Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, dicembre 18, 2010

Il Daspo, Maroni e il terrorismo della Polizia di Stato


Se Maroni fosse meno criminale e delinquente facendo proposte di natura terrorista che puntualmente come la scellerata legge Alfano o la legge contro gli immigrati poveri dichiarate incostituzionali e, pertanto criminali ,dalla Corte Costituzionale, saprebbe che il diritto di manifestare è un diritto Costituzionale e può essere alterato o rimosso solo con una legge Costituzionale. Che poi lui sia incapace a perseguire il crimine perché usa violenza contro i barboni e i senza tetto e fa torturare le persone nei posti di polizia, questo è un altro discorso.
Forse che i padri Costituzionali non hanno messo in conto la pratica del fascismo di impedire le manifestazioni di piazza come l’impunito Maroni vuole fare?
E poi, chi decide chi non deve andare in piazza?
Il terrorista Maroni che usa la polizia armata contro i cittadini? O deve essere la magistratura? O sono i Prefetti che tollerano atti amministrativi criminali emessi da amministratori leghisti che stuprano i bambini costringendoli in ginocchio davanti al criminale in croce?
Lo so che dell’articolo 17 della Costituzione a Maroni non frega niente. Il nazifascismo di Mantovani è evidente: far fuori gli avversari politici in modo da affamare i cittadini e derubarli senza che possano protestare. Si chiama TERRORISMO!
Dopo leggi o provvedimenti liberticidi di Maroni dovrà intervenire ancora una volta la Corte Costituzionale: intanto i cittadini saranno aggrediti dalla Polizia di Stato fatta da torturatori e criminali fuori da ogni controllo.

Invece che farneticare, Maroni farebbe meglio ad arrestare chi effettivamente fa i reati e non promuovere aggressioni ai suoi avversari politici davanti ai quali è abituato a scappare per incapacitrà e ignoranza.


"Mi sembra una proposta interessante quella di Mantovano"
Maroni: "Daspo alle piazze anche da subito"

Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, la proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza "è interessante" e potrebbe essere inserita da subito nel ddl sicurezza che ha iniziato l'iter al Senato. "Valuteremo - ha detto Maroni - se c'è una maggioranza che sostiene questa proposta".


Roma, 18-12-2010
Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, la proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza "è interessante" e potrebbe essere inserita da subito nel ddl sicurezza che ha iniziato l'iter al Senato. "Valuteremo - ha detto Maroni - se c'è una maggioranza che sostiene questa proposta".
"Mi sembra una proposta interessante quella di Mantovano - ha aggiunto Maroni, parlando a margine di un pranzo con gli altri big della Lega a Vicenza -, perché il Daspo sta funzionando molto bene dentro gli stadi. Riteniamo che questo modello sia esportabile. C'è la possibilità di inserirlo già nel ddl sicurezza".
Quanto alle scarcerazioni dei giovani arresti dopo gli scontri dio piazza a Roma il 14 dicembre, il responsabile del Viminale ha osservato che "la scarcerazione è stata un errore, anche perché c'è un rischio di reiterazione del reato".
"Non voglio fare polemica, è un'opinione e non una critica nei confronti della decisione dei magistrati", ha precisato Maroni, che ha annunciato adesso misure più stringenti in vista della prossima manifestazione degli studenti, il 22 dicembre. "Adesso - ha detto - vigileremo soprattutto in vista della nuova manifestazione di mercoledì. Visto quanto è successo a Roma, la macchina sarà ulteriormente organizzata per evitare che si ripeta quanto è successo pochi giorni fa".

Tratto da:
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=148468


Nessun governo, come quello di Berlusconi e Maroni, si è mai distinto per tante offese e sfregi alla Costituzione della Repubblica al fine di perseguire interessi personali.

Visto che cosa Maroni ha provocato a Roma con la sua banda di aggressori e con i provocatori che ha usato è da pensare che a Roma alla prossima manifestazione le aggressioni aumentino e sarà bene la presenza di deputati per impedire i massacri dei ragazzi da parte della Polizia di Stato.


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18 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, dicembre 17, 2010

Daniele Pelliciardi, i picchiatori della Polizia di S. e i comportamenti "mafiosi" del governo Berlusconi: Mantovano e l'odio per la Costituzione.


Quando si dice che un individuo è un “fascista” non lo si dice per le sue “nostalgie” di un passato che immagina o che ricostruisce partendo dal suo punto di vista, ma lo si dice in relazione alle Istituzioni e all’uso delle Istituzioni che costui intende farne.
In particolare un “fascista” si distingue da un non fascista dall’uso che ne vorrebbe fare o ne fa della legge. La legge come mezzo di distruzione di massa: oggetto di vendetta e, per estensione, mezzo che certifichi la legittimità del razzismo e dell’odio gratuito.

Alcuni episodi di cronaca sono rivelatrici di questo atteggiamento. L’accanimento, accaduto a Brembate contro la persona del Marocco accusata di sequestro della ragazzina non ancora trovata e le affermazioni criminali che Zaia ha rilasciato in merito all’episodio sono un esempio. Il sindaco di un paese del Veneto che invoca il taglio delle mani agli zingari che hanno rubacchiato mentre non dice nulla per chi ha sottratto centinaia di milioni di euro alla società civile è un altro esempio dell’uso personale della legge. Un modo fascista.

Altri modi fascisti di usare la legge li osserviamo in altri due episodi piuttosto gravi che indicano come l’educazione alla legge e alle norme morali sia carente e spesso fuorviante rispetto ai principi della società civile.

Il primo episodio su cui voglio trarre l’attenzione è quello relativo alle condanne per i delitti di Gorgo al Monticano che ha visto il figlio delle vittime cadere in una profonda depressione quando la Corte di Cassazione ha rilevato delle anomalie nelle aggravanti comminate dalla Corte d’Appello di Venezia ai criminali. Un aggravamento ingiusto della pena rispetto al reato commesso.


DANIELE PELLICIARDI IN OSPEDALE
La ridiscussione della sentenza la causa del ricovero

ODERZO – Massacro di Gorgo: la Cassazione rimette in discussione la sentenza di ergastolo a Naim Stafa, la mente del doppio omicidio avvenuto nell’agosto 2007 alla dependance di Villa Durante a Gorgo al Monticano.
E il figlio delle vittime Guido e Lucia Pelliciardi, ossia Daniele, è stato ricoverato per depressione.
Da ieri l'ex-guardia giurata è finito in un reparto di psichiatria in un ospedale Veneto, non a Oderzo.
Pelliciardi resterà in ospedale per un periodo imprecisato. La Cassazione ha rimesso in gioco le sentenze, rinviando il giudizio alla Corte di Appello di Venezia che dovrà nuovamente pronunciarsi con la differenza che le aggravanti a carico dei due imputati sono state eliminate.
In ballo pertanto una riduzione di pena sia per quanto riguarda il giovane basista rumeno Bogdaneanu che per Stafa, l'ideatore del massacro.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/daniele-pelliciardi-ospedale-31247

Cosa è successo in realtà. La Corte di Cassazione ha sentenziato che la responsabilità penale è individuale. Se è indubbio che tutto il gruppo che ha partecipato al crimine è responsabile del crimine stesso, le scelte e le modalità materiali dell’esecuzione del delitto, nelle sue estreme conseguenze, non erano concordate e l’efferatezza con cui sono state messe in atto, appartengono SOLO all’esecutore.
Sotto il peso della propaganda della Lega, la Corte d’Appello di Venezia ha esteso le aggravanti specifiche di chi ha commesso l’azione crudele a chi ha partecipato all’incursione delittuosa pur non avendo messo in atto azioni crudeli ed era estraneo ad esse.
Sta di fatto che chi ha commesso azioni efferate si è suicidato in carcere, mentre gli altri due componenti della banda sono stati processati.
Sicuramente nella testa di Daniele Pelliciardi si è acceso il desiderio di giustizia che si è trasformato in bisogno di vendetta, ma le persone che aveva attorno hanno ignorato i segnali psichici del Pelliciardi che stava investendo l’energia psichica nella veicolazione di un bisogno di vendetta. Più che ricercare una situazione di giustizia cercava un’autopromozione del proprio delirio di onnipotenza.
Il delirio di onnipotenza lo portava ad identificarsi col crocifisso al punto da mettere in piedi una “ronda padana” di “giustizialisti” il cui unico scopo era quello di autopromozione psicologica. Solo che il delirio di onnipotenza del Pelliciardi ha dovuto scontrarsi con l’oggettività della legge che non prevede il taglio delle mani per i ladruncoli (ed ignora i grandi ladri) e nemmeno quel tanto desiderato per i marocchini (in galera e buttare via la chiave).
Quando la Corte di Cassazione ha dichiarato che la giustizia va amministrata secondo le leggi, il suo delirio di onnipotenza frustrato si è trasformato in depressione.

Lo stesso vale per le operazioni alla G8 messe in atto dalla polizia di Stato a Roma: da un lato ha finto di non vedere chi dava fuoco alle camionette e dall’altro ha massacrato ragazzi che manifestavano finendo per protestare perché i magistrati scarceravano persone arrestate ingiustamente.
Mentre sono chiari nei filmati i pestaggi dei poliziotti nei confronti di ragazzi e ragazze a terra, non esiste nessuna azione di violenza contro le persone ad opera dei manifestanti.
La Polizia di Stato si sta comportando da organizzazione terroristica in cui colui che faceva azioni violente contro i poliziotti durante le manifestazioni (il ministro Maroni addentò una gamba di un poliziotto) protesta perché degli innocenti vengono scarcerati dalla polizia.
Di quella ventina di persone, solo una aveva un paio di sassi (niente bottiglie di benzina, niente fionde o biglie) e solo uno, dopo la manifestazione è stato fermato perché aveva una pala e aveva raccolto le manette e il manganello del poliziotto: ma non stava dandoglielo in testa al poliziotto.

Le dichiarazioni di Maroni appaiono come dichiarazioni vergognose. Capisco se lui fosse riuscito ad arrestare quelli che davano fuoco ai mezzi della Polizia di Stato, ma è mia convinzione che quel gruppo, ripreso dall’elicottero, era un gruppo della Polizia di Stato o un gruppo di persone organizzate e assoldate dalla Polizia di Stato o dai servizi segreti (come altri che si aggiravano per la manifestazione).
Sembrano le dichiarazioni del ministro dopo il massacro al G8 di Genova.
Anche lui vuole il massacro per il massacro: gli piace tanto visto che con la riforma Gelmini sta sparando nella testa degli studenti per i propri interessi.


Scontri Roma, Maroni: "Non condivido rilascio"Alfano invia ispettori, è scontro con l'Anm
Il ministro dell'Interno riferisce al Senaro. Critica il ritorno in libertà dei ragazzi fermati durante gli scontri del 14 dicembre a Roma: "Pericolo reiterazione". Alfano dispone accertamenti sui rilasci, il sindacato delle toghe:"Interferenza indebita". La proposta: estendere il 'daspo' alle manifestazione di piazza


ROMA - Anche la voce del ministro dell'Interno Roberto Maroni si unisce al coro delle polemiche animate dal centrodestra sulla scarcerazione dei ragazzi fermati 1 a Roma durante gli scontri del 14 dicembre 2. Il titolare del Viminale riferisce in Aula al Senato, presente anche il collega della Difesa Ignazio La Russa, critica il rilascio dei giovani e rimanda al mittente le ipotesi (come quella formulata dal capogruppo Pd a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro) sulla presenza di infiltrati alla manifestazione: "Un'illazione destituita di fondamento e gratuitamente offensiva". Intanto è scontro fra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e l'Anm: il Guardasigilli ha deciso di inviare ispettori per accertamenti sui rilasci, e il sindacato delle toghe replica: "Un'interferenza indebita". Il ministro risponde: "Io sto dalla parte dei cittadini". E arriva la proposta del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano di estendere il 'daspo' (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) alle manifestazione di piazza, "per contare - spiega Mantovano - su uno strumento in più sul piano della prevenzione" che "permette di conoscere preventivamente, e non sulla base di mere informative, i soggetti da tenere distanti dalla piazza, nell'interesse stesso dei manifestanti con intenzioni pacifiche".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/politica/2010/12/17/news/maroni_scontri_evitate_conseguenze_pi_gravi-10311452/?ref=HRER2-1

Fa ridere la proposta di Mantovano, se non fosse un atto criminale: impedire di manifestare le idee politiche, religiose o sociali, è un attentato alla Costituzione. Se qualcuno fa dei reati viene processato dalla magistratura che accerta i fatti non certo da uno come Mantovano o Maroni che sono nel governo con personaggi di questo tipo:

L'Aquila: terremoto e G8, Verdini e Fusi indagati Procura antimafia notifica conclusione indagini
Per il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio ''Federico II', verrà chiesta al gip l'archiviazione. L'ipotesi di reato è abuso d'ufficio


L'AQUILA - La Procura distrettuale antimafia dell'Aquila ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e al presidente dimissionario della Btp, Riccardo Fusi, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la ricostruzione dell'Aquila e del G8. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari è l'atto che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Esce di scena il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio ''Federico II'', per la cui posizione la Procura distrettuale - secondo quanto si è appreso - chiederà al gip l'archiviazione. L'inchiesta - con l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio - era stata avviata dalle intercettazioni telefoniche acquisite nell'ambito delle indagini della Procura di Firenze sugli appalti per i Grandi eventi e per il G8 della Maddalena. Dalle telefonate sarebbe emerso che Verdini avrebbe tentato, utilizzando le amicizie politiche, di inserire negli appalti aquilani e del G8, poi svoltosi all'Aquila, il Consorzio Federico II del quale fa parte anche la Btp di Fusi. A pesare sulla richiesta del pm sarebbe stato il vecchio rapporto di affari e amicizia tra Fusi e Verdini ai tempi in cui quest'ultimo era presidente del Credito Cooperativo fiorentino.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/17/news/terremoto_e_g8-10337894/?ref=HRER1-1

E’ da questo tipo di personaggi che Roberto Maroni, in qualità di ministro degli interni dovrebbe difendere i cittadini. Dovrebbe avere più rispetto per i cittadini che protestano anziché farli massacrare da una banda armata.
La Costituzione parla del : “Diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi”. Ricordo che le sole persone armate in piazza a Roma era la Polizia di Stato la cui presenza era illegale in quanto aveva la funzione di aggressione alla libertà di manifestazione dei cittadini e i pestaggi gratuiti fatti da uomini armati in divisa lo dimostrano.

Usare le leggi per le proprie vendette o per impedire alle persone di manifestare il loro pensiero è un atto criminale che quando viene messo in essere da individui all’interno delle Istituzioni assume il carattere di azione terrorista con finalità di eversione dell’ordine democratico.
Se è comprensibile il delirio psichiatrico di Daniele Pelliciardi, non è comprensibile il delirio criminale di Mantovani o Maroni.



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17 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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martedì, dicembre 14, 2010

Fallito il tentativo dei Servizi Segreti italiani di sfiduciare Berlusconi: ora tutto diventa difficile.


E’ chiaramente fallito il tentativo dei Servizi Segreti Italiani di costringere Silvio Berlusconi a dare le dimissioni.
Non si tratta di “fantapolitica”, ma di logica deduzione dei fatti.

Innanzi tutto la scissione del FLI di Fini avevo lo scopo dichiarato di mandare a casa Silvio Berlusconi.
Vale la pena di ricordare che Gianfranco Fini non è solo il Presidente della Camera, ma è anche un esponente dell’ex MSI legato ai servizi segreti e ai colpi di Stato che hanno imperversato in Italia. Lo stesso Almirante non fu condannato perché sopraggiunse una prescrizione voluta e pilotata da magistrati compiacenti. Provarlo? Lo prova l’esperienza!

Pensare che non sia legato ai Servizi Segreti, è pura fantascienza.
La situazione in Italia è grave. C’è una deriva Istituzionale, economica e politica che sta portando il paese al disfacimento e tutto è dovuto all’esigenza personale di Silvio Berlusconi di salvaguardarsi i propri affari.
La perdita di posti di lavoro sta immiserendo la società civile al punto tale che la Democrazia non è più gestibile e controllabile. Non solo dalle Istituzioni, ma anche da quei gruppi di potere che hanno sempre agito in Italia all’ombra dei vari servizi segreti che spesso sono stati definiti “servizi deviati”.


Esiste un’esigenza reale molto forte per la quale Silvio Berlusconi deve andare via, ma Silvio Berlusconi ha a disposizione talmente tanti miliardi di euro da comperarsi quello che vuole. E questo è un problema per tutte le strutture Istituzionali sia legali che illegali.
Da qui nasce l’operazione di Gianfranco Fini che fonda il partito sfruttando le reazioni inconsulte di Berlusconi che non è un politico, ma solo un padrone al quale tutti devono dire: si padrone.

L’operazione era talmente bene architettata che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva voluto spostare la data del confronto a dopo l’approvazione del piano di stabilità. Lo stesso Giulio Tremonti era pronto ad assecondare l’operazione dei Servizi Segreti defilandosi dall’apparire in pubblico se non il minimo indispensabile e con dichiarazioni molto controllate.

Solo che la compravendita dei deputati, negli ultimi quindici giorni, aveva assunto un livello estremamente pericoloso per l’operazione dei Servizi Segreti.

Così i Servizi Segreti decisero di far entrare in gioco la piazza sfruttando la proclamazione delle manifestazioni in occasione della discussione della fiducia. I Servizi segreti (ricordate Bertoli? O coloro che davano i volantini della sinistra extraparlamentare su un treno e che, fatalità, la bomba gli scoppiò fra le mani e allora si scoperse che erano legati ai servizi segreti attraverso gruppi dell’estrema destra? Ricordate le tecniche di Cossiga?) organizzarono gruppi violenti che, infilatisi nella manifestazione. provocarono scontri in modo da alimentare un clima d’urgenza per sfiduciare Silvio Berlusconi.
I Servizi Segreti rafforzarono lo scontro di piazza.

Nonostante gli scontri di piazza, l’azione dei Servizi Segreti è fallita.
Per tre voti di finiani, due dell’Italia dei Valori e Calearo eletto PD per volontà di Walter Veltroni, Silvio Berlusconi ha mantenuto la fiducia: i debiti dei deputati hanno prevalso sulle sollecitazioni dei Servizi Segreti.

Pur tuttavia, la situazione in Italia rimane economicamente, politicamente e socialmente grave.

Che cosa accadrà ora?
I Servizi Segreti hanno dato a Silvio Berlusconi l’opportunità di essere sfiduciato: ora tutto diventa più difficile.
Da un lato aumenta l’urgenza sociale di allontanare Silvio Berlusconi e dall’altro i margini di manovra istituzionali per allontanarlo stanno diminuendo portando l’Italia sempre più vicina al baratro.
Da un altro lato, la piazza, spinta dai Servizi Segreti, ha riscoperto una nuova forma di protesta che non sia “l’isola dei cassaintegrati” o la protesta sui tetti o le gru.
Tanto minori sono le possibilità di sfiduciare Silvio Berlusconi dal punto di vista Istituzionale e tanto maggiore è la violenza e la drammaticità in cui il suo allontanamento avverrà.

Lo spetto di un Silvio Berlusconi ucciso ed appeso a piazzale Loreto, come Benito Mussolini, si avvicina a grandi passi.
Qualunque altro progetto potrà essere adottato dai Servizi Segreti per sfiduciare Silvio Berlusconi, dovrà tener conto dei miliardi di euro con cui può comperarsi le persone che sono in difficoltà economica.
E non c’è molto tempo ancora.

C’è da puntualizzare che i gruppi di Bleak blok o Black Blok che agiscono nelle manifestazioni, come quella di oggi a Roma, in realtà sono squadre della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che vengono usati apposta per far degenerare le manifestazioni. Sono poliziotti addestrati per infiltrarsi e per indurre i manifestanti al saccheggio per poterli criminalizzare. Nella concitazione della manifestazione bastano cinque o sei di questi personaggi per indurre ai comportamenti imitativi da parte di una massa. I Bleak blok non esistono, come non esistono le “bombe anarchiche”. Semmai esistono i provocatori della Polizia di Stato che si traveste da manifestante ed esistono interessi per i quali qualcuno invia bombe facendole spacciare per anarchiche. Esistono persone che si prestano a fare il lavoro sporco, ma sempre contigui alla Polizia di Stato.
Ho conosciuto un poliziotto infiltrato qualche tempo fa che si spacciava per “resistenza iraniana” e che si lamentava per la discriminazione della sua religione da parte dei musulmani affermando che “non avevano tradotto un libro tradizionale musulmano, il “così parlò Zaratustra” in iraniano!”. Forse oggi sono un po’ più acculturati, ma altrettanto provocatori.
Varie testimonianze stanno confermando quanto riportato a proposito degli infiltrati della Polizia di Stato oggi 15 dicembre 2010:

Scontri Roma, polemica su infiltrati
Pd e Idv parlano di infiltrati, il Pdl accusa i criminali

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Maggioranza e opposizione tornano a sottolineare la gravita' degli scontri di ieri a Roma, su cui il ministro dell'interno, Roberto Maroni, riferira' alle Camere; ma le sottolineature sono diverse. La maggioranza punta il dito contro quelli che il sottosegretario Alfredo Mantovano definisce criminali che strumentalizzano ogni protesta per scatenare la violenza. Mentre il Pd e l'Idv sostengono che il ministro deve fare chiarezza sugli infiltrati che hanno agito per far degenerare la protesta.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/12/15/visualizza_new.html_1669706478.html

Il sottosegretario Mantovano, anziché ingiuriare e insultare i cittadini dovrebbe dimostrare chi sono coloro cui attribuisce quelle azioni. Deve inoltre dimostrare di non essere lui il mandate al fine di assicurarsi un ingiusto profitto accusando altri.
Io conosco solo la Polizia di Stato che fa questo e alcuni dei servizi segreti (e solo per esperienza passata) che mettono a ferro e fuoco una città per crearsi un clima favorevole ai loro interessi.
Siccome la Polizia di Stato non è fatta di idioti ( e con molti infiltrati fra i manifestanti, spesso protagonisti della manifestazione) se avesse visto gruppi organizzati all'interno dei manifestanti, avrebbe accentrato la sua attenzione per fermarli: ma non c'erano! A parte, naturalmente, i poliziotti organizzati fra i manifestanti: e la mia convinzione è che non abbiano agito legalmente, ma perseguivano fini e scopi che nulla avevano a che vedere con i manifestanti.

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14 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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venerdì, dicembre 10, 2010

La teoria dello Stato mafia che emerge dalla Costituzione Democratica mediante atti di violenza contro i diritti Costituzionali dei cittadini.


Oggi è facile leggere notizie come queste:

Mafia: operazione nel Nisseno,23 arresti
Sgominata famiglia che imponeva pizzo e gestiva aziende


(ANSA) - CALTANISSETTA, 2 DIC - Sgominata la famiglia mafiosa che da anni imponeva il 'pizzo' a Caltanissetta e gestiva alcune aziende. La polizia sta eseguendo 23 ordini di custodia cautelare in carcere. L'imponente operazione, denominata 'Redde Rationem' (resa dei conti), coinvolge 'picciotti' ed esponenti locali di 'Cosa Nostra' ma anche alcuni boss delle altre 'famiglie' del Nisseno con cui erano in stretto collegamento.Sequestrate anche 3 ditte, 2 operanti a Caltanissetta e una a Palermo.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/12/02/visualizza_new.html_1674497933.html

E ancora:


Mafia: 44 arresti tra la Sicilia e la Campania

Sono 44 le persone arrestate nella notte in due distinte operazioni delle forze dell’ordine contro Cosa Nostra e Camorra. A Partinico sono finiti in manette 23 presunti uomini d’onore tra cui figura Giovanni Vitale, il figlio minore del boss Vito ex capo mandamento della zona. Nel napoletano è invece stato inferto un durissimo colpo al clan Misso, 21 persone sono state arrestate con accuse che vanno a vario titolo dall’omicidio alla detenzione illegale di armi da fuoco.

Tratto da:
http://www.corrispondenti.net/index.php?id=35641


Sembra che la lotta alla mafia sia condotta in modo efficace da parte della Polizia di Stato, Magistrati e Carabinieri.
Ma siamo sicuri che sia questa la mafia? Non è che, per caso, qualcuno spaccia per mafiosi una banda di delinquenti per quanto grande e ramificata che sia?
In realtà, non si tratta di una “guerra contro la mafia”, ma di una guerra di mafia. Ci sono troppi mafiosi o soggetti in odore di mafia nel Parlamento della Repubblica per pensare che le azioni della Polizia di Stato non siano in realtà una guerra di mafia anziché di una guerra contro la mafia.

Da qui nascono le riflessioni più generali sullo Stato mafia.
Che cosa significa: Stato mafia?
Sono riflessioni importanti che prendono corpo dalla percezione di un vissuto soggettivo in cui non è necessaria la “verità giudiziaria” perché i fatti, che devono spingere le persone alla riflessione, emergono da un insieme che li genera e che non può essere che un insieme associativo che controlla gli individui al di fuori delle regole sociali.
Da qui nasce la riflessione sullo Stato mafia:

http://www.stregoneriapagana.it/statomafia.html

Un insieme di riflessioni sulla realtà democratica del paese in cui viviamo.
Da queste riflessioni nasce un’esigenza. Nasce l’esigenza di comprendere su quali principi si basa lo Stato mafia e su quali articolazioni sociali fa leva per perpetuare il suo controllo sulla società.
Da quest’esigenza nascono le riflessioni sulla costituzione sullo Stato mafia e le relazioni che mette in atto con i cittadini:

http://www.stregoneriapagana.it/costituzionestatomafia.html


Dopo aver compreso quali sono gli elementi su cui si articola lo Stato mafia è necessario chiederci: “E’ possibile uscire dallo Stato mafia?”
“Se è possibile uscire dallo Stato mafia, quali sono le linee strategiche che un partito politico o un’associazione deve intraprendere?”
Pur non essendo possibile rispondere con delle ricette brevi, è possibile, tuttavia, tracciare le linee di sviluppo di un pensiero che ci consenta di uscire dallo Stato mafia:

http://www.stregoneriapagana.it/uscitadallostatomafia.html

I politici hanno sempre il potere di sconvolgermi per la loro mediocrità psico-culturale, ma questa è comprensibile perché la loro elezione avviene per relazioni di tipo mafioso, non per meriti politici che hanno conquistato nelle relazioni con i loro elettori. Come Giulio Andreotti prima di loro, come Aldo Moro prima di loro, come Amintore Fanfani prima di loro, come Francesco Cossiga prima di loro.
C’è una mafia che ha attraversato il nostro paese dalla strage di Portelle delle Ginestre a Piazza Fontana alla stazione di Bologna fino a produrre l’attuale crisi economica.
E dopo, dopo che cosa succederà?


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10 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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