Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, settembre 17, 2010

Socialogia: l'origine del bullismo e dei comportamenti criminali fra famiglia cattolica, parrocchia e catechismo cattolico


Non serviva la ricerca australiana per confermare ciò che vado dicendo nei blog da parecchi anni.
Una società violenta, costretta in ginocchio davanti ad un dio violento, può produrre solo ragazzi violenti, indisciplinati e senza una prospettiva per il futuro. Ragazzi educati con i principi morali del crocefisso: costretti a comportamenti violenti, vigliacchi e criminali, come quelli del Gesù rappresentati dalla croce e quelli del dio padrone cristiano che si spaccia per creatore del mondo.
Un’educazione che avviene trasmessa da adulti, genitori che hanno fatto della violenza il metodo e la norma riducendo le persone più fragili (specialmente in ambito familiare) ad oggetti di possesso e soggetti a violenza sia fisica che psicologica. In presenza di Istituzioni che non solo tollerano comportamenti criminali, spesso minimizzandoli, ma che sono attente a favorire la violenza sui più deboli.
All’interno di questo contesto educativo si comprendono i fatti di cronaca che ogni giorno vengono presentati dall’informazione.
La sociologia può individuare le relazioni, ma non indica le cause in quanto le cause assurgono alle responsabilità ideologiche del Gesù dei cristiani e del criminale che si vanta di essere il dio creatore.
Io continuo a seguire la cronaca, ma il quadro sociologico, abbandonato nelle mani del terrore cattolico (solo ieri Zaia in consiglio regionale del Veneto ha insistito nel prostrarsi e nell’omaggiare il peggior responsabile del disastro sociale del Veneto: Scola), è destinato a peggiorare a mano a mano che la crisi economica, abbandonata a sé stessa da un governo composto da codardi che la vogliono ignorare (è rimasto famosa la battuta vile di Silvio Berlusconi secondo cui la crisi era di ordine psicologico) e da un’amministrazione regionale più tesa a fare i propri affari personali che non a salvaguardare la società Veneta, è destinato ad aggravarsi rapidamente. L’aumento degli alunni in una sola aula, voluto da un ministro incapace e incompetente (salvo che per competenza non intendiamo la distruzione del tessuto sociale) come la Gelmini, è destinato ad aggravare e radicalizzare gli episodi di bullismo e prevaricazione che sfociano speso in veri e propri delitti.
Riporto la ricerca australiana:

Ricerca australiana
Il bullismo si impara da papà
I comportamenti violenti vengono spesso trasmessi dall'esempio dei genitori e dalle loro esperienze

MILANO – Uomini e donne che si fanno avanti al lavoro con intimidazioni, famiglie i cui modi violenti e aggressivi vengono riconosciuti come vincenti dai figli? È questo il terreno fertile per fare di un ragazzo un "bullo", e la strada per uscirne non passa per forza dai programmi scolastici che scoraggino i comportamenti devianti, né tantomeno dalle punizioni esemplari. BULLI IN FAMIGLIA – Lo sostiene unaricerca svolta in Australia, alla Queensland University of Technology dalla professoressa Marilyn Campbell della facoltà di Scienza dell’Educazione, che argomenta: «Quando i bambini vedono violenza tra le mura domestiche, che si tratti di un abuso fisico o emotivo, imparano che il potere della sopraffazione può essere usato per avere la meglio. Se i genitori, magari a cena, parlano dei loro comportamenti da bulli al lavoro, i figli lo registreranno come un metodo per arrivare ad avere quel che vogliono». È proprio per questa responsabilità familiare che le strategie anti-bullismo e le punizioni scolastiche non possono funzionare da sole, se non sono accompagnate da una radicale modifica dei comportamenti familiari sul tema. In generale, sostiene la professoressa, le punizioni esemplari non funzionano mai. Meglio tentare con metodi differenti, che provino a suscitare nel bullo quell'empatia con il prossimo che a loro manca. SOCIALITÀ MANCATA – Sono i rapporti sani con gli altri a mancare totalmente a quei ragazzi violenti (in Italia addirittura uno su due): da adolescenti hanno difficoltà nell'instaurare rapporti sentimentali e i loro amici sono esclusivamente i coetanei più spaventati e sottomessi dai loro comportamenti, dunque non hanno mai rapporti da pari a pari. Da adulti poi, i ragazzini violenti rischiano maggiormente di fare abuso di alcol e sostanze stupefacenti, come tentativo di automedicazione per non saper affrontare le relazioni con gli altri. E, ancor peggio, tra i "bulli" più giovani – ovvero quelli che frequentano le scuole elementari – aumenta il rischio di commettere reati entro i vent’anni. Per questo la ricerca australiana sostiene che non sono solo le vittime di episodi di bullismo ad avere la peggio e portarsi dietro un peso psicologico per quanto è accaduto, ma entrambe le parti – vittima e carnefice – portano dentro di sé danni indelebili per le violenze fatte e subite.
Eva Perasso

17 settembre 2010

Tratto da:
http://www.corriere.it/salute/10_settembre_17/bulli-famiglia-eva-perasso_bf0cacfc-c23c-11df-a515-00144f02aabe.shtml


Domani gli adoratori del criminale in croce semineranno altra disperazione e odio. Ieri Ratzinger parla di “rispetto per chi, come lui, semina odio e morte nelle società civili”. Politici prezzolati prostituiscono il loro giuramento di fedeltà alla Costituzione per inginocchiarsi davanti ad un criminale che pretende di rappresentare il dio padrone in un delirio ideologico da monarchia assoluta.
E, intanto, i ragazzi del Veneto si apprestano ad andare avanti e indietro nel disagio sociale perdendo quelle opportunità che una consapevolezza di essere parte di una società consentirebbero loro di afferrare.

17 settembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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