Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, ottobre 02, 2010

Il diritto sacro alla bestemmia contro il dio padrone dei cristiani e i suoi delitti contro l'umanità.


E’ di ieri l’indignazione dei cattolici contro la bestemmia pronunciata da Silvio Berlusconi nel raccontare una barzelletta.
Ma i cattolici hanno il diritto di indignarsi per chi impreca contro il loro dio criminale e assassino?

Per secoli i cristiani sono andati ad ingiuriare i cittadini affermando: “La malattia di tuo figlio te l’ha mandata dio per i tuoi peccati!”
Quando le persone rispondevano: “Porco il tuo dio!” subito mandavano poliziotti e magistrati a condannarli per bestemmia. Questo perché i cristiani hanno sempre imposto l’idea che le persone fossero oggetto di possesso del loro dio e che il loro dio poteva fare quello che voleva senza che i loro schiavi (leggi fedeli) potessero in qualche modo rivendicare una qualche forma di diritto nei confronti dell’onnipotenza e insindacabilità delle azioni che LORO attribuivano al loro dio.
Nel corso della storia sono le persone cristiane che macellano altre persone per sottometterle al loro dio, ma il mandante di quei massacri è il loro dio. Il porco non è solo il cristiano che macella le persone, ma è porco, criminale e assassino, il loro dio che ordina di ammazzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui. “Chi sacrifica ad altri Dèi, fuorché al “signore” solo, sia punito con la morte” Esodo 22, 19. E’ Gesù il porco e l’assassino, mandante dei genocidi quando ordina “..conducete qui i miei nemici, quelli che non volevano che io dominassi sopra di loro, e sgozzateli in mia presenza.” Ordine di Gesù in Luca 19, 27.

L’esecutore è il cattolico, ma il mandante è il dio dei cristiani e il Gesù dei cristiani.
L’assolutismo dottrinale del dio padrone dei cristiani e del loro Gesù ha la sua legittimazione nella legge civile che impedisce agli Esseri Umani di rivendicare un loro diritto all’esistenza nei confronti dell’odio del dio padrone dei cristiani e del loro Gesù. Queste leggi puniscono, con pene diverse nella storia, il “delitto di bestemmia”.

Il delitto di bestemmia presupponeva che l’individuo non abbia nessun diritto da rivendicare nei confronti del dio dei cristiani e questi poteva vessare, per i propri capricci, l’individuo con qualsiasi porcata e vigliaccata. L’individuo non aveva il diritto di imprecare nei suoi confronti.

Questo rapporto fra individuo e dio padrone dei cristiani si viene a modificarsi con l’avvento della Costituzione della Repubblica Italiana nella quale il dio padrone dei cristiani perde ogni diritto di legittimità e viene confinato nell’ambito della fede, della religione, e allontanato dalla società civile. Il credente ha il diritto di ritenere che quel padrone sia il suo dio, ma non può più pretendere che i cittadini siano costretti a ritenere quel criminale, quel porco, il loro dio. Ogni volta che il credente cristiano tenta di imporre nella società i principi della monarchia assoluta del suo dio, fa il porco nei confronti della Costituzione della Repubblica mettendo, di fatto, in atto azioni eversive nei confronti della stessa.

La Costituzione della Repubblica modifica il rapporto cittadino e dio padrone che la violenza della chiesa cattolica imponeva alle persone.
Negli ordinamenti giuridici attuali il reato di bestemmia è regolato in modo tale da salvaguardare il sentimento religioso del credente. Il credente di ogni religione viene salvaguardato dalle offese gratuite. L’unico “dio” che non ha il diritto alla tutela dal “reato” di bestemmia è proprio il dio dei cristiani che, chiamandosi dio, diventa un nome generico e non più un nome proprio. Un nome generico che assume la connotazione di nome proprio solo in ambito dei credenti, ma non in ambito della società civile che tutela ogni DIVINITA’, di ogni religione, dall’insulto volto a denigrare la religione cui quel credente appartiene.
Solo che il dio dei cristiani porta su di sé tutta la responsabilità dell’odio che è stato espresso nei confronti dei cittadini dall’avvento del cristianesimo fino all’avvento della Costituzione della Repubblica: lui è il porco, il delinquente, il criminale che istiga al genocidio e alla strage dei popoli. E queste indicazioni non sono frutto delle fantasie di un anticristiano, ma sono puntualmente descritte nei libri sacri dei cristiani e ritenuti “parola immutabile del loro dio”; scritti per opera dello spirito santo. Macella uomini donne e bambini, sono ordini del dio cristiano che si trovano frequentemente nella bibbia. E’ dalla bibbia che Hitler trova l’insegnamento per elaborare la sua “soluzione finale”.

Sopra qualsiasi norma prevale la Costituzione della Repubblica e anche il dio padrone dei cristiani DEVE essere sottomesso alle norme della Costituzione della Repubblica e alle norme del Codice Penale: non è accettabile che sia, ancor oggi, il mandante di stragi è omicidi e pretenda, come mandante, di essere al di sopra delle leggi. Quante volte abbiamo sentito la frase ingiuriosa proferita dai cristiani e dai cattolici in particolare: “E’ la volontà di dio!” che significa “sottomettiti all’evento e non cercare soluzioni!”.
La Corte Costituzionale ha già sentenziato sul “reato” di bestemmia che diventa un’ingiuria gratuita contro una divinità di qualunque religione che aggredisca il sentimento religioso, per il sentimento religioso, del singolo credente: uno stupro emotivo!
Lo stesso stupro emotivo che ha messo in atto con volontà di offesa a Venere il cattolico Umberto Eco durante la trasmissione televisiva “Che tempo che fa”.

Il problema della bestemmia sta nella relazione che c’è fra credente cattolico e la divinità dei cattolici. In realtà, solo il cristiano può bestemmiare il suo dio. Le altre religioni possono censurare il dio dei cristiani, attribuire degli appellativi solo formalmente infamanti, solo per censurare le azioni e gli ordini che il dio padrone impone ai suoi fedeli. Tali censure non toccano il sentimento religioso dei cristiani o dei cattolici, ma toccano la volontà ingannatrice dei cattolici che vorrebbero che il porco del loro dio non sia proprio un porco, come lo definisce il sistema giuridico attuale in relazione alle azioni del loro dio descritte nella bibbia, ma sia molto più simile all’UNO dei Neoplatonici con tutti gli attributi di bontà e di intelligenza propri del Neoplatonismo. In altre parole, i cristiani macellano per ordine del loro dio assassino, porco e criminale, ma pretendono che i loro macellati, le loro vittime, pensino al loro dio non come le loro sacre scritture lo descrivono, ma come i Neoplatonici, che loro hanno sterminato, descrivevano il loro dio.

Perché questa operazione di traslazione mentale?
Perché in realtà ogni singolo cristiano si identifica psicologicamente col suo dio padrone e fa propria la pretesa del suo dio padrone dell’onnipotenza e impunità per i delitti. Il cristiano non adora un dio: ma egli è quel dio che impone ad altri. Questa identificazione del cristiano col suo dio, porta il cristiano a non aver sottomissione per il suo dio ma a pretendere che gli altri si sottomettano al suo dio perché il suo dio altri non è che egli stesso.

Da questo meccanismo psichico nasce la pretesa di Silvio Berlusconi di bestemmiare il suo dio. Lo stesso dio al quale, poco prima in Parlamento, ha promesso di stuprare i cittadini al fine di sottrarli dai loro diritti Costituzionali e sottometterli a lui (per questa violenza è stato lodato dai vescovi cattolici). Per questo il dio dei cristiani può essere indifferentemente deriso e ingiuriato da Berlusconi perché, in fondo, lui si ritiene quel dio. Ritenendosi quel dio padrone si ritiene anche in diritto di deriderlo e raccontarci delle barzellette mentre, altri cattolici, che a loro volta si identificano col loro dio padrone, ritengono che Silvio Berlusconi li abbia offesi bestemmiando il dio in cui loro si identificano.
Riporto l’articolo:


'Avvenire', bestemmia "insopportabile""Premier ha dovere di sobrietà e rispetto"
Il direttore del quotidiano dei vescovi riprende la polemica sui video del presidente del Consiglio pubblicati da Repubblica e L'espresso. "C'è una cultura della battuta a ogni costo che ha preso piede e fa brutta la nostra politica". Ma mons. Rino Fisichella minimizza: "Bisogna sempre saper contestualizzare le cose"

ROMA - "Ci mancava solo la bestemmia dentro la barzelletta del presidente. Un video – puntuale come una maledizione – ce l'ha servita via internet, mentre un altro video ci ha proposto un Silvio Berlusconi che giochicchia con consunti stereotipi sugli ebrei". Comincia così l'editoriale del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, all'indomani del video pubblicato dal sito de L'espresso, in cui Berlusconi racconta una barzelletta contro Rosy Bindi che si conclude con una bestemmia.
"C'è una cultura della battuta a ogni costo che ha preso piede e fa brutta la nostra politica. E su questo tanti dovrebbero tornare a riflettere", esorta il quotidiano dei vescovi. "E farebbero bene a pensarci su davvero anche coloro che bestemmie di vario tipo e barzellette mediocri (tristemente dilaganti tra pseudo-satira e pseudo cultura) non le sopportano solo quando spuntano sulla bocca di un avversario, meglio se Silvio Berlusconi", scrive il direttore del quotidiano.
"Ma su ogni uomo delle Istituzioni, su ogni ministro e a maggior ragione sul capo del governo grava, inesorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e - conclude Avvenire - per Colui che non va nominato invano".A poco sono servite le scuse del premier ieri: "È soltanto una risata. Quella di cui si parla è una storiella circolata un anno fa in tutto il Parlamento. Averla raccontata, in privato, non è né un'offesa né un peccato". "Il cattivo gusto e la responsabilità - aveva detto Berlusconi - sono casomai di chi la pubblicizza. Mi spiace solo se qualcuno nella sua sensibilità si sia sentito turbato. Ma non ci credo. È soltanto un pretesto per attacchi strumentali e ipocriti". Insomma, colpa dei giornali.E i giornali rispondono. Famiglia Cristiana in primis: "Dal premier esempio di cristianesimo usa e getta". "Sappiamo tutti - scrive il settimanale dei Paolini - che non è la prima e certo non sarà l'ultima. Perché proprio dal Cavaliere arriva uno dei più chiari esempi di quel 'cristianesimo alla carta' o 'cristianesimo usa e getta' che è oggi tra le piaghe più profonde della vita sociale del nostro Paese".Ma oggi mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, sminuisce le polemiche sulla barzelletta con bestemmie, e lo fa a margine di un confronto tra Chiesa e politica con i deputati Enrico Letta (Pd) e Maurizio Lupi (Pdl). "Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose", dice. "Certamente, non bisogna da un lato diminuire la nostra attenzione, quando siamo persone pubbliche, a non venir meno a quello che è il nostro linguaggio e la nostra condizione; dall'altra credo che in Italia dobbiamo essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato", conclude Fisichella.
(02 ottobre 2010)


Tratto da:
http://www.repubblica.it/politica/2010/10/02/news/avvenire_premier-bestemmia-7639946/?ref=HRER1-1


Silvio Berlusconi ha bestemmiato il dio dei cristiani perché Silvio Berlusconi è un cattolico. Lo ha bestemmiato con l’aiuto e l’approvazione di Fisichella che quando dice “Bisogna sempre contestualizzare le cose” dice che il porco del suo dio può essere bestemmiato da un cattolico purché quel cattolico sia Silvio Berlusconi e si faccia perdonare stuprando i cittadini italiani e violentando la Costituzione a maggior gloria del suo dio padrone. La doppia morale di Fisichella è semplice atto di opportunismo, come la sua difesa dei preti pedofili e delle responsabilità della chiesa cattolica (e del suo Gesù) nell’incitamento alla pederastia come pratica dottrinale.
Fisichella ci dice che il suo dio è una schifezza: va contestualizzato. La contestualizzazione di cui parla Fisichella è la condanna morale del suo dio. Per un non cristiano, il dio dei cristiani, è un criminale che andrebbe condannato per i suoi delitti, mentre per Fisichella, consapevole che il suo dio è un delinquente, piuttosto che farlo processare per delitto, è disposto a sopportare le bestemmie di Silvio Berlusconi che, comunque, si ripaga violentando la Costituzione ella Repubblica in funzione dei principi morali di morte del suo dio padrone.

02 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Tel. 3277862784
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