Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, dicembre 17, 2010

Daniele Pelliciardi, i picchiatori della Polizia di S. e i comportamenti "mafiosi" del governo Berlusconi: Mantovano e l'odio per la Costituzione.


Quando si dice che un individuo è un “fascista” non lo si dice per le sue “nostalgie” di un passato che immagina o che ricostruisce partendo dal suo punto di vista, ma lo si dice in relazione alle Istituzioni e all’uso delle Istituzioni che costui intende farne.
In particolare un “fascista” si distingue da un non fascista dall’uso che ne vorrebbe fare o ne fa della legge. La legge come mezzo di distruzione di massa: oggetto di vendetta e, per estensione, mezzo che certifichi la legittimità del razzismo e dell’odio gratuito.

Alcuni episodi di cronaca sono rivelatrici di questo atteggiamento. L’accanimento, accaduto a Brembate contro la persona del Marocco accusata di sequestro della ragazzina non ancora trovata e le affermazioni criminali che Zaia ha rilasciato in merito all’episodio sono un esempio. Il sindaco di un paese del Veneto che invoca il taglio delle mani agli zingari che hanno rubacchiato mentre non dice nulla per chi ha sottratto centinaia di milioni di euro alla società civile è un altro esempio dell’uso personale della legge. Un modo fascista.

Altri modi fascisti di usare la legge li osserviamo in altri due episodi piuttosto gravi che indicano come l’educazione alla legge e alle norme morali sia carente e spesso fuorviante rispetto ai principi della società civile.

Il primo episodio su cui voglio trarre l’attenzione è quello relativo alle condanne per i delitti di Gorgo al Monticano che ha visto il figlio delle vittime cadere in una profonda depressione quando la Corte di Cassazione ha rilevato delle anomalie nelle aggravanti comminate dalla Corte d’Appello di Venezia ai criminali. Un aggravamento ingiusto della pena rispetto al reato commesso.


DANIELE PELLICIARDI IN OSPEDALE
La ridiscussione della sentenza la causa del ricovero

ODERZO – Massacro di Gorgo: la Cassazione rimette in discussione la sentenza di ergastolo a Naim Stafa, la mente del doppio omicidio avvenuto nell’agosto 2007 alla dependance di Villa Durante a Gorgo al Monticano.
E il figlio delle vittime Guido e Lucia Pelliciardi, ossia Daniele, è stato ricoverato per depressione.
Da ieri l'ex-guardia giurata è finito in un reparto di psichiatria in un ospedale Veneto, non a Oderzo.
Pelliciardi resterà in ospedale per un periodo imprecisato. La Cassazione ha rimesso in gioco le sentenze, rinviando il giudizio alla Corte di Appello di Venezia che dovrà nuovamente pronunciarsi con la differenza che le aggravanti a carico dei due imputati sono state eliminate.
In ballo pertanto una riduzione di pena sia per quanto riguarda il giovane basista rumeno Bogdaneanu che per Stafa, l'ideatore del massacro.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/daniele-pelliciardi-ospedale-31247

Cosa è successo in realtà. La Corte di Cassazione ha sentenziato che la responsabilità penale è individuale. Se è indubbio che tutto il gruppo che ha partecipato al crimine è responsabile del crimine stesso, le scelte e le modalità materiali dell’esecuzione del delitto, nelle sue estreme conseguenze, non erano concordate e l’efferatezza con cui sono state messe in atto, appartengono SOLO all’esecutore.
Sotto il peso della propaganda della Lega, la Corte d’Appello di Venezia ha esteso le aggravanti specifiche di chi ha commesso l’azione crudele a chi ha partecipato all’incursione delittuosa pur non avendo messo in atto azioni crudeli ed era estraneo ad esse.
Sta di fatto che chi ha commesso azioni efferate si è suicidato in carcere, mentre gli altri due componenti della banda sono stati processati.
Sicuramente nella testa di Daniele Pelliciardi si è acceso il desiderio di giustizia che si è trasformato in bisogno di vendetta, ma le persone che aveva attorno hanno ignorato i segnali psichici del Pelliciardi che stava investendo l’energia psichica nella veicolazione di un bisogno di vendetta. Più che ricercare una situazione di giustizia cercava un’autopromozione del proprio delirio di onnipotenza.
Il delirio di onnipotenza lo portava ad identificarsi col crocifisso al punto da mettere in piedi una “ronda padana” di “giustizialisti” il cui unico scopo era quello di autopromozione psicologica. Solo che il delirio di onnipotenza del Pelliciardi ha dovuto scontrarsi con l’oggettività della legge che non prevede il taglio delle mani per i ladruncoli (ed ignora i grandi ladri) e nemmeno quel tanto desiderato per i marocchini (in galera e buttare via la chiave).
Quando la Corte di Cassazione ha dichiarato che la giustizia va amministrata secondo le leggi, il suo delirio di onnipotenza frustrato si è trasformato in depressione.

Lo stesso vale per le operazioni alla G8 messe in atto dalla polizia di Stato a Roma: da un lato ha finto di non vedere chi dava fuoco alle camionette e dall’altro ha massacrato ragazzi che manifestavano finendo per protestare perché i magistrati scarceravano persone arrestate ingiustamente.
Mentre sono chiari nei filmati i pestaggi dei poliziotti nei confronti di ragazzi e ragazze a terra, non esiste nessuna azione di violenza contro le persone ad opera dei manifestanti.
La Polizia di Stato si sta comportando da organizzazione terroristica in cui colui che faceva azioni violente contro i poliziotti durante le manifestazioni (il ministro Maroni addentò una gamba di un poliziotto) protesta perché degli innocenti vengono scarcerati dalla polizia.
Di quella ventina di persone, solo una aveva un paio di sassi (niente bottiglie di benzina, niente fionde o biglie) e solo uno, dopo la manifestazione è stato fermato perché aveva una pala e aveva raccolto le manette e il manganello del poliziotto: ma non stava dandoglielo in testa al poliziotto.

Le dichiarazioni di Maroni appaiono come dichiarazioni vergognose. Capisco se lui fosse riuscito ad arrestare quelli che davano fuoco ai mezzi della Polizia di Stato, ma è mia convinzione che quel gruppo, ripreso dall’elicottero, era un gruppo della Polizia di Stato o un gruppo di persone organizzate e assoldate dalla Polizia di Stato o dai servizi segreti (come altri che si aggiravano per la manifestazione).
Sembrano le dichiarazioni del ministro dopo il massacro al G8 di Genova.
Anche lui vuole il massacro per il massacro: gli piace tanto visto che con la riforma Gelmini sta sparando nella testa degli studenti per i propri interessi.


Scontri Roma, Maroni: "Non condivido rilascio"Alfano invia ispettori, è scontro con l'Anm
Il ministro dell'Interno riferisce al Senaro. Critica il ritorno in libertà dei ragazzi fermati durante gli scontri del 14 dicembre a Roma: "Pericolo reiterazione". Alfano dispone accertamenti sui rilasci, il sindacato delle toghe:"Interferenza indebita". La proposta: estendere il 'daspo' alle manifestazione di piazza


ROMA - Anche la voce del ministro dell'Interno Roberto Maroni si unisce al coro delle polemiche animate dal centrodestra sulla scarcerazione dei ragazzi fermati 1 a Roma durante gli scontri del 14 dicembre 2. Il titolare del Viminale riferisce in Aula al Senato, presente anche il collega della Difesa Ignazio La Russa, critica il rilascio dei giovani e rimanda al mittente le ipotesi (come quella formulata dal capogruppo Pd a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro) sulla presenza di infiltrati alla manifestazione: "Un'illazione destituita di fondamento e gratuitamente offensiva". Intanto è scontro fra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e l'Anm: il Guardasigilli ha deciso di inviare ispettori per accertamenti sui rilasci, e il sindacato delle toghe replica: "Un'interferenza indebita". Il ministro risponde: "Io sto dalla parte dei cittadini". E arriva la proposta del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano di estendere il 'daspo' (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) alle manifestazione di piazza, "per contare - spiega Mantovano - su uno strumento in più sul piano della prevenzione" che "permette di conoscere preventivamente, e non sulla base di mere informative, i soggetti da tenere distanti dalla piazza, nell'interesse stesso dei manifestanti con intenzioni pacifiche".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/politica/2010/12/17/news/maroni_scontri_evitate_conseguenze_pi_gravi-10311452/?ref=HRER2-1

Fa ridere la proposta di Mantovano, se non fosse un atto criminale: impedire di manifestare le idee politiche, religiose o sociali, è un attentato alla Costituzione. Se qualcuno fa dei reati viene processato dalla magistratura che accerta i fatti non certo da uno come Mantovano o Maroni che sono nel governo con personaggi di questo tipo:

L'Aquila: terremoto e G8, Verdini e Fusi indagati Procura antimafia notifica conclusione indagini
Per il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio ''Federico II', verrà chiesta al gip l'archiviazione. L'ipotesi di reato è abuso d'ufficio


L'AQUILA - La Procura distrettuale antimafia dell'Aquila ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e al presidente dimissionario della Btp, Riccardo Fusi, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la ricostruzione dell'Aquila e del G8. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari è l'atto che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Esce di scena il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio ''Federico II'', per la cui posizione la Procura distrettuale - secondo quanto si è appreso - chiederà al gip l'archiviazione. L'inchiesta - con l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio - era stata avviata dalle intercettazioni telefoniche acquisite nell'ambito delle indagini della Procura di Firenze sugli appalti per i Grandi eventi e per il G8 della Maddalena. Dalle telefonate sarebbe emerso che Verdini avrebbe tentato, utilizzando le amicizie politiche, di inserire negli appalti aquilani e del G8, poi svoltosi all'Aquila, il Consorzio Federico II del quale fa parte anche la Btp di Fusi. A pesare sulla richiesta del pm sarebbe stato il vecchio rapporto di affari e amicizia tra Fusi e Verdini ai tempi in cui quest'ultimo era presidente del Credito Cooperativo fiorentino.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/17/news/terremoto_e_g8-10337894/?ref=HRER1-1

E’ da questo tipo di personaggi che Roberto Maroni, in qualità di ministro degli interni dovrebbe difendere i cittadini. Dovrebbe avere più rispetto per i cittadini che protestano anziché farli massacrare da una banda armata.
La Costituzione parla del : “Diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi”. Ricordo che le sole persone armate in piazza a Roma era la Polizia di Stato la cui presenza era illegale in quanto aveva la funzione di aggressione alla libertà di manifestazione dei cittadini e i pestaggi gratuiti fatti da uomini armati in divisa lo dimostrano.

Usare le leggi per le proprie vendette o per impedire alle persone di manifestare il loro pensiero è un atto criminale che quando viene messo in essere da individui all’interno delle Istituzioni assume il carattere di azione terrorista con finalità di eversione dell’ordine democratico.
Se è comprensibile il delirio psichiatrico di Daniele Pelliciardi, non è comprensibile il delirio criminale di Mantovani o Maroni.



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17 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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