Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, novembre 25, 2010

L'odio religioso di Ratzinger e il Convegno sulla libertà Religiosa: la Cina ha ragione. I diritti dei cittadini sono sacri!


Abbiamo già assistito in Italia come viene attentata la libertà religiosa ad opera dell’organizzazione criminale chiesa cattolica che attenta al dettato Costituzionale.
Già nel convegno sulla libertà religiosa organizzato dal CIRDU (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti Umani) “Diritti umani e religioni: il ruolo della libertà religiosa” all’Università Ca’ Foscari di Venezia organizzato da Vittorio Possenti, si è assistito a come i docenti dell’università chiamavano l’odio religioso, che spargevano, come “libertà religiosa”. Lo stesso prof. Vittorio Possenti è un integralista cattolico che fomenta l’odio religioso in funzione del diritto della chiesa cattolica di imporre la sua religione stuprando i bambini davanti al crocifisso. Davanti alla richiesta di libertà religiosa, scappava come un vigliacco che, sorpreso a pugnalare la libertà religiosa alle spalle (e nelle spalle dei cittadini), non voleva essere smascherato pubblicamente data la vigliaccheria e l’immoralità delle sue posizioni dottrinali.

Vittorio Possenti è un integralista anti-costituzione che istiga all’odio religioso tanto da affermare nel suo libro (definire osceno è poco) “Religione e vita civile” (edito Mondadori 2001):

“Una cristianità è dunque una forma sociale (culturale, civile, umana, temporale, storica) che risulta da un’intersezione positiva tra Vangelo e cultura, tra Chiesa e mondo: quando tale rapporto è impostato fecondamente, allora diciamo che c’è una cristianità nonostante la purificazione di cui possano essere bisognose le strutture in cui si articola.” Pag. 226

Tutta l’attuale civiltà è sorta combattendo l’odio religioso cattolico. La stessa violenza sessuale, per essere riconosciuta come delitto contro la persona, anziché contro la morale, ha dovuto combattere contro l’odio religioso della chiesa cattolica che voleva preservarsi dall’imputazione di violenza ai minori.
In altre parole, per Vittorio Possenti il “non lasciar che strega viva” Esodo 22, 17 e il “Intanto portate i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro e scannateli in mia presenza.” Luca 19, 27 di Gesù è la fecondità sociale. Per Vittorio Possenti è del tutto normale macellare chi è di una diversa religione come ordina il dio assassino dei cristiani che fa macellare i seguaci di Baal. Al contrario di Possenti, la società civile e le Costituzioni (anche quella cinese) chiama questo delitto!
Vittorio Possenti ha pubblicato i “così detti” atti del convegno tenuto il 4-6 dicembre 2008 depennando dagli atti sia l’intervento del prof. Raveri relativo alla libertà religiosa in Giappone che quello del Prof. A. Rigopoulos relativo alla libertà religiosa in India (e alle nefandezze dei missionari cristiani). Nell’intervento del professor Cavalieri, sulla libertà religiosa in Cina, ha depennato la questione dei riti che risale al 1700 e che spiega come la questione delle aggressioni terroristiche della chiesa cattolica in Cina avviene ben prima dell’avvento del regime Comunista. Nella stessa ottica di disinformazione Vittorio Possenti, al fine di imporre odio religioso, inserisce negli atti l’intervento del Prof. Goisis che non è mai stato tenuto al Convegno e dal titolo “Considerazioni sulla questione del Tibet”. Se Goisis avesse fatto quelle affermazioni, inumane e criminali, al Convegno, avremmo sollevato altre considerazioni. Non è accettabile che un individuo, di fatto, esalti lo schiavismo per simpatie nei confronti del Dalai Lama. Non è ammesso dalla Costituzione Italiana.
Vittorio Possenti confeziona gli atti del convegno sulla libertà religiosa tenuto a Venezia in funzione della diffusione dell’odio religioso da parte della chiesa cattolica.
Ed è l’odio religioso del Vaticano che la Cina vuole fermare difendendo i suoi cittadini.
Riporto:

Scontro tra Pechino e il Vaticano"Siete voi a violare la libertà religiosa"
La Cina replica alla Santa Sede, che ieri aveva inviato una dura nota di condanna in seguito all'ordinazione di un vescovo da parte del governo, senza l'autorizzazione del Papa


PECHINO - Accuse reciproche tra la Cina e il Vaticano, all'indomani dell'ordinazione 'governativa' del vescovo cinese Giuseppe Guo Jincal, avvenuta senza l'autorizzazione della Santa Sede, e pertanto definita da papa Benedetto XVI "una violazione della libertà religiosa" . Pronta la replica di Pechino: è invece la condanna del Vaticano a costituire una "prova di intolleranza e restrizione di libertà religiosa", ha detto il portavoce del ministro degli Esteri cinese Hong Lei.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/25/news/scontro_tra_la_cina_e_il_vaticano_siete_voi_a_violare_la_libert_religiosa-9479824/?ref=HREC1-9


Ha ragione la Cina. Ha ragione se prendiamo come punto di riferimento la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Non ha ragione la Cina se, invece, prendiamo come punto di riferimento il diritto del dio padrone dei cristiani di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui e, come conseguenza, ricattare le persone che non si mettono in ginocchio sia socialmente che economicamente.

Un odio religioso che la chiesa cattolica mette in atto contro tutti i non cattolici.
Allo stesso convegno sulla libertà religiosa organizzato da Vittorio Possenti, ci furono due professoresse relatrici, legate appunto all’odio religioso cattolico di Vittorio Possenti, che fecero due relazioni finalizzate a giustificare l’odio contro i musulmani: tale professoressa Ida Zilio Grandi e tale professoressa Barbara de Poli.

Questo era solo un convegno sulla libertà religiosa, ma un convegno non è solo un oggetto a sé stante. Un convegno universitario, che sia fautore di odio sociale, incita e alimenta l’odio sociale del quale è moralmente responsabile. Tanto più quando quell'odio sociale viene praticato attivamente sul territorio. Anche durante il nazismo c’erano docenti universitari che giustificavano il genocidio degli ebrei. Come questa attività d’odio:


Preghiera del venerdì sotto i riflettori di Al Jazeera
sabato 13.09.2008

Preghiera sotto i riflettori di Al Jazeera, l’emittente satellitare araba: è la sfida della comunità islamica di Treviso alla Lega. Una sfida pacifica, ma che non si ferma: ieri duecento musulmani hanno partecipato alla preghiera del venerdì in un parcheggio a Villorba. Una situazione documentata dalla troupe dell’emittente. Poi, in serata, un rinfresco aperto a tutti i trevigiani: «La nostra strada è il dialogo - ha detto l’imam - a prefetto, vescovo e sindaci lanciamo un appello per risolvere pacificamente il problema moschea». Ma intanto il vicesindaco Gentilini torna all’attacco, in particolare dei giovani islamici di S. Liberale: «Sono estremisti, come quelli delle Torri gemelle», ha dichiarato al quotidiano Il Giornale.

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/multimedia/2008/09/13/fotogalleria/preghiera-del-venerdi-sotto-i-riflettori-di-al-jazeera-2937999/4



Continua la persecuzione e l’intimidazione contro chi prega:


SERVIZI ANTITERRORISMO, DIGOS ALLA MOSCHEA DI CORNUDA
Sono state identificate 120 persone, per lo più di nazionalità marocchina
30-04-2010

Cornuda - Personale della Digos di Treviso ha effettuato un controllo nella moschea di Cornuda, al termine della preghiera islamica del venerdì.
Nel corso dell'attività, finalizzata alla prevenzione del fenomeno del terrorismo islamico - rende noto la Questura di Treviso -, sono state identificate 120 persone, la maggior parte di nazionalità marocchina, "tutte in regola con il permesso di soggiorno".
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/digos-controlla-moschea-di-cornudatutti-regolari-24826


E ancora:


Treviso, Ucoii: "Grave schedatura davanti moschea". Questura: controlli di routine
22 novembre 2010

Roma - (Adnkronos) - La denuncia del portavoce delle Unione delle Comunità islamiche in Italia che dice: "Chiedono i documenti all'uscita". Le forze dell'ordine: "Verifiche concordate con l'imam per evitare la presenza di clandestini ed estremisti". Musulmani Moderati: "Chi non ha nulla da nascondere, non deve avere nulla da temere".

Tratto da:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Treviso-Ucoii-Grave-schedatura-davanti-moschea-Questura-controlli-di-routine_311291194756.html

In realtà è la guerra di Ratzinger contro le altre religiosi. Una guerra a cui partecipa la polizia italiana. Se davvero la polizia vuole controllare i terroristi, non aggredirebbe coloro che vanno a pregare né aspetterebbe i musulmani nel giorno della preghiera: quando mai la polizia italiana ha fermato i mafiosi che uscivano dalla basilica di s. Pietro a Roma perquisendo chi era andato alla messa dal Ratzinger di ogni tempo?
Si tratta SOLO di odio religioso mascherato con delle scuse che suonano offesa alla Costituzione Italiana.
Ha ragione la Cina: l’individuo è il soggetto portatore di diritti, non il poliziotto al servizio di Ratzinger (li chiamano missionari) che va a costruire miseria per imporre il suo dio assassino.

Nota: Io ho ancora le registrazioni sonore del convegno Diritti Umani e Libertà religiosa del CIRDU.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

25 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica, novembre 07, 2010

Dai rottamatori di Matteo Renzi al nazismo e al clericalismo imposti agli elettori di "sinistra" da partiti clericali e nazisti mascherati da sinistra


I rottamatori di Renzi a Firenze stanno tentando l’ennesimo sforzo per truffare gli elettori della sinistra. Gli elettori e i militanti della sinistra devono subire l’ennesimo inganno ideologico che li costringe a passare da un sistema di idee democratiche ad un sistema di idee social-fascista manifestato dai rottamatori di Matteo Renzi.
I militanti e gli elettori di sinistra sono sempre stati frustrati da proposte di amministratori politici di destra, apertamente fascisti o clericali fatti passare per individui di sinistra o comunisti. Matteo Renzi, oggi, va a coprire quell’apparenza di efficientismo amministrativo che è stato usato per mascherare il terrore craxiano. Craxi lo ha spacciato per “sinistra” mentre ricostruiva un sistema mafioso con cui ritornare al fascismo.
Lo stesso vale per le esperienze recenti dove si spacciano per “sinistra” personaggi impresentabili, cattolici, some Veltroni, Rutelli, Letta o Franceschini, Binetti, o, nel recente passato Taradash, Cacciari, Bondi, Maroni, Ferrara, ecc.
Come si spacciava per democratica un losco individuo come Rita Borsellino e il suo clericalismo (il magistrato Borsellino, nel suo ruolo Istituzionale, non ha mai impedito che i bambini fossero costretti in ginocchio davanti al crocifisso, ma ha sempre favorito il terrore cattolico con cui i bambini venivano sottratti ai loro diritti Costituzionali alimentando, di fatto, l’ideologia mafiosa diffusa nella regione Sicilia!).
Oggi c’è Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che tenta di dare l’assalto al Partito Democratico spacciando per sinistra o per nuovo il vecchio metodo craxiano. Matteo Renzi, come sindaco di Firenze fa il pari con Tosi, Gentilini, Zanonato. Personaggi che tentano di far concorrenza alla Lega militarizzando il territorio, perseguendo i cittadini più deboli, aggredendo i lavavetri o gli accattoni in quel rigurgito medioevalista che funge da aggressione e offesa alla Costituzione della Repubblica e del trattato di Lisbona.
Un processo di fascistizzazione della società che si costruisce prendendo per i fondelli gli elettori della sinistra prospettando loro un “luminoso avvenire”.

Come Matteo Renzi che, privo di ogni ideale ideologico entro il quale chiudere la sua azione politica e sociale, di fatto ha, come unico ideale ideologico il nazifascismo condito da efficientismo hitleriano veicolato nella cultura attuale.
Si sono già dimenticati i picchiatori fascisti di Luciano Lama che entrarono all'università di Roma per impedire agli studenti di rivendicare i diritti Costituzionali, garantire agli industriali una ristrutturazione conomica in violazione alle norme sociali e aprendo, di fatto le porte alla marcia dei quarantamila e all'avvento sia della mafia che del Belusconismo fino all'attuale crisi economica?
Oggi i militanti della CGIL lamentano le azioni criminali di Bonanni che firma in disprezzo dei lavoratori, eppure i militanti di sinistra non avevano esitato ad appoggiare il clericale Bonanni ben sapendo che violentava le persone a maggior gloria del suo dio padrone.

Perché gli elettori della sinistra e i militanti della sinistra subiscono sistematicamente queste prese per i fondelli?

Diciamo che essenzialmente il gioco dell’inganno si regge su tre basi fondamentali.

Innanzi tutto il militante della sinistra. E’ caratterizzato da un’apertura psicologica verso un futuro che immagina migliore del presente all’interno di una partecipazione sociale capace di coinvolgere tutti i cittadini in un percorso comune. Il militante di sinistra desidera modificare il presente rimuovendo gli ostacoli che in quel presente individua. Questo tipo di sensibilità non è “necessariamente di sinistra”, ma appartiene a tutti gli individui, alla struttura psico-emotiva che sta alla base dell’individuo. Il militante di sinistra, a differenza di quelli di destra (anche se oggi le cose si sono mescolate e non sono più separate), vuole realizzare questo desiderio psicologico. E’ alla ricerca di una sua veicolazione nella società. In questo ideale impegna la sua vita e le sue scelte. Per questo è facilmente ingannabile: desidera così tanto un futuro migliore che spesso non analizza le conseguenze o le implicazioni della proposta sociale che gli viene fatta. Viene abbagliato dall’educazione cristiana che lo costringe a proiettare il sé stesso sensibile sulla società, come se tutti gli uomini percepissero la società nel suo stesso modo.

Ma, oggettivamente, ideologicamente, come si distingue una proposta politica di destra e una proposta politica di sinistra al di là delle sigle politiche o delle ideologie storiche?

Essenzialmente ci sono tre modelli ideologici che riassumono ogni proposta politica e sociale. Sia di destra che di sinistra. Questi modelli non sono astratti, ma si riferiscono al modo di organizzare la vita e gli interventi nella società civile. Questi modi ideologici sono venuti formandosi negli ultimi trecento anni e hanno avuto, nel corso della storia, vari modi di presentarsi e spesso si sono stratificati producendo un “immaginario” nelle persone che vi aderiscono e una realtà fattiva che ha finito per creare disillusione quando, chi aderiva al modello per immaginazione, ha dovuto scontrare la sua illusione con la realtà del modello.
Un esempio è l’illusione del “comunismo” di Gramsci spacciato per marxismo mentre, in realtà era clericalismo in una realtà di assolutismo statalista determinata dal fascismo. Crollato l’assolutismo è rimasto solo il clericalismo gramsciano. Un’altra illusione era l’efficientismo di Craxi che in realtà era fascismo in una oggettività clericale (determinata dalla Democrazia cristiana) la cui morale era subita passivamente dal Partito Comunista. Un’altra illusione erano le organizzazioni del golpismo di destra fra Borghese e Gelli che in quaranta anni hanno egemonizzato la destra italiana impedendo la nascita di una destra costituzionale e di un liberalismo economico svincolato dagli obblighi mafiosi di obbedienza a gerarchie cattoliche.

I tre modelli ideologici possibili li possiamo desumere dalla centralità che il singolo individuo occupa nei modelli ideologici.

Il singolo individuo, il cittadino, la persona, è il metro di misura di ogni ideologia.

Ogni ideologia passata e presente colloca il singolo individuo nella società e la società viene collocata nei confronti del singolo individuo. Non esiste un’ideologia che non collochi il singolo individuo in un ruolo sociale e non determini il ruolo sociale in relazione al singolo individuo.

Abbiamo detto tre forme ideologiche perché tre sono le forme di centralità che noi oggi siamo in grado di pensare:

1) la singola persona, il cittadino, come centro della società;

2) il dio padrone come, e con esso il clero, come centro della società;

3) lo Stato o le Istituzioni, sia centrali che locali, al centro delle società;

Queste tre forme ideologiche sono quelle che vengono proposte ai cittadini. La propaganda crea l’illusione della prima forma e poi, attraverso trucchi, fa passare la seconda forma o la terza forma ideologica. Poi, esistono combinazioni fra l’individuo desiderante e il desiderio di altri di trasformare l’individuo in oggetto di possesso, ma questo va oltre questo discorso.

Le tre forme vengono definite come Democratica, Monarchica e Fascista. Sono le tre forme ideologiche al di là di come vengono presentate o veicolate. Tutti i cittadini vorrebbero una democrazia applicata con sé stesi al centro del sistema socio-economico-giuridico, solo che i cittadini che occupano ruoli sociali, istituzionali o economici, vogliono l’interpretazione delle norme in forma fascista perché questo garantisce il loro ruolo dalla critica e dalla richiesta da parte dei cittadini di ottemperare ai loro doveri. Per contro, ogni cittadino viene violentato fin dall’infanzia e costretto a sottomettersi ad una gerarchia che vede il dio padrone come momento centrale e viene costretto a rinunciare alle sue capacità critiche per diventare supplice e sottomesso al dio padrone.

Ne consegue che chi rivendica i diritti Democratici è psicologicamente sottomesso al dio padrone ed è costretto ad interpretare la democrazia dal punto di vista del pietismo e della “grazia” che la chiesa cattolica impone finendo per appoggiare rivendicazioni proprie della monarchia assoluta e riaffermare il proprio essere uno schiavo che rinuncia alla democrazia. Questa situazione viene sfruttata da chi occupa ruoli Istituzionali che prendono in considerazione le richiesta dei cittadini solo se si sottomettono al loro essere dei padroni in quanto sono coloro che occupano i ruoli istituzionali (c’è ancora l’abitudine ad esser deferenti al magistrato al di là del ruolo sociale che occupa).
Va da se che in questo gioco viene emarginato il cittadino che intende riaffermare i principi democratici contro le Istituzioni o contro il dio padrone in quanto non ha il potere di occupare dei ruoli Istituzionali, né occupa dei ruoli di controllo dell’economia. Questi ruoli comportano un elevarsi al di sopra della Costituzione e della democrazia.

L’elettore e il militante di sinistra viene manipolato nelle sue illusioni: lui crede che tutti gli uomini siano uguali, debbano avere le stesse opportunità e devono essere i padroni del loro corpo.
L’istituzione fascista gli dice che sì lui è uguale a tutti coloro che obbediscono all’Istituzione e che deve mettere i loro corpi al servizio dell’Istituzione obbedendo ad ogni norma che l’Istituzione approva anche in contrapposizione alle norme sociali. Tutti sono uguali sottomessi ai bisogni e ai desideri delle Istituzioni come tutti sono uguali in ginocchio davanti ai desideri del dio padrone e delle gerarchie sociali. Cosa del resto ribadita anche da Vendola che antepone il suo dio padrone, il violentatore di bambini qual è Gesù, alle norme della democrazia e della Costituzione.
La monarchia dice all’Istituzione che lei deve essere la padrona dei cittadini che devono essere sottomessi ed obbedienti come devono essere obbedienti al dio padrone.
L’istituzione dice che i cittadini si devono mettere in ginocchio davanti al dio padrone perché il dio padrone è buono e in questo modo costringe i cittadini a rinunciare ad essere dei cittadini per sentirsi dei servi sottomessi all’istituzione.
Per questo motivo la sinistra non ha mai posto al centro dei suoi interessi la questione dell’infanzia concedendo alla chiesa cattolica il diritto di stuprare e violentare bambini ad imitazione di Gesù.


Il questa ottica ha buon gioco Silvio Berlusconi di usare il decisionismo craxiano per far accettare l’ideologia mafiosa che scavalcando l’Istituzione stessa fa dell’amico dell’amico un tipo di relazioni criminali che vedono l’Istituzione come una preda da usare per i propri scopi. Ha buon gioco il clericalismo cattolico che, nella stessa scia, usa le Istituzioni per accrescere il proprio controllo sociale distruggendo la scuola pubblica in funzione della scuola privata, la sanità pubblica in funzione della sanità privata. Cosa del resto che trova assolutamente normale Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, che, come Silvio Berlusconi, vede del tutto normale allearsi col don Verzé e distruggere la società civile in funzione della società clericale. Il clericale Massimo Cacciari ha ingannato gli elettori di sinistra spacciandosi per uno di sinistra mentre, in realtà praticava idee fasciste legate a Verzé. Poi si lamenta per i suoi fallimenti.

Le illusioni dei votanti e dei militanti della sinistra vengono violentate e usate per far funzionare questo o quel sistema che alla fine ha il solo scopo di impedire la realizzazione di quelle idee.
Ora, nel Partito democratico, ci sono tre fazioni a confronto: l’efficientista istituzionale ed economica di Bersani; quella leghista e razzista dei rottamatori di Renzi e quella clerico-fascista di Vendola.
I rottamatori di Matteo Renzi vivono con terrore l’efficientismo di Bersani perché mette in discussione le relazioni di controllo mafioso che si sono venute a fissare nelle città. Relazioni mafiose che vedono il confluire degli interessi dei commercianti, artigiani, piccola industria, che sfrutta privilegi e usa le Istituzioni cittadine per aggredire la concorrenza dei poveri e degli emarginati. Gli emarginati non danno voti, ma i commercianti, gli artigiani e i piccoli borghesi sì.
Bersani dice: l’economia in questo modo crea gravi problemi sociali occorre allargare la fascia dei cittadini che fruisce di reddito.
Matteo Renzi dice: l’amministrazione delle regioni e dei comuni fatte dal PD in questo modo crea problemi economico e sociali.
Vendola dice: l’uomo in questo modo crea problemi economici e sociali.
Tolto Bersani che ha già dimostrato la sua idea di economia liberale, resta il Matteo Renzi che noi , in Veneto, conosciamo molto bene. Il sindaco di Mogliano Azzolini fu eletto con i voti della sinistra. L’unica cosa che fece fu dichiarare guerra alle donne lungo le strade (per favorire commercianti, artigiani, trafficanti di droga e trafficanti di prostitute); criminalizzarle; sostituirsi alla Polizia di Stato; e poi, una volta sconfessato si fece eleggere con i voti della lega e della destra. Delle idee sociali, a questo fascista, non gli è mai fregato nulla. Matteo Renzi sta facendo la stessa ed identica cosa. Spaccia il suo efficientismo amministrativo come una forma ideologica finendo per imporre ai cittadini un’ideologia fascista. La rottamazione che propone è la rottamazione dei cittadini in quanto soggetti portatori di diritti per trasformali in sudditi obbedienti: dall’unione di velleità socialiste e il clericalismo nasce il fascismo e il nazismo con la costruzione dei campi di sterminio (non è lontano da questo sbocco chi usa la polizia urbana per aggredire i lavavetri). Dalle velleità del craxismo con il clericalismo nasce l’ideologia mafia-fascismo di Berlusconi che non sfocia nei campi di sterminio solo perché la democrazia lo ha impedito.

Vendola, dal canto suo lo ha detto chiaramente: “Io sono cristiano!”. Il che significa che nella tradizione morale della sinistra non metterà mai al centro dei programmi la questione dell’infanzia e proteggerà il diritto della chiesa cattolica di stuprare bambini in quanto questo avviene ad imitazione di cristo di cui lui si dice sostenitore. Se Gesù stupra bambini e lui non lo mette in discussione, non siamo più davanti alla democrazia, ma davanti ad una forma di clericalismo, comunque mascherato.
Non siamo davanti all’individuo che afferma sé stesso davanti al dio padrone, ma siamo davanti ad un Niki Vendola che riafferma il diritto del dio padrone contro i cittadini.

Per questo gli elettori di sinistra si troveranno sempre a votare a favore di trafficanti di schiavi, stupratori di bambini, istituzioni fasciste e criminali, basta che tutti questi sollecitino le loro illusioni di un possibile futuro diverso dal presente che stanno vivendo.

Gianfranco Fini oggi ha fatto un discorso che ha eccitato gli animi di una destra costituzionale. Gianfranco Fini resta uno di destra che ha saputo suscitare emozioni mentre la sinistra non sa suscitare emozioni pronta com’è ad apre le porte ad ogni nazi-fascista del quale vuole “comprendere le ragioni” e pronta ad aggredire, anche fisicamente, ogni individuo che metta al centro dei suoi discorsi il dettato Costituzionale e ne riempia le argomentazioni di contenuto emotivo e psicologico.

Bersani è uno che chiama estremisti quelli che vogliono l’affermazione della Costituzione della Repubblica e democratici i mafiosi di Silvio Berlusconi. E’ uno pronto ad allearsi con stupratori di bambini come Ratzinger (vedi Veltroni, Rutelli, Binetti, Letta, Franceschini) piuttosto che con quei “buzzurri” democratici che fa pestare dalle bande di poliziotti armati di manganelli e pistole.

I motivi per i quali gli elettori della sinistra vengono presi per i fondelli sono tutti qua: sono degli schiavi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini (o se volete sono stati educati ad essere degli schiavi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini). Volete un esempio? Nelle manifestazioni si assiste spesso (quasi sempre) alla presenza di poliziotti armati di manganello e pistola: quando mai i manifestanti hanno invitato questi terroristi, che sono là per ricattare, intimidire e aggredire, i manifestanti a lasciare la piazza e a ritirarsi nelle caserme?
Eppure la Costituzione lo prevede.
Dei cittadini lo farebbero; dei servi, degli schiavi preferiscono sottomettersi al manganello e ritenere che il manganello dei poliziotti abbia una qualche forma di legittimità.


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07 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, novembre 03, 2010

Silvio Berlusconi organizza un'evasione: che sia di Toto Reina o di Ruby, la cosa non cambia. Ha organizzato l'evasione di un imputato per delitto.

A qualcuno piace la fantapolitica?
Quando è fantapolitica?
Totò Reina è appena stato fermato dai carabinieri e dalla polizia. Stanno esaminando in che carcere mandarlo, quando arriva la telefonata di Silvio Berlusconi che dice: “E’ parente di Mubarak, sarebbe bene scarceralo, vi mando un funzionario della Presidenza del Consiglio cui affidarlo”. Subito i funzionari premurosi accolgono l’inviato del Presidente del Consiglio e gli consegnano Totò Reina. Dopo qualche giorno Totò Reina viene fermato per altri reati o sospetto di altri reati e, accorgendosi di aver sbagliato, i carabinieri e la Polizia lo inviano in prigione in attesa di processo.

Il problema non il soggetto per il quale Silvio Berlusconi ha telefonato, il problema è che Silvio Berlusconi ha messo in atto una vera e propria evasione di un arrestato e indagato. Ha sottratto un indagato alla giustizia.

In pratica Silvio Berlusconi ha messo in atto un’evasione sfruttando il suo ruolo di Presidente del Consiglio che, eufemisticamente e per la sua vanità, si fa chiamare “premier”.
Non è importante chi ha fatto evadere Silvio Berlusconi. Non è importante se ad evadere è Totò Reina o una ladra che fa la prostituta d’alto bordo, a organizzato attivamente un’evasione.

Scrive il Corriere della Sera del 30 ottobre 2010:

Poi in Questura arrivò la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti
«Conosciamo questa ragazza non portatela in un centro»
Berlusconi chiamò in questura per Ruby: è una parente di Mubarak, meglio affidarla a una persona di fiducia

ROMA - Fu S
ilvio Berlusconi a dichiarare al capo di gabinetto della questura di Milano che Ruby era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Fu lui, esponendosi in prima persona, a mentire sulla reale identità della giovane e a chiedere che fosse subito affidata al consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti. Il testo della telefonata, così come è stato ricostruito dallo stesso funzionario Pietro Ostuni, è agli atti dell'inchiesta della magistratura che procede per favoreggiamento della prostituzione nei confronti della stessa Minetti, di Emilio Fede e di Lele Mora.
È il 27 maggio 2010, le 23 sono appena passate. Nella stanza del fotosegnalamento c'è Ruby, 17 anni, marocchina, fermata perché è stata denunciata da una sua amica per il furto di 3.000 euro. Lei cerca di difendersi, giura che quei soldi sono suoi. E quando le chiedono come mai è a Milano da sola, dice di essere in lite con la sua famiglia che vive a Messina. «Sono andata via, perché ho problemi con i miei genitori», chiarisce.
In un altro ufficio squilla il telefono del capo di gabinetto Pietro Ostuni. A chiamare è un uomo. Si qualifica come il caposcorta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E subito chiarisce il motivo della telefonata: «So che da voi c'è una ragazza che è stata fermata. È una persona che conosciamo e dunque volevamo sapere che cosa sta succedendo». Fornisce le generalità della giovane, si informa su quanto è accaduto. Ostuni inizialmente resta sul vago. E allora il caposcorta è più esplicito: «Anche il presidente la conosce, anzi aspetta che adesso te lo passo». Il funzionario rimane incredulo. Capita spesso che le personalità chiamino il gabinetto delle questure sparse in tutta Italia per i motivi più disparati, ma certo non si aspettava di parlare con il capo del governo. E invece è proprio Berlusconi a chiarire la situazione. Il resoconto della sua telefonata è nelle relazioni di servizio che sono già state depositate agli atti dell'indagine.
«Dottore - spiega Berlusconi - volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri». Ostuni chiarisce che la procedura di identificazione è ancora in corso, ma assicura che si provvederà al più presto. E subito dopo chiede di accelerare lo svolgimento della pratica. Poi avvisa i poliziotti che si stanno occupando della ragazza, dell'imminente arrivo della Minetti. Genericamente spiega che la questione interessa Palazzo Chigi. Non immagina che una funzionaria riferisca ai colleghi di questo «intervento». E invece la notizia fa presto a diffondersi. Soltanto il questore Vincenzo Indolfi viene informato che è stato Berlusconi in persona a chiamare, ma comunque si capisce che Ruby ha qualcuno «importante» che l'aiuta.
Qualche minuto prima della mezzanotte Minetti arriva in via Fatebenefratelli. Le viene spiegato che bisogna attendere il via libera del magistrato di turno al tribunale dei minori, la dottoressa Anna Maria Fiorilli. Nei casi di fermo di un minore, c'è l'obbligo di informare l'autorità giudiziaria del provvedimento e poi di attendere le sue decisioni circa la destinazione dell'indagato. Ed è quanto avviene anche quella sera, così come risulta proprio dalla relazione inviata al ministro dell'Interno Roberto Maroni. Al consigliere regionale viene comunque concesso di vedere la ragazza. Ruby le va incontro, l'abbraccia, la ringrazia per quanto sta facendo. Alle 2, esattamente otto ore dopo il fermo, la giovane marocchina torna libera. Agli atti rimane la firma di Nicole Minetti che dichiara di accettare il suo affidamento. Un impegno che - evidentemente - non ritiene di continuare ad onorare.
Una settimana dopo, il 5 giugno, Ruby litiga con una sua amica brasiliana. Interviene la polizia, la giovane viene portata in ospedale dove rimane qualche giorno. Al momento della dimissione la trasferiscono in questura proprio perché si tratta di una minorenne. Si decide di contattare il consigliere Minetti proprio perché possa andare a prenderla, visto che risulta affidataria. Ma per due volte la donna non risponde e a quel punto - dopo aver nuovamente contattato il magistrato per il "nulla osta"- arriva il provvedimento per trasferirla in una casa-famiglia a Genova. Nella sua informativa al ministro, Indolfi chiarisce che «nessun privilegio è stato concesso alla ragazza perché tutte le procedure sono state rispettate». Caso chiuso per il Viminale, come chiarisce in serata Maroni che si dice «pronto anche a riferirne in Parlamento». Ma l'indagine della procura di Milano è tutt'altro che conclusa. Moltissimi sono gli interrogativi ancora aperti.
Bisogna innanzitutto fare riscontri su chi effettivamente avvisò il presidente Berlusconi che Ruby era stata fermata ed era in questura per accertamenti: non è ancora escluso che abbia chiamato personalmente il caposcorta. In altre indagini sulle frequentazioni private del capo del governo, alcune ragazze avevano dichiarato di essere state autorizzate dallo stesso premier a contattare - in caso di necessità - direttamente il caposcorta o comunque qualcuno della segreteria. Una prassi che sarebbe stata seguita diverse volte e che anche Ruby potrebbe aver deciso di sfruttare quando ha compreso di trovarsi nei guai. E pure Nicole Minetti dovrà chiarire quale sia la reale natura del suo rapporto con Ruby, visto che prima accettò di firmare il decreto per l'affidamento della minore e poi decise di non occuparsene più.
Fiorenza Sanzini

30 ottobre 2010
Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_30/sarzanini_conosciamo_ragazza_c857b278-e3f4-11df-9798-00144f02aabc.shtml?fr=correlati


Va da se che organizzare un’evasione è sempre un reato. Se il poliziotto di servizio riceve degli ordini dal capo a cui ha telefonato Berlusconi e lui li esegue in buona fede non è certo responsabile. Il responsabile, in complicità di evasione è il suo capo che, una volta ricevuta la telefonata di Silvio Berlusconi ha ritenuto più opportuno violare le leggi e glissare il Pubblico Ministero per far contento Silvio Berlusconi. In quel momento, il poliziotto responsabile ha cessato di essere un funzionario di polizia per diventare un criminale (che di lavoro fa il funzionario di polizia) che in combutta col criminale Silvio Berlusconi. Ha violato il codice di Procedura Penale al fine di assicurare, a sé o ad altri, un ingiusto profitto.
Il reato, commesso da Silvio Berlusconi, non è diverso se la fuga l’ha organizzata per Rudy o per Toto Reina. Il reato che ha commesso è uguale ed è quell’idea di Berlusconi di sottoporre i Pubblici Ministeri al controllo dell’esecutivo. Silvio Berlusconi, vigliaccamente, si ritiene il padrone delle persone e non il soggetto che, come Primo Ministro, ha dei doveri nei confronti dei cittadini.
Col suo comportamento e col suo disprezzo delle regole, Silvio Berlusconi sta incitando i cittadini a tirargli tanti duomi di pietra in faccia. E’ bene che i magistrati intervengano e fermino questo delinquente. E’ bene che i magistrati facciano il loro dovere nei confronti di Silvio Berlusconi.
Diventa altresì grave e criminale l’affermazione di Umberto Bossi secondo cui Silvio Berlusconi avrebbe dovuto far telefonare ad altri, come Maroni. Ora, già è chiaro che Maroni sta usando la polizia in modo improprio e spesso per aggredire i cittadini e consentire a Ratzinger di stuprare bambini. E’ altrettanto vero che molte norme, spacciate per sicurezza, in realtà sono attentati criminali alla Costituzione della Repubblica, ma che Umberto Bossi dica pubblicamente come quella cosa sia normale ingenera rabbia per le dimissioni che i magistrati della Repubblica hanno dato all’esecuzione del loro dovere.



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03 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
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