiano i piedi d’argilla.
Intanto registriamo il fatto che Bossi, ministro dello Stato Italiano, schiavizza le famiglie italiane. Riporto:

Bossi,famiglie schiavizzate da stato
'Vogliono bloccare federalismo, ma padania reagira''


(ANSA) - ROMA, 1 AGO - ''Manca il federalismo fiscale delle regioni. Le nostre famiglie sono schiavizzate da uno Stato delinquente''. Lo ha detto Bossi. Il leader della Lega, intervenendo questa sera alla festa ad Arcene (Bergamo) ha accusato lo stato ''di portare via delle risorse. Dovremo trovare una miscela - ha aggiunto - per dare delle tasse dello Stato alle regioni.''Sul federalismo ha aggiunto:'Cercano di bloccalo,ma la Padania non stara' con le mani in mano,reagiremo con determinazione''

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/08/01/visualizza_new.html_1877210023.html


I timori sia di Silvio Berlusconi che di Bossi sono evidenti sia nelle situazioni che nei numeri.
Pensare che prima o poi arrivi una “spallata” è nelle condizioni di un governo che, pur con una maggioranza assoluta o ha fatto ricorso a sistematici ricorsi alla fiducia.
Berlusconi e Bossi non sanno proprio fare politica, possono solo ricattare il paese. Minacciare e, come stanno facendo, saccheggiare l’economia e la società civile.
Va da sé che prima o poi scivoleranno su decreti e provvedimenti assolutamente improponibili. E con i numeri che hanno, possiamo già dire fin d’ora che questo governo non ha futuro. Prodi è riuscito a reggere due anni con una maggioranza di pochissimi deputati. Ma Prodi era un politico. Berlusconi non regge tre anni con una maggioranza bulgara.
Riporto i numeri:


Pdl, 33 finiani alla Camera, maggioranza a rischio
venerdì 30 luglio 2010
di Roberto Landucci



ROMA (Reuters) - In una breve dichiarazione alla stampa il presidente della Camera Gianfranco Fini ha confermato che non darà le dimissioni dalla presidenza di Montecitorio e che sosterrà, con i suoi, "lealmente" il governo sul programma elettorale, ma non su questioni "ingiuste o lesive dell'interesse generale".
Dopo l'espulsione da parte dell'ufficio di presidenza del Pdl di ieri sera riunito a casa di Silvio Berlusconi, Fini ha risposto con una dichiarazione letta in una affollatissima sala di un hotel nel centro di Roma a pochi passi da Camera e Senato.
Intanto è ufficiale la formazione del gruppo parlamentare finiano alla Camera, che si chiamerà Futuro e libertà per l'Italia, e che sarà formato da 33 deputati (escluso lo stesso Fini che, in quanto presidente, resta non iscritto ad alcun gruppo), una pattuglia che potrebbe essere in grado di mettere in difficoltà il governo.
LA DICHIARAZIONE: NON MI DIMETTO, APPOGGIO LEALE A GOVERNO
Fini ha oggi definito i suoi "donne e uomini liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta agirà nel solco del programma elettorale e non esiteranno a contrastare scelte dell'esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell'interesse generale".
Molto critico in almeno un paio di passaggi Fini nei confronti del presidente del Consiglio. Laddove ha ricordato che gli è stato chiesto di dimettersi dalla presidenza di Montecitorio, Fini ha detto che ciò dimostra "la concezione non propriamente liberale delle democrazia che Berlusconi dimostra di avere".
"Ovviamente non darò le dimissioni perché è a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la conduzione imparziale della Camera e non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato-consiglio di amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni democratiche", ha poi aggiunto.
Ha concluso dicendo che "ieri è stata scritta una brutta pagina per il centrodestra e più in generale per la politica italiana".
"Ciò non ci impedirà di preservare i valori autenticamente liberali e riformisti del Popolo della libertà e di continuare a costruire un futuro di libertà", ha concluso evocando il nome del nuovo gruppo.
I GRUPPI
Il vicepresidente Maurizio Lupi oggi in aula ha letto i nomi di 33 deputati che hanno aderito al nuovo gruppo parlamentare di Montecitorio.
Ecco la lista: Enzo Raisi, Italo Bocchino, Luca Barbareschi, Maria Grazia Siliquini, Benedetto Della Vedova, Angela Napoli, Francesco Proietti Cosimi, Aldo Di Biagio, Francesco Divella, Claudio Barbaro, Antonio Bonfiglio, Giuseppe Scalia, Antonino Lo Presti, Flavia Perina, Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Giorgio Conte, Luca Bellotti, Alessandro Ruben, Andrea Ronchi, Donato Lamorte, Giulia Bongiorno, Catia Polidori, Carmine Patarino, Giulia Cosenza, Silvano Moffa, Mirko Tremaglia, Adolfo Urso, Roberto Menia, Giuseppe Consolo, Giuseppe Angeli, Souad Sbai e Gianfranco Paglia.
Per il Senato, che oggi non aveva sedute in programma, bisognerà invece attendere la prossima settimana.
Esponenti finiani hanno annunciato che avrebbero raggiunto il numero minimo per la costituzione del gruppo, che a a palazzo Madama è di 10 parlamentari.
Si delinea così anche il peso che il nuovo raggruppamento ha sulla solidità del governo.
Berlusconi dovrà adesso negoziare anche con i finiani i singoli provvedimenti, altrimenti rischia di avere maggioranze molto risicate, anche calcolando -- come è stato detto da diversi osservatori negli ultimi giorni -- i parlamentari finora all'opposizione che sarebbero passati alla maggioranza.
Il Pdl alla Camera contava 271 deputati che scendono a 238 dopo la diaspora dei finiani. Considerato che gli alleati della Lega Nord contano 59 deputati, il rimanente Pdl più la sola Lega Nord non riuscirebbe dunque a raggiungere la maggioranza assoluta a Montecitorio, che è di 316 deputati.
Di vitale importanza per il governo, se volesse fare a meno dei finiani, diventerebbe quindi confermare ed eventualmente ottenere nuovi consensi nel gruppo Misto, che comprende 31 deputati.
Di questi, otto sono del partito di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia, sei del Partito liberale italiano, tre dei Repubblicani regionalisti, 4 dei Liberal democratici, 5 del Movimento per le Autonomia e 3 delle minoranze linguistiche. Ci sono infine due deputati non iscritti ad alcuna componente.
L'Mpa ed altri 5 deputati del misto hanno finora sostenuto il governo.
Al Senato attualmente il Pdl conta 145 aderenti. La maggioranza può contare anche su 26 leghisti e su 3 aderenti all'Mpa per un totale di 171 senatori su una maggioranza assoluta, al netto dei senatori a vita, di 158 voti. I finiani qui dovrebbero essere una decina.
Sul sito http://www.reuters.it/

altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia



Tratto da:
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE66T0H320100730?sp=true

E l’opposizione?
Intanto c’è da dire che il PD sta attraversando una crisi di identità devastante. Prima ha introdotto il lavoro precario. Poi ha assecondato la legge Biagi. Poi ha accettato che gli operai fossero sostituiti dagli extracomunitari. Ha accettato che gli industriali facessero lavoro nero, ricattassero gli operai, li ammazzassero sui posti di lavoro, delocalizzassero. In sostanza il PD in questi anni ha distrutto la sua base elettorale. Trovare una nuova identità per lui è quasi impossibile anche sfruttando col “buon senso” la grave crisi in cui Berlusconi costringe il paese.
IDV di Di Pietro sfrutta la scia della legalità che il partito di Berlusconi sta minacciando. La sinistra ex comunista è sparita e altri gruppi, come i grillini, stanno sfruttando un movimentismo senza progetto ideologico.
Non so se basta essere più onesti della marmaglia di Berlusconi per vincere delle elezioni nelle quali la gente non vede una diversa prospettiva dal disastro che Berlusconi ha creato in Italia: da quando ha derubato gli italiani con l’operazione Alitalia (gli azionisti della vecchia Alitalia non hanno visto un centesimo) Berlusconi ha saccheggiato l’intera società civile: dalla crisi che era solo psicologica al essere fuori dalla crisi, pur di giustificare il non far nulla perché nulla, data la sua incapacità, era in grado di fare.
Questo governo non arriverà a dicembre.
Però, nemmeno Berlusconi riuscirà a non farsi processare a meno che....

Marghera, 02 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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