Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

domenica, novembre 07, 2010

Dai rottamatori di Matteo Renzi al nazismo e al clericalismo imposti agli elettori di "sinistra" da partiti clericali e nazisti mascherati da sinistra


I rottamatori di Renzi a Firenze stanno tentando l’ennesimo sforzo per truffare gli elettori della sinistra. Gli elettori e i militanti della sinistra devono subire l’ennesimo inganno ideologico che li costringe a passare da un sistema di idee democratiche ad un sistema di idee social-fascista manifestato dai rottamatori di Matteo Renzi.
I militanti e gli elettori di sinistra sono sempre stati frustrati da proposte di amministratori politici di destra, apertamente fascisti o clericali fatti passare per individui di sinistra o comunisti. Matteo Renzi, oggi, va a coprire quell’apparenza di efficientismo amministrativo che è stato usato per mascherare il terrore craxiano. Craxi lo ha spacciato per “sinistra” mentre ricostruiva un sistema mafioso con cui ritornare al fascismo.
Lo stesso vale per le esperienze recenti dove si spacciano per “sinistra” personaggi impresentabili, cattolici, some Veltroni, Rutelli, Letta o Franceschini, Binetti, o, nel recente passato Taradash, Cacciari, Bondi, Maroni, Ferrara, ecc.
Come si spacciava per democratica un losco individuo come Rita Borsellino e il suo clericalismo (il magistrato Borsellino, nel suo ruolo Istituzionale, non ha mai impedito che i bambini fossero costretti in ginocchio davanti al crocifisso, ma ha sempre favorito il terrore cattolico con cui i bambini venivano sottratti ai loro diritti Costituzionali alimentando, di fatto, l’ideologia mafiosa diffusa nella regione Sicilia!).
Oggi c’è Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che tenta di dare l’assalto al Partito Democratico spacciando per sinistra o per nuovo il vecchio metodo craxiano. Matteo Renzi, come sindaco di Firenze fa il pari con Tosi, Gentilini, Zanonato. Personaggi che tentano di far concorrenza alla Lega militarizzando il territorio, perseguendo i cittadini più deboli, aggredendo i lavavetri o gli accattoni in quel rigurgito medioevalista che funge da aggressione e offesa alla Costituzione della Repubblica e del trattato di Lisbona.
Un processo di fascistizzazione della società che si costruisce prendendo per i fondelli gli elettori della sinistra prospettando loro un “luminoso avvenire”.

Come Matteo Renzi che, privo di ogni ideale ideologico entro il quale chiudere la sua azione politica e sociale, di fatto ha, come unico ideale ideologico il nazifascismo condito da efficientismo hitleriano veicolato nella cultura attuale.
Si sono già dimenticati i picchiatori fascisti di Luciano Lama che entrarono all'università di Roma per impedire agli studenti di rivendicare i diritti Costituzionali, garantire agli industriali una ristrutturazione conomica in violazione alle norme sociali e aprendo, di fatto le porte alla marcia dei quarantamila e all'avvento sia della mafia che del Belusconismo fino all'attuale crisi economica?
Oggi i militanti della CGIL lamentano le azioni criminali di Bonanni che firma in disprezzo dei lavoratori, eppure i militanti di sinistra non avevano esitato ad appoggiare il clericale Bonanni ben sapendo che violentava le persone a maggior gloria del suo dio padrone.

Perché gli elettori della sinistra e i militanti della sinistra subiscono sistematicamente queste prese per i fondelli?

Diciamo che essenzialmente il gioco dell’inganno si regge su tre basi fondamentali.

Innanzi tutto il militante della sinistra. E’ caratterizzato da un’apertura psicologica verso un futuro che immagina migliore del presente all’interno di una partecipazione sociale capace di coinvolgere tutti i cittadini in un percorso comune. Il militante di sinistra desidera modificare il presente rimuovendo gli ostacoli che in quel presente individua. Questo tipo di sensibilità non è “necessariamente di sinistra”, ma appartiene a tutti gli individui, alla struttura psico-emotiva che sta alla base dell’individuo. Il militante di sinistra, a differenza di quelli di destra (anche se oggi le cose si sono mescolate e non sono più separate), vuole realizzare questo desiderio psicologico. E’ alla ricerca di una sua veicolazione nella società. In questo ideale impegna la sua vita e le sue scelte. Per questo è facilmente ingannabile: desidera così tanto un futuro migliore che spesso non analizza le conseguenze o le implicazioni della proposta sociale che gli viene fatta. Viene abbagliato dall’educazione cristiana che lo costringe a proiettare il sé stesso sensibile sulla società, come se tutti gli uomini percepissero la società nel suo stesso modo.

Ma, oggettivamente, ideologicamente, come si distingue una proposta politica di destra e una proposta politica di sinistra al di là delle sigle politiche o delle ideologie storiche?

Essenzialmente ci sono tre modelli ideologici che riassumono ogni proposta politica e sociale. Sia di destra che di sinistra. Questi modelli non sono astratti, ma si riferiscono al modo di organizzare la vita e gli interventi nella società civile. Questi modi ideologici sono venuti formandosi negli ultimi trecento anni e hanno avuto, nel corso della storia, vari modi di presentarsi e spesso si sono stratificati producendo un “immaginario” nelle persone che vi aderiscono e una realtà fattiva che ha finito per creare disillusione quando, chi aderiva al modello per immaginazione, ha dovuto scontrare la sua illusione con la realtà del modello.
Un esempio è l’illusione del “comunismo” di Gramsci spacciato per marxismo mentre, in realtà era clericalismo in una realtà di assolutismo statalista determinata dal fascismo. Crollato l’assolutismo è rimasto solo il clericalismo gramsciano. Un’altra illusione era l’efficientismo di Craxi che in realtà era fascismo in una oggettività clericale (determinata dalla Democrazia cristiana) la cui morale era subita passivamente dal Partito Comunista. Un’altra illusione erano le organizzazioni del golpismo di destra fra Borghese e Gelli che in quaranta anni hanno egemonizzato la destra italiana impedendo la nascita di una destra costituzionale e di un liberalismo economico svincolato dagli obblighi mafiosi di obbedienza a gerarchie cattoliche.

I tre modelli ideologici possibili li possiamo desumere dalla centralità che il singolo individuo occupa nei modelli ideologici.

Il singolo individuo, il cittadino, la persona, è il metro di misura di ogni ideologia.

Ogni ideologia passata e presente colloca il singolo individuo nella società e la società viene collocata nei confronti del singolo individuo. Non esiste un’ideologia che non collochi il singolo individuo in un ruolo sociale e non determini il ruolo sociale in relazione al singolo individuo.

Abbiamo detto tre forme ideologiche perché tre sono le forme di centralità che noi oggi siamo in grado di pensare:

1) la singola persona, il cittadino, come centro della società;

2) il dio padrone come, e con esso il clero, come centro della società;

3) lo Stato o le Istituzioni, sia centrali che locali, al centro delle società;

Queste tre forme ideologiche sono quelle che vengono proposte ai cittadini. La propaganda crea l’illusione della prima forma e poi, attraverso trucchi, fa passare la seconda forma o la terza forma ideologica. Poi, esistono combinazioni fra l’individuo desiderante e il desiderio di altri di trasformare l’individuo in oggetto di possesso, ma questo va oltre questo discorso.

Le tre forme vengono definite come Democratica, Monarchica e Fascista. Sono le tre forme ideologiche al di là di come vengono presentate o veicolate. Tutti i cittadini vorrebbero una democrazia applicata con sé stesi al centro del sistema socio-economico-giuridico, solo che i cittadini che occupano ruoli sociali, istituzionali o economici, vogliono l’interpretazione delle norme in forma fascista perché questo garantisce il loro ruolo dalla critica e dalla richiesta da parte dei cittadini di ottemperare ai loro doveri. Per contro, ogni cittadino viene violentato fin dall’infanzia e costretto a sottomettersi ad una gerarchia che vede il dio padrone come momento centrale e viene costretto a rinunciare alle sue capacità critiche per diventare supplice e sottomesso al dio padrone.

Ne consegue che chi rivendica i diritti Democratici è psicologicamente sottomesso al dio padrone ed è costretto ad interpretare la democrazia dal punto di vista del pietismo e della “grazia” che la chiesa cattolica impone finendo per appoggiare rivendicazioni proprie della monarchia assoluta e riaffermare il proprio essere uno schiavo che rinuncia alla democrazia. Questa situazione viene sfruttata da chi occupa ruoli Istituzionali che prendono in considerazione le richiesta dei cittadini solo se si sottomettono al loro essere dei padroni in quanto sono coloro che occupano i ruoli istituzionali (c’è ancora l’abitudine ad esser deferenti al magistrato al di là del ruolo sociale che occupa).
Va da se che in questo gioco viene emarginato il cittadino che intende riaffermare i principi democratici contro le Istituzioni o contro il dio padrone in quanto non ha il potere di occupare dei ruoli Istituzionali, né occupa dei ruoli di controllo dell’economia. Questi ruoli comportano un elevarsi al di sopra della Costituzione e della democrazia.

L’elettore e il militante di sinistra viene manipolato nelle sue illusioni: lui crede che tutti gli uomini siano uguali, debbano avere le stesse opportunità e devono essere i padroni del loro corpo.
L’istituzione fascista gli dice che sì lui è uguale a tutti coloro che obbediscono all’Istituzione e che deve mettere i loro corpi al servizio dell’Istituzione obbedendo ad ogni norma che l’Istituzione approva anche in contrapposizione alle norme sociali. Tutti sono uguali sottomessi ai bisogni e ai desideri delle Istituzioni come tutti sono uguali in ginocchio davanti ai desideri del dio padrone e delle gerarchie sociali. Cosa del resto ribadita anche da Vendola che antepone il suo dio padrone, il violentatore di bambini qual è Gesù, alle norme della democrazia e della Costituzione.
La monarchia dice all’Istituzione che lei deve essere la padrona dei cittadini che devono essere sottomessi ed obbedienti come devono essere obbedienti al dio padrone.
L’istituzione dice che i cittadini si devono mettere in ginocchio davanti al dio padrone perché il dio padrone è buono e in questo modo costringe i cittadini a rinunciare ad essere dei cittadini per sentirsi dei servi sottomessi all’istituzione.
Per questo motivo la sinistra non ha mai posto al centro dei suoi interessi la questione dell’infanzia concedendo alla chiesa cattolica il diritto di stuprare e violentare bambini ad imitazione di Gesù.


Il questa ottica ha buon gioco Silvio Berlusconi di usare il decisionismo craxiano per far accettare l’ideologia mafiosa che scavalcando l’Istituzione stessa fa dell’amico dell’amico un tipo di relazioni criminali che vedono l’Istituzione come una preda da usare per i propri scopi. Ha buon gioco il clericalismo cattolico che, nella stessa scia, usa le Istituzioni per accrescere il proprio controllo sociale distruggendo la scuola pubblica in funzione della scuola privata, la sanità pubblica in funzione della sanità privata. Cosa del resto che trova assolutamente normale Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, che, come Silvio Berlusconi, vede del tutto normale allearsi col don Verzé e distruggere la società civile in funzione della società clericale. Il clericale Massimo Cacciari ha ingannato gli elettori di sinistra spacciandosi per uno di sinistra mentre, in realtà praticava idee fasciste legate a Verzé. Poi si lamenta per i suoi fallimenti.

Le illusioni dei votanti e dei militanti della sinistra vengono violentate e usate per far funzionare questo o quel sistema che alla fine ha il solo scopo di impedire la realizzazione di quelle idee.
Ora, nel Partito democratico, ci sono tre fazioni a confronto: l’efficientista istituzionale ed economica di Bersani; quella leghista e razzista dei rottamatori di Renzi e quella clerico-fascista di Vendola.
I rottamatori di Matteo Renzi vivono con terrore l’efficientismo di Bersani perché mette in discussione le relazioni di controllo mafioso che si sono venute a fissare nelle città. Relazioni mafiose che vedono il confluire degli interessi dei commercianti, artigiani, piccola industria, che sfrutta privilegi e usa le Istituzioni cittadine per aggredire la concorrenza dei poveri e degli emarginati. Gli emarginati non danno voti, ma i commercianti, gli artigiani e i piccoli borghesi sì.
Bersani dice: l’economia in questo modo crea gravi problemi sociali occorre allargare la fascia dei cittadini che fruisce di reddito.
Matteo Renzi dice: l’amministrazione delle regioni e dei comuni fatte dal PD in questo modo crea problemi economico e sociali.
Vendola dice: l’uomo in questo modo crea problemi economici e sociali.
Tolto Bersani che ha già dimostrato la sua idea di economia liberale, resta il Matteo Renzi che noi , in Veneto, conosciamo molto bene. Il sindaco di Mogliano Azzolini fu eletto con i voti della sinistra. L’unica cosa che fece fu dichiarare guerra alle donne lungo le strade (per favorire commercianti, artigiani, trafficanti di droga e trafficanti di prostitute); criminalizzarle; sostituirsi alla Polizia di Stato; e poi, una volta sconfessato si fece eleggere con i voti della lega e della destra. Delle idee sociali, a questo fascista, non gli è mai fregato nulla. Matteo Renzi sta facendo la stessa ed identica cosa. Spaccia il suo efficientismo amministrativo come una forma ideologica finendo per imporre ai cittadini un’ideologia fascista. La rottamazione che propone è la rottamazione dei cittadini in quanto soggetti portatori di diritti per trasformali in sudditi obbedienti: dall’unione di velleità socialiste e il clericalismo nasce il fascismo e il nazismo con la costruzione dei campi di sterminio (non è lontano da questo sbocco chi usa la polizia urbana per aggredire i lavavetri). Dalle velleità del craxismo con il clericalismo nasce l’ideologia mafia-fascismo di Berlusconi che non sfocia nei campi di sterminio solo perché la democrazia lo ha impedito.

Vendola, dal canto suo lo ha detto chiaramente: “Io sono cristiano!”. Il che significa che nella tradizione morale della sinistra non metterà mai al centro dei programmi la questione dell’infanzia e proteggerà il diritto della chiesa cattolica di stuprare bambini in quanto questo avviene ad imitazione di cristo di cui lui si dice sostenitore. Se Gesù stupra bambini e lui non lo mette in discussione, non siamo più davanti alla democrazia, ma davanti ad una forma di clericalismo, comunque mascherato.
Non siamo davanti all’individuo che afferma sé stesso davanti al dio padrone, ma siamo davanti ad un Niki Vendola che riafferma il diritto del dio padrone contro i cittadini.

Per questo gli elettori di sinistra si troveranno sempre a votare a favore di trafficanti di schiavi, stupratori di bambini, istituzioni fasciste e criminali, basta che tutti questi sollecitino le loro illusioni di un possibile futuro diverso dal presente che stanno vivendo.

Gianfranco Fini oggi ha fatto un discorso che ha eccitato gli animi di una destra costituzionale. Gianfranco Fini resta uno di destra che ha saputo suscitare emozioni mentre la sinistra non sa suscitare emozioni pronta com’è ad apre le porte ad ogni nazi-fascista del quale vuole “comprendere le ragioni” e pronta ad aggredire, anche fisicamente, ogni individuo che metta al centro dei suoi discorsi il dettato Costituzionale e ne riempia le argomentazioni di contenuto emotivo e psicologico.

Bersani è uno che chiama estremisti quelli che vogliono l’affermazione della Costituzione della Repubblica e democratici i mafiosi di Silvio Berlusconi. E’ uno pronto ad allearsi con stupratori di bambini come Ratzinger (vedi Veltroni, Rutelli, Binetti, Letta, Franceschini) piuttosto che con quei “buzzurri” democratici che fa pestare dalle bande di poliziotti armati di manganelli e pistole.

I motivi per i quali gli elettori della sinistra vengono presi per i fondelli sono tutti qua: sono degli schiavi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini (o se volete sono stati educati ad essere degli schiavi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini). Volete un esempio? Nelle manifestazioni si assiste spesso (quasi sempre) alla presenza di poliziotti armati di manganello e pistola: quando mai i manifestanti hanno invitato questi terroristi, che sono là per ricattare, intimidire e aggredire, i manifestanti a lasciare la piazza e a ritirarsi nelle caserme?
Eppure la Costituzione lo prevede.
Dei cittadini lo farebbero; dei servi, degli schiavi preferiscono sottomettersi al manganello e ritenere che il manganello dei poliziotti abbia una qualche forma di legittimità.


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07 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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