Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, ottobre 12, 2010

Gli eserciti attuali sono masse di macellai incapaci di combattere una guerra: sanno solo macellare uomini, donne e bambini.



Sono gli eserciti occidentali i cui soldati sono solo dei delinquenti equipaggiati e addestrati come tanti “rambo” capaci solo di macellare donne uomini e bambini indifesi e pronti a violentare chiunque pretenda da loro un comportamento consono al dettato Costituzionale o alle regole sociali.
Bande di macellai ai quali sono stati dati aerei, bombe, carri armati, mitragliatori. Queste bande di macellai, addestrati a macellare, vengono chiamati “esercito”. Però sono un corpo estraneo alla società civile, un bubbone che si vuole allontanare e mandare a violentare donne e bambini in paesi lontani perché effettivamente fa schifo averli sul proprio territorio.
Nella società in cui viviamo, a differenza della società monarchica o fascista, prima viene il cittadino e poi il soldato. E il soldato è tale nella misura in cui fa propri i bisogni dei cittadini e non nella misura in cui fa dell’essere soldato (cioè rambo) una contrapposizione fra sé e la società civile.
Questa contrapposizione fra il suo essere rambo e la società civile è il motivo per cui gli eserciti occidentali sono destinati ad essere sconfitti in qualunque parte del mondo vadano. Sono solo macellai che torturano, uccidono, mantenendo distante la stampa indipendente per mantenersi il diritto all’impunità di macellare uomini, donne e bambini indifesi perché alla fine, è l’unica cosa che questi individui, che si sono dimessi dalla società civile e dai suoi sacri principi, sanno fare.
Poi, un giorno, l’Italia sarà chiamata a rispondere per delitti contro l’umanità. Per i massacri fatti in Afganistan, taciuti e nascosti.
Abbiamo saputo per caso che i militari italiani hanno sparato nella schiena ad una bambina ad un posto di blocco. L’assassinio non è stato censurato, ma giustificato. Come non sono stati censurati i mitragliamenti dei villaggi fatti dai militari italiani; dove sta la stampa indipendente al seguito?

Nelle accademie militari, ufficiali vigliacchi, studiano il modo di macellare le persone per il gusto di macellarle forti di una politica che vede nel loro terrore l’unica possibilità di sancire il proprio dominio sulla società civile. Generali vigliacchi, la cui unica attitudine è quella di sganciare bombe su villaggi indifesi paventando un nemico che sta solo nelle loro erotiche fantasie.

Un esercito del genere funzionava nel XIX secolo e ha avuto il suo epilogo tragico nel XX secolo. Da allora la guerra non fu più di uno stato contro un altro, ma fu la guerra di macellai delle accademie militari che disponevano di ampi mezzi di massacro contro popolazioni qualunque fosse l’ideologia attorno alla quale quelle popolazioni cementavano la loro identità.
Oggi le guerre non si vincono macellando le persone. Questa idea il Sig. Giorgio Napolitano deve togliersela dalla testa!
Io che ho conosciuto davvero l’esercito italiano, conosco gli ufficiali per tutti i comportamenti vigliacchi che hanno tenuto e non ho difficoltà di pensarli come dei macellai in teatro di guerra. C’è fra loro qualche individuo che possa considerarsi ossequioso ai doveri imposti dalla Costituzione? Difficile pensarlo! Si nascondono dietro “Ho ricevuto un ordine!”, come se questo li assolvesse da ogni delitto. L’esercito è un corpo separato dalla società civile e se io ho conosciuto gli ufficiali che tentavano un colpo di Stato in Italia, pensiamo a che cosa succede quando costoro hanno a che fare con quelli che definiscono “selvaggi”!

Macellai!
Questo sono i militari italiani: non hanno nessuna dignità morale che non sia quella dell’assassinio. Non sanno condurre una guerra, non sono addestrati a farlo. Sanno macellare persone indifese in modo più o meno feroce in base ai mezzi che hanno a disposizione. Come in Etiopia e in Eritrea usarono i gas per macellare la popolazione; come in Libia macellarono gli arabi per una questione di missionarismo cattolico, così in tempi recenti hanno macellato in Iraq e ora stanno macellando in Afganistan. E poco importa che Giorgio Napolitano parli di “missione di pace”. Quando mandi delle persone con carri armati e mitra e quando organizzi aggressioni ad Emergency perché testimonia dell’orrore che i tuoi carri armati e i tuoi mitra stanno diffondendo, allora sono parole vuote che suonano offese alla Costituzione della Repubblica e ai cittadini italiani: chi dovrebbe garantire la Costituzione usa il suo ruolo per ingannare gli italiani. Per questi criminali con la tuta mimetica l’Italia sarà chiamata a rispondere di delitti contro l’umanità.

I falliti sanno solo buttare bombe: e così si inviano bombardieri in una guerra il cui solo scopo è quello di controllare la vendita dell’eroina e l’imposizione del cattolicesimo a popolazioni di una diversa religione.
Sono andati con la propaganda di aiutare le donne dal velo imposto dai talebani e sono riusciti solo a macellarle. Sia chiaro che l’infamia che comporta l’azione militare sui villaggi indifesi non è relativa solo a chi ha sganciato la singola bomba, ma di tutto l’esercito, di qualunque nazione, che ha sganciato quella bomba: L’esercito italiano è responsabile, e con esso il singolo militare, di tutti i macelli fatti dai Droni USA. Il singolo militare non subisce l’infamia solo perché ha sparato nella schiena ad una donna, ma perché è nello stesso esercito di chi ha sganciato bombe: queste sono le regole morali!



LA RUSSA, ARMARE BOMBARDIERI PD, NE DISCUTANO LE CAMERE

11 OTT 2010 (AGI) - Roma, 11 ott. - "L'Italia e' l'unico Paese che in Afghanistan che non ha armato i propri bombardieri, tutti gli altri lo hanno fatto". A ricordarlo e' stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha chiarito che non si puo' parlare di "salti in avanti" su questo. "Non li abbiamo armati per mia decisione, anche contrastando una legittima tendenza a essere uguali agli altri Paesi che mi veniva giustamente sollecitata dai comandi militari", ha spiegato. Adesso, ha spiegato, "avendo avuto contezza della recrudescenza della violenza e visto il dolore enorme che provoca ogni morte, credo che debba essere verificata questa mia decisione, non vorrei che fosse sbagliata e a verificarla dovranno essere le commissioni parlamentari". "Invece che decidere sulle bombe, chiariamo qual'e' il nostro ruolo in Afghanistan". Lo ha dichiarato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, intervistato da Fabio Fazio alla trasmissione 'Che tempo che fa' nel pomeriggio di ieri a Milano. "Vorrei che l'Italia invece di decidere su una bomba - ha detto - cercasse di capire meglio la questione e cercasse di decidere l'anno prossimo cosa succede". Il riferimento del segretario Pd e' alla dichiarazione del ministro della Difesa Ignazio La Russa che in seguito alle nuove vittime in Afghanistan ha esternato la sua volonta' di rivedere le regole della dotazione di bombe sugli aerei italiani. I punti fondamentali secondo Bersani sono quattro: "Quanta credibilita' ha il ritiro annunciato a meta' del 2011", "Cosa succede in Pakistan anche in vista della stabilizzazione dell'Afghanistan", "Come si coinvolgono i Paesi che in questo momento se ne lavano le mani come la Russia e la Cina", e la Cina", e "Quali sarebbe i compiti degli italiani in una nuova fase di transizione". Bersani ha ribadito che non si puo' fuggire dall'Afghanistan. "I talebani non possono vincere - ha detto il segretario Pd - non si puo' lasciare la patata bollente solo nelle mani degli altri". "Quello che si pone il ministro La Russa e' un giusto interrogativo - dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera - perche', con il salto di qualita' ulteriore che sta avendo la lotta dei talebani contro il nostro contingente di pace, duramente colpito anche attraverso la deflagrazione di ordigni che fanno saltare in aria i carri armati, chiedersi se e' il caso di fare intervenire l'aviazione e mettere le bombe sui caccia e' un interrogativo a cui a mio parere occorre dare una risposta positiva". E' giusto che il Parlamento valuti se l'attuale livello di sicurezza dei nostri soldati in Afghanistan e' adeguato o meno". Lo dice il reponsabile Esteri del Pd, Piero Fassino, commentando la proposta del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo cui le Camere dovrebbero valutare anche l'ipotesi di armare i bombardieri italiani che operano in Afghanistan. "Dice bene La Russa quando chiede che l'autorizzazione ai nostri aerei a bombardare sia affidata al Parlamento. E' infatti evidente che essa apre la prospettiva del mutamento della natura della nostra missione, e questo puo' essere deciso solo dal Parlamento". Lo sottolinea in una nota Arturo Parisi (Pd) che aggiunge: "Il ministro della Difesa dice altrettanto bene quando ricorda che la possibilita' sulla quale chiede la decisione del Parlamento e' gia' realta' per molti nostri alleati. Questo equivale a riconoscere che quella che con troppa leggerezza noi chiamiamo 'missione di pace' invece che 'per la pace', e' gia' per i nostri alleati nei fatti o in potenza missione di guerra. Partecipare al pari degli altri a quella che gli altri definiscono guerra equivale a riconoscere di fare o partecipare ad una guerra". Ma la nostra Costituzione, osserva il deputato Pd, "a differenza di quella di molti nostri alleati, non consente la guerra se non entro limiti estremi e precisissimi. E' possibile continuare a partecipare a quella che altri definiscono guerra, alla sola condizione di farlo ma non dirlo? Non e' questa una questione tecnica da lasciare sulle spalle dei militari. E neppure una questione che possa essere presa dal governo di turno con un semplice voto di maggioranza senza che da questo derivino gravi conseguenze. E' per questo motivo che la domanda apparentemente tecnica che il ministro della Difesa affida al Parlamento necessita di una risposta politica pienamente consapevole del suo rilievo storico". (AGI) 15


Tratto da:
http://www.agi.it/news/notizie/201010110817-cro-rt10007-la_russa_armare_bombardieri_pd_ne_discutano_le_camere

Siamo ancora in presenza di un esercito vecchio di cento anni.
Addestrato come in epoca fascista e con la stessa ideologia.
E’ un corpo estraneo alla società civile che in Afganistan spara per imporre il cattolicesimo. E’ una vergogna per l’Italia e un’umiliazione per gli italiani che dovranno rispondere di delitti contro l’umanità pur avendo una Costituzione che imponeva che queste azioni non potevano avvenire proprio per preservare l’Italia da accuse del genere.

12 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento: