Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

domenica, novembre 20, 2011

Mario Monti: rasoio elettrico o polmone artificiale.

Perché il Governo Monti ha suscitato tante aspettative?
Nessuno lo ha detto. Tutti hanno elogiato la “sobrietà”, ma hanno evitato di dire in che cosa consiste la sobrietà se non per sottolineare che nel Governo Monti vige la regola data ai ministri di non parlare delle cose da fare se non quando il farle è in corso d’opera; di presentarsi alle Commissioni Parlamentari; di parlare, eventualmente, a mercati chiusi (dopo le ore 17.30) e di parlare della propria attività senza interferire nell’attività dei colleghi ministri.

A coloro che affermavano “possiamo staccare la spina quando vogliamo”, Mario Monti ha chiesto di definire in maniera diversa “la forte dipendenza dell’esecutivo dal Parlamento” perché, in caso contrario, avrebbe dei problemi nello stabilire se il suo governo è un rasoio elettrico o un polmone artificiale.
In sostanza, Mario Monti ha detto al Parlamento: “Non sappiamo bene se siamo quelli che devono mettere in atto tagli a raffica nel paese o se siamo quelli che devono mantenere il paese agonizzante.”
Se avete osservato, quando lo diceva, aveva delle esitazioni. In realtà cercava degli esempi simbolici appropriati per usare un “linguaggio appropriato” che non si prestasse all’uso di una propaganda giornalistica fuorviante. Stava PENSANDO non solo a ciò che voleva dire, ma a come dirlo rendendo difficoltosa l’interpretazione di quanto diceva a giornalisti che si sono distinti per disinformare o per il loro interesse nel suscitare allarme.

Questo governo è formato da cattolici. La storia di ognuno dei componenti il governo conferma che sono cattolici.
Sono cattolici che seguono i valori del crocifisso o sono cattolici che piegano i valori del crocifisso alla Costituzione della Repubblica? Se dovessimo chiederlo, ognuno dei ministri non avrebbe dubbi su cosa rispondere. A noi non interessano le risposte verbali, il loro pensiero noi lo deduciamo dalle loro azioni, dai loro provvedimenti. Sono i provvedimenti che prenderanno che distinguono il “cattolico adulto”, quello che pratica i valori costituzionali immaginandoli come valori del crocifisso, dal “cattolico infantile”, quello che impone i valori del crocifisso ai cittadini affinché non fruiscano dei valori e dei diritti Costituzionali. Questo distingue un buon ministro da un cattivo ministro della Repubblica anche se cattolico.

Questo governo ha fatto saltare il principio fondamentale che guidava il governo Berlusconi: il governo del bunga-bunga. Iniziato con “facciamo un po’ di bunga-bunga”, ha finto per fare solo bunga-bunga e ha nominato ministri, sottosegretari e parlamentari partendo dalla legittimazione del bunga-bunga come metodo di relazioni politiche, sociali, economiche e internazionali. Ha iniziato con “la crisi economica è solo psicologica” con la “crisi economica è superata” e con “la crisi economica è alle spalle” continuando con “ne usciremo meglio di altri” in un continuo bunga-bunga che non ha permesso di aggredire i problemi che si presentavano, ma, in compenso, venivano aggrediti i principi Costituzionali al fine di garantire i bunga-bunga. Si è passati dalla legge sul “federalismo fiscale” che ha depauperato le casse degli enti locali, alla legge sulla “sicurezza” che ha portato alla costruzione di campi di concentramento e che è stata in più parti cancellata dalla Corte Costituzionale Italiana e dalla Corte Costituzionale Europea, al Lodo Alfano che minava alla base l’articolo 3 della Costituzione. Tutto all’insegna del bunga-bunga. In sostanza, Silvio Berlusconi non governava l’Italia nel suo ruolo di Primo ministro, ma dominava l’Italia nel suo ruolo di padrone partendo dal presupposto che le cose sarebbero andate bene lo stesso e che il bunga-bunga gli avrebbe garantito un ampio consenso elettorale (Tanto da fargli dire che avrebbe costituito il partito politico “Forza Gnocca”).
Dove sta l’origine dell’idea di governo di Silvio Berlusconi? Lo ha detto più volte Tremonti: nella bibbia. Per Tremonti la bibbia era la guida dell’economia. E Silvio Berlusconi, Bossi e Tremonti, praticavano il principio di Paolo di tarso:

“Considerate, o fratelli, la vostra chiamata: tra voi non ci sono molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili. Ma dio ha scelto gli ignoranti del mondo per confondere i sapienti; di più, dio ha scelto quelli che nel mondo non han poteri, per far vergognare i forti; anzi fra le persone del mondo, dio ha voluto scegliere quelle di umili natali, disprezzate, tenute in nessun conto, come non fossero; per ridurre a nulla coloro che sono; affinché nessuno si possa vantare davanti a dio.” Epistola ai Corinti Paolo di Tarso (1, 26-28)


Questa era l’origine dell’idea con cui è possibile “governare” istituzionalizzando i bunga-bunga di Silvio Berlusconi. Si pratica il bunga-bunga che tanto il mondo va avanti per provvidenza divina e, finalmente, gli ignoranti riescono a confondere i sapienti. Effettivamente ci sono riusciti: gli ignoranti hanno confuso i sapienti al punto tale che i “sapienti”, per far carriera universitaria, hanno dovuto o adeguarsi all’ignoranza alla Silvio Berlusconi o nascondere l’esercizio del loro sapere e della loro intelligenza entro ambiti culturali circoscritti. Chi usava la propria intelligenza per affermare sé stesso nella società diventava, per molta stampa e per le Istituzioni rette da ignoranti, il nemico presuntuoso al quale era necessario stroncare la carriera per ridurli a nulla affinché nessuno di loro si possa vantare davanti a dio (cioè all’ignoranza personificata).
L’applicazione dei vangeli come metodo con cui affrontare le esigenze della società moderna ha portato, prima alla crisi economica, poi all’isolamento internazionale dell’Italia e infine ha portato ad una seconda fase di crisi economica in cui veniva messo in discussione l’intero sistema paese Italia. In tutto questo solo il Vaticano e gli interessi mafiosi, a vari livelli, prosperavano.





Foto: Corrado Passera alle Infrastrutture. Riuscirà a riportare gli affari nella legalità democratica?





Il governo Monti, per la prima volta dal 1948, è un governo prettamente POLITICO. Il governo Monti risolve quella dualità, pseudo mafiosa, in cui si erano rifugiati i partiti politici. Cos’è la destra e che cos’è la sinistra? Lo ha detto Bersani: sono due cose diverse. La diversità sta nella diversa attenzione per la situazione sociale nel presente, non nella progettazione ideologica di un futuro anche se questa progettazione ideologica va articolata e adattata al presente. Siamo abituati a considerare destra chi mette tiket sanitari e sinistra chi fa pagare più tasse ai più ricchi. Chiamiamo sinistra ciò che è aperto e tollerante e destra ciò che tende ad un assolutismo. Non siamo abituati a pensare come destra e sinistra le motivazioni per le quali viene fatto pagare il tiket sanitario o le tasse ai ricchi. Non siamo abituati a classificare le azioni per le modificazioni che producono o per gli effetti che hanno. Questa nostra incapacità di essere cittadini è il frutto della manipolazione mentale infantile prodotta dalla chiesa cattolica che non ci ha permesso di criticare Giulio Tremonti quando affermava che per intervenire nell’economia serviva bibbia e vangeli.
Cosa si intende per destra e sinistra, è ben rappresentato nei vangeli. Prendiamo l’esempio del fico maledetto. Lo prendiamo nelle due versioni, quella di destra e quella di sinistra. Entrambe le versioni (prendiamo quella di Matteo e quella di Luca) si diversificano nell’oggi, non nel domani:

La visione di destra di Gesù:
La mattina dopo tornando in città ebbe fame (Gesù). E visto un fico lungo la strada, gli si avvicinò, ma non trovandovi altro che foglie, disse: "Da te non nasca mai più frutto in eterno!". E subito il fico si seccò. I discepoli nel veder questo, rimasero stupiti ed esclamarono: "Come mai questo fico si è seccato all'istante?". Gesù rispose dicendo loro: "In verità vi dico: se avrete fede e non esiterete, farete non solo come è stato fatto a questo fico, ma quand'anche diciate a questo monte: "Levati di là e gettati in mare", sarà fatto. Tutto ciò che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete". Matteo 21, 18-22

La visione di sinistra di Gesù:
Disse (Gesù) pure questa parabola: "Un uomo aveva un fico piantato nella sua vigna. Andò a cercare il frutto, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco sono già tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico e non ne trovo; taglialo! Perché deve occupare il terreno inutilmente?". Il vignaiolo gli rispose: "Signore, lascialo ancora quest'anno, per darmi il tempo di scavar tutt'attorno e mettergli del concime; se farò dei frutti, bene; se no, lo taglierai"". Luca 13, 6-9

L’atteggiamento dei partiti politici è definito di destra se si comporta come Gesù in Matteo 21, 18-22 dove chi non fa ciò che vuole il governo viene ammazzato o incarcerato (l’uso della galera e della repressione è una caratteristica dei governi di destra). L’atteggiamento dei partiti politici è definito di sinistra quando si comporta come Gesù in Luca 13, 6-9.
La differenza è nell’oggi: un atteggiamento più repressivo, che chiamiamo destra; un atteggiamento meno angosciante e violento (soprattutto nell’immediato) che chiamiamo sinistra,
Se però noi consideriamo i due atteggiamenti in funzione della società, osserviamo che l’azione nel presente è diversa, ma le finalità che si prefiggono sono uguali: l’annientamento di chi non fa ciò che vuole il padrone; in questo caso i partiti politici che si identificano con Gesù padrone. Sono i modi diversi con cui viene imposto il terrore ideologico di Gesù nelle società.
Questa logica ha caratterizzato tutta la politica nazionale italiana dal 1948 al 2011 favorita da un continuo sviluppo economico e da condizioni sociali capaci, comunque, di assorbire le spinte più distruttive ed assolutiste che venivano imposte dai partiti alla società civile.
Quando nel 2008 la crisi si presenta nella forma di trasformazione della struttura economica mondiale con ridistribuzione su scala mondiale delle ricchezze, la situazione economica e sociale in Italia precipita. Il giochino di destra e sinistra nell’agire nei confronti dei cittadini, come se fossero tanti fichi maledetti, non funziona più. Fintanto che i l fico maledetto è composto da un numero limitato di categorie sociali con un numero contenuto di cittadini, il gioco regge, ma quando la crisi trasforma l’80% dei cittadini in fichi maledetti e promette di trascinare nella difficoltà altri fico maledetto che oggi vive nel benessere, l’intera dualità dei vangeli deve essere spazzata via.

E qui entra in gioco il Governo di Mario Monti.
Gli intellettuali, spazzati via dall’ignoranza di Umberto Bossi, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, ritornano sotto forma di “tecnici” per spazzare via “gli ignoranti del mondo” scelti dal dio padrone per confondere i sapienti. Quegli intellettuali che sono stati aggrediti nel tentativo di ricondurre la società civile in una forma di ignoranza diffusa alla “de Filippi” devono riprendersi il loro spazio nella società. Come dopo la crisi del 2008 l’economia mondiale non sarà mai più come prima, così dopo il governo Mario Monti, fare politica non sarà mai più come i bunga-bunga di Silvio Berlusconi. Essere al servizio dello Stato che è al servizio dei cittadini è la novità introdotta, fin dal primo apparire, da Mario Monti in contrapposizione all’uso dello Stato per facilitare i propri bunga-bunga introdotta da Silvio Berlusconi.
Mario Monti dovrà agire su una situazione economico-sociale disastrosa. Un disastro costruito dall’ignoranza sociale, dall’ignavia e dalla perfidia di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e compagni.
Per sistemare e salvare dal disastro l’Italia saranno necessari salassi economici che Mario Monti dovrà fare con intelligenza se vuole continuare ad agire (quel concetto di equità dovrà essere ben presente e ben presentato).
Dopo Mario Monti i Cota, i Zaia, i Salvini non avranno più spazio sociale. Tanto meno i Sacconi, i Brunetta, la Carfagna, la Gelmini o la Brambilla. Non sarà più consentito governare con la stupidità né con la figa.
Un’altra cosa che salteranno sarà l’uso delle relazioni mafiose per la gestione dell’economia. Dalla P3 e P4, ai gentiluomini di “sua santità”, agli appalti all’amico dell’amico. Questo sottobosco mafioso che tanto ha inquinato l’economia sarà spazzato via. E’ il senso della presenza di Passera nel governo di Mario Monti. La grande finanza non può tollerare la mafia diffusa nella società anche se non si tratta di mafia alla Provenzano, si tratta di un tipo di relazioni mafiose che, di fatto, altera in maniera anomala il sistema economico sottraendo molti miliardi di euro alle banche e al capitale finanziario. In ultima analisi, all’intera società civile.
Il governo Mario Monti, anche se fino ad ora non ha fatto nessun provvedimento, altera quella che è stata, negli ultimi 60 anni, la divisione fra destra e sinistra e, se sarà coerente, dovrebbe riportare la formazione delle leggi e le relazioni fra esecutivo e potere legislativo nell’ambito delle norme Costituzionali. La debolezza del governo di Mario Monti nei confronti del Parlamento è una garanzia di rispetto delle regole perché può acquisire potere solo dal rispetto delle regole Costituzionali.
Per questo motivo Mario Monti ha affermato che il suo governo non è né un rasoio elettrico che taglia a raffica in una situazione di grave crisi economica, né un polmone artificiale che fa sopravvivere una situazione sociale ed economica moribonda.
I partiti politici, per sopravvivere a Mario Monti, dovranno sviluppare un’ideologia capace di definire un futuro sociale.
Un futuro sociale che da un lato impedisca agli “gli ignoranti del mondo” di riprendere il controllo della società e dall’altra parte progettare un futuro diverso che non sia l’annientamento della società civile in funzione di un dominio che viene eufemisticamente chiamato “Istituzionale”.
Se io dovessi suggerire qualche cosa, suggerirei di mettere al centro del proprio programma politico la questione dell’infanzia. Ma dubito che i partiti politici siano in grado di farlo in quanto i bambini non votano e la chiesa cattolica non permette che qualcuno le impedisca di stuprare bambini. Sta di fatto che il dopo Mario Monti non sarà né degli ignoranti né di chi ha lavorato per annientare la società maledicendola come il fico che non si prostra dandogli i fichi quando e come il padrone Gesù vuole.
Le montagne non si buttano a mare con la fede, ma con uomini che usano il piccone. Così una società non nasce per fede, ma per l’attività di uomini impegnati, generosi, intelligenti, laboriosi, che ne edificano norme e contenuti psichici finalizzati a preservare il futuro dei loro figli.






Foto: Giuramento francesco Profumo alla Pubblica Istruzione. Intellettuale cattolico: sottometterà la scuola pubblica al dio padrone?


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20 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì, ottobre 28, 2011

James Hillman se né andato. Ha rifiutato l'accanimento terapeutico ed è entrato nell'Olimpo.

Foto: in onore del suo ultimo libro: "La giustizia di Afrodite"


E’ morto James Hillman: UN GRANDISSSSSSSIMO!



E’ morto l’uomo che ha spiegato alla psicoanalisi come gli Dèi siano l’essenza dell’uomo e come le malattie spesso sorgano nell’uomo proprio attraverso la negazione degli Dèi che da dentro di lui tendono ad uscire per esprimersi nel mondo.
Ricordo quel giorno che scopersi Hillman e che lo usai come conferma per quello che stavo dicendo in radio.
Hillman ha spiegato alla psicanalisi come gli antichi Dèi erano espressioni “dell’anima” delle persone e come le loro storie non erano altro che le storie degli uomini nel loro cammino per trasformarsi in Dèi.
Quando io guardo la mia biblioteca, Hillman ha un posto particolare anche se i suoi libri sono sparsi fra altri. Non è solo il suo “Saggio su Pan” che molti che chiamano sé stessi Pagani hanno letto. C’è “Il sogno e il mondo infero” che mi ha permesso di vedere Ade. “L’anima del mondo e il pensiero del cuore” in cui dice: “Si tratta di dare valore all’anima prima che alla mente, all’immagine prima che al sentimento il che impone a rinunciare ai giochi di soggetto-oggetto, destra-sinistra, interno-esterno, maschile-femminile, immanenza-trascendenza, mente-corpo” in modo che l’emozione, trattenuta da quelle sacre reliquie possa infrangere quei vasi e tornare a fluire nel mondo”. (dalla quarta di copertina dell’edizione Adelphi)
Non è forse ciò che sosteniamo dal 1985 nel Libro dell’Anticristo?
Uscire dalla dualità delle categorie monoteiste per veicolare ciò che siamo nel mondo per costruire ciò che possiamo diventare.
Nella mia libreria, di Hillman, c’è “Il terribile amore per la guerra” l’unico saggio di Hillman in cui ho avuto l’onore di trovare un errore: l’idea che sviluppava l’attribuiva ad Ares anziché ad Efesto. Ma non era un errore, era la forma di un concetto che tutti i Pagani condividono.
Nella mia libreria c’è “La vana fuga dagli Dèi” in cui Hillman dimostra che quando gli uomini fuggono agli Dèi, gli Dèi, negli uomini, si trasformano in malattia. Se non vuoi aver a che fare con gli Dèi nella vita quotidiana, dovrai aver a che fare con gli Dèi dentro di te nella forma di malattia, deterioramento del fisico e della psiche.
E, infine, voglio citare “La forza del Carattere” in cui l’invecchiamento disvelava il carattere dell’individuo forgiato nel corso della sua vita.
Riporto la notizia della sua morte:


Morto a 85 anni il filosofo James Hillman
Adelphi prepara raccolta dei libri piu' amati dallo psicanalista e pensatore statunitense
28 ottobre, 15:27

ROMA - Una raccolta dei libri che piu' amava: questa la novita' che Adelphi ha in preparazione per Natale in ricordo di James Hillman, lo psicanalista e filosofo statunitense morto ieri a 85 a anni a Thompson, in Connecticut.
''Anche se era in preparazione da tempo - raccontano dall'Adelphi che ha pubblicato una decina dei suoi libri - questa sorta di strenna, curata da Paolo Pampaloni e Marco Ariani, offrira' al lettore italiano una chiave in piu' per comprendere la profondita' e la complessita' del pensiero di Hillmann''.
Nato nel 1926 ad Atlantic City, Hillman era malato da tempo, ma ha respinto le cure piu' invasive pur di conservare la sua lucidita' e liberta' di giudizio. Psicologo analista di formazione junghiano, nel 1970, arrivando alla direzione della 'Spring Pubblications', avvio' una revisione del pensiero di Jung in particolare per quanto riguarda la teoria degli 'archetipi'.
Hillman porto' l'analisi fuori da un rapporto a due medicalizzato concentrandosi invece su ''due nuovi centri dinamici'': l'anima e l'archetipo. Di Hillman in Italia sono stati pubblicati numerosi libri e non solo di Adelphi: tra questi, 'Il suicidio e l'anima' del 2010, 'Saggio su Pan' del 1982, 'Re-visione psicologia' del 1992, 'L'anima del mondo' del 2004 (Bur con Silvia Ronchey).
Tratto:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2011/10/28/visualizza_new.html_646683353.html


Hillman se né andato, ma non dopo averci dato l’ultimo suo lavoro: “La giustizia di Afrodite”.
Senza Hillman avrei fatto molta più fatica a spiegare la Religione Pagana, ma con Hillman ero forte. Eravamo forti io e Francesco a rintuzzare per radio le farneticazioni dei cattolici che vivevano le malattie psichiche dopo aver cacciato gli Dèi dalla loro vita per legittimare la loro sottomissione psichica al loro dio padrone.
Noi non ringraziamo Hillman per quello che ha fatto, lo ripaghiamo facendo a nostra volta, consapevoli che ora siamo un po’ più soli sul sentiero della costruzione della Religione Pagana.


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28 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
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martedì, ottobre 18, 2011

Giulio Andreotti travolto dal vomito; Cossiga fulminato, De Gasperi e Aldo Moro: bestemmiatori contro la Costituzione, puniti dalla vita.

Per questo non dobbiamo meravigliarci se tanti sono gli affanni che ci opprimono. L’uomo si scaglia contro il cielo, e il cielo risponde da par suo. Ecco le pagine della storia:
De Gasperi bestemmia contro l’Italia, incita a macellare i romani con bombardamenti indiscriminati, bestemmia contro la Costituzione della Repubblica, tentando di imporre la legge truffa e muore disprezzato come un adoratore dell’odio cristiano.
Il pedofilo Wojtyla bestemmia contro i bambini favorendone lo stupro, e muore disperato per l’odio che ha seminato.
Giulio Andreotti ha tentato colpi di Stato e usato la mafia contro la Costituzione della Repubblica e muore travolto, giorno dopo giorno nel proprio vomito e nelle proprie feci.
Amintore Fanfani bestemmia contro la Costituzione della Repubblica ingiuriando i cittadini e muore in esilio dalla politica e in disprezzo per la sua vigliaccheria.
Aldo Moro bestemmia la Costituzione aiutando e coprendo tentativi di colpi di stato, aiuta la chiesa cattolica a stuprare bambini, e muore d’un colpo mentre sghignazza sulla pubblica via , alla testa dei suoi protettori.
La Barbera tortura i cittadini e bestemmia contro la Costituzione, e,dopo una vita infelice, muore di un cancro al cervello.
Francesco Cossiga bestemmia la Costituzione e tortura i cittadini alimentando l’odio sociale in mezza Europa, e la vita lo colpisce proprio al cuore e lo fa crepare di arteriosclerosi cardiaca.
Craxi, Scelba, Pertini, Berlinguer... bestemmiatori della Costituzione, hanno fatto una misera fine!
Tutti i bestemmiatori impenitenti son destinati a perire miseramente!
Anche oggi?...
Fra vermi e nel suo vomito morirà anche il criminale Ratzinger che bestemmia contro la famiglia e l’infanzia?
Antonio di Pietro incita ad una nuova “legge Reale” per poter torturare i cittadini che non si mettono in ginocchio: morirà roso dai vermi?
Come saranno puniti i poliziotti torturatori che hanno macellato i cittadini sulla pubblica piazza e nelle loro caserme?



Il Quaresimale Quotidiano edito dalla chiesa cattolica, a firma di padre Ermanno Gaiga nel 1955 dall’Editrice Scuola Apostolica di Vicenza nel 1955 consiglia, ed è messo tra parentesi, di continuare su questa linea:

(consiglio riportare qui alcuni fatti del momento, che si possono ricavare da giornali e riviste: son d’un effetto straordinario, e poi concludere)
La bestemmia è la pietra scagliata contro la Costituzione che, ricadendo, colpisce inesorabilmente chi l’ha lanciata! E se così severamente viene punita dalla vita gli atti della distruzione nella società civile, ciò vuol dire la distruzione del futuro dei cittadini è un’iniquità enorme ed inqualificabile.

NOTA per il criminale De Gasperi:
1) Nel 1954 Giovanni Guareschi pubblicò sul giornale umoristico Candido due lettere attribuite a De Gasperi datate 1944. Queste lettere erano indirizzate al generale Alexander di base al Comando Alleato di Salerno, avevano l'intestazione della Segreteria di Stato Vaticano e arrecavano, sotto, la presunta firma di De Gasperi. Ben due notai di Locarno in Svizzera comparandola con la firma vera dello statista ne attribuirono la paternità a De Gasperi senza ombre di dubbio. In questi documenti, De Gasperi avrebbe chiesto agli Angloamericani di bombardare la periferia della città di Roma, al fine di demoralizzare la popolazione ed indurla ad atti ostili contro i tedeschi. Guareschi venne condannato per diffamazione e passò un anno e mezzo in carcere che volle scontare interamente, sebbene gli prospettarono il perdono nel caso avesse ritrattato, ma lui non volle compromettendo la sua salute. Al processo De Gasperi non si presentò mai per smentire quelle lettere e i giudici non richiesero nessuna perizia calligrafica. In diverse occasioni è stato detto, a torto , che Guareschi dichiarò di essersi sbagliato ma questa dichiarazione fu smentita dallo stesso Guareschi e dagli stessi figli categoricamente!
Nota tratta da Wikipedia

Il testo originale, non parafrasato e attualizzato, del Quaresimale Quotidiano della chiesa cattolica del 1955 ha il nulla osta per la stampa da parte del frate cattolico Eutimio Catazzo dell’Ordine dei Frati Minori (O.F.M.), dal frate Modestus Bortoli dell’Ordine dei Frati Minori, dal prete cattolico Petrus de Boni con la qualità di Censore ecclesiale ed ha l’imprimatur Franciscus Snichelotto.

Pagina 85
Per questo non dobbiamo meravigliarci se tanti sono gli affanni che ci opprimono. L’uomo si scaglia contro il cielo, e il cielo risponde da par suo. Ecco le pagine della storia:
Faraone bestemmia iddio, e finisce col suo esercito nel mar rosso.
Il gigante Golia bestemmia dio, e david fanciullo gli fracassa il cranio con una pietra.
Oloferne bestemmia il cielo, e una giovane donna gli recide la testa.
Antioco bestemmia il cielo, e muore corroso dai vermi.
Giuliano l’apostata bestemmia dio e la sua madre santissima, e muore d’un colpo mentre sghignazza sulla pubblica via , alla testa dei suoi aderenti.
Nestorio bestemmia dio, e,dopo una vita infelice, muore in esilio.
Lutero bestemmia dio e stacca dal seno della chiesa cattolica mezza Europa, e dio lo colpisce proprio al cuore e lo fa crepare di arteriosclerosi cardiaca.
Voltaire, Renan, Harnak... bestemmiatori i dio, hanno fatto una misera fine!
Tutti i bestemmiatori impenitenti son destinati a perire miseramente!
Anche oggi?...
(consiglio riportare qui alcuni fatti del momento, che si possono ricavare da giornali e riviste: son d’un effetto straordinario, e poi concludere),
La bestemmia è la pietra scagliata contro il cielo che, ricadendo, colpisce inesorabilmente chi l’ha lanciata! E se così severamente viene punita da dio, ciò vuol dire che è un’iniquità enorme ed inqualificabile.
Quaresimale quotidiano pag. 85

Raramente i cittadini hanno consapevolezza d’uso dell’articolo 3 della Costituzione. Sono costretti dalla chiesa cattolica a mettersi in ginocchio davanti al dio padrone e sono costretti ad accettare passivamente cose costituzionalmente odiose e criminali come il magnificat recitato dalla puttana (nel senso più dispregiativo) della loro madonna al fine di distruggere la struttura psicologica e morale della donna nella società civile. I metodi di propaganda della chiesa cattolica sono quelli finalizzati ad istillare l’odio per chi non si mette in ginocchio davanti al loro dio assassino e il disprezzo per la vita civile e la Costituzione della Repubblica. Questi metodi di odio della chiesa cattolica diventano comprensibili solo se si rivolgono contro la chiesa cattolica e i suoi accoliti.

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18 ottobre 2011
Claudio Simeoni
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sabato, ottobre 15, 2011

Finalmente decurtate le spese per Carabinieri e Guardia di Finanza (speriamo che comprenda anche la Polizia di Stato)



Finalmente si inizia a decurtare gli stipendi dei picchiatori.
Si sono sempre pensati al di sopra dei cittadini e hanno manganellato solo per il piacere di manganellare: massacrato solo per il piacere di massacrare i cittadini grazie a magistrati che sono sempre stati loro complici salvo quando proprio non ne potevano fare a meno (come a Genova).
I Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno stipendi da ricchi eppure, anziché rispettare le leggi, spesso le violano specialmente quando sono davanti a cittadini fragili ed indifesi che chiedono giustizia.
Riporto la notizia.

Via libera Cdm a Legge stabilita'
Berlusconi annuncia tagli dolorosi per ministeri
14 ottobre, 21:14

ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri alla legge di Stabilita' e al rendiconto per il bilancio dello Stato dell'anno 2010.
TAGLIO 2 MLN A GDF E CARABINIERI - Taglio di due milioni per l'anno prossimo per le spese di vitto per il personale dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza impegnato in servizio d'ordine fuori sede. E' quanto prevede la bozza di legge di stabilità in ingresso al Cdm.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/10/13/visualizza_new.html_672390192.html

Anche a Venezia la Polizia di Stato, nelle migliori tradizioni di Pietro Calogero e Carlo Mastelloni, al fine di attentare alla Costituzione e impedire ai cittadini di manifestare il loro pensiero, non ha esitato a macellare i cittadini per i propri profitti. Mi auguro che la decurtazione per le spese di vitto si applichi anche a loro.
E’ corretto che si inizi a contenere i lauti stipendi che percepiscono.

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15 ottobre 2011
Claudio Simeoni
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lunedì, luglio 18, 2011

Mario Cal il criminale che ha distrutto la sanità pubblica in nome del crocifisso: si è sparato.

Nelle foto Don Verzé e Silvio Berlusconi: chi paga oggi i ticket sanitari?

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Si è sparato il vigliacco. Quello che ha contribuito a distruggere la sanità in Lombardia. Quello che ha sottratto fondi alla sanità pubblica. Quello che con Silvio Berlusconi proclamava “In tre anni elimineremo il cancro” e ancora “vivremo fino a 120 anni”. Quel criminale di Don Verzé che ha sottratto miliardi agli italiani contribuendo a costruire il buco economico che ora viene ripianato da Silvio Berlusconi con ticket degni di una vera e propria rapina dalle tasche degli italiani. Quel Don Verzé che per rapinare gli italiani ha avuto la complicità di Massimo Cacciari che si spacciava di “sinistra” per truffare i cittadini. Questa mattina Mario Cal, braccio destro di Don Verzé al San Raffaele si è sparato: ammissione di attività criminale con cui, grazie alla complicità del presidente della Regione Lombardia Formigoni, ha rapinato gli italiani.
Riporto la notizia:


IL CASO
Milano, suicida il vice di don Verzè
un colpo di pistola al San Raffaele
Il braccio destro del fondatore si è tolto la vita nel suo ufficio all'interno dell'ospedale

A Milano si è tolto la vita Mario Cal, numero due di don Luigi Verzè al San Raffaele. Nei giorni scorsi era stato ascoltato come testimone, in Procura, per la vicenda del maxi buco che ha coinvolto la struttura sanitaria milanese. La convocazione di Cal in Procura aveva segnato l’apertura di un nuovo e delicato fronte per il San Raffaele.

Cal ha esploso un colpo di pistola, intorno alle 10.30, nel suo ufficio al San Raffaele, dove è stato immediatamente ricoverato in condizioni disperate è deceduto poco dopo.

tratto da:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/18/news/milano_suicida_il_vice_di_don_verz-19267715/


Come ogni cristiano: scoperta l’attività criminale non ha avuto il coraggio di affrontare le conseguenze dei suoi atti. Ha visto solo la disperazione di quel crocifisso che con tanta violenza criminale ha imposto su persone indifese forte dell’attività di terrore di Istituzioni che sono venute meno ai loro doveri Istituzionali.
Se ci può essere un po’ di compassione per la donna in depressione che si suicida dopo un parto, per questo criminale vale solo il disprezzo tanto da vivo quanto da morto perché ha distrutto la vita delle persone che ora saranno costrette a pagare i ticket sanitari per ripianare i danni che la sua attività ha provocato. Chiudere la struttura criminale del San Raffaele e iniziare a finanziare con maggior impegno la sanità pubblica e perseguire con maggior impegno la struttura mafiosa di Comunione e Liberazione al fine di riportare le Istituzioni all’interno dei doveri loro previsti dalla Costituzione: questa è l’unica soluzione.
Resta il disprezzo per questo vigliacco... e la comprensione per il dolore che ha provocato con la sua attività criminale.

Se non volete farvi ingannare, uscite dal crocifisso. Impadronitevi dei meccanismi sociali della crescita e della trasformazione dell’uomo nella società in cui viviamo.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=624447

Basta col terrorismo che porta le Istituzioni a sparare nella testa dei cittadini e i cittadini ad essere inconsapevoli del mondo in cui vivono.


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18 luglio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì, giugno 30, 2011

Ratzinger ribadisce l'ideologia naziste e le Istituzioni Italiane anziché ribadire i valori Costituzionali, sparano nella testa dei cittadini

L’odio sociale di Ratzinger altro non è che l’odio sociale espresso da Gesù nei vangeli e sostenuto, per fini di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, da individui che usano le Istituzioni come armi per disarticolare l’applicazione della Costituzione nella società civile.
Ratzinger, nel suo delirio di conquista del mondo in quanto rappresentante del dio padrone, ribadisce le parole di Gesù che, come tutte, hanno alimentato la propaganda nazista di Faulhaber e dei vescovi cattolici dell’epoca (allora come ora). Quali sono le parole, ma soprattutto, il senso ideologico della norma dottrinale che Ratzinger ribadisce?
Proviamo a leggerla dai vangeli cattolici in frase prima e frase dopo:

“Nessuno ha amore più grande di chi sacrifica la propria vita per i suoi amici. Voi sarete miei amici se farete quello che vi comando. Non vi chiamo più servi perché il servo non sa quel che fa il padrone; vi ho chiamato amici perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal padre mio.” Giovanni 15, 13-15

La frase che regge tutto il discorso è questa: “Voi sarete miei amici se farete quello che vi comando.” In sostanza Gesù dice: “Io sono il vostro padrone, se voi volete che io sia vostro amico, dovete leccarmi la merda dal culo, dovete ammazzare tutti quelli che non si mettono in ginocchio davanti a me, dovete macellare i socialisti a san Giovanni Rotondo (padre Pio), ricattare gli induisti in India facendoli morire nella sofferenza (Teresa di Calcutta), massacrare gli Indios sudamericani, portare 200milioni di schiavi nelle Americhe, macellare i popoli europei, ecc. ecc.. Visto che fate quello che voglio io, che sono il vostro padrone, vi chiamerò miei amici: amici del padrone. Il braccio armato che fa la volontà di “dio”, mio padre!”

Il concetto sociale di schiavo, che la chiesa cattolica impone al concetto di cittadino della Costituzione della Repubblica che definisce cittadini le persone , ogni persona, in quanto portatori di diritti e di doveri, è un atto di eversione sociale che, una volta accondisceso da individui che rappresentano le Istituzioni, diventa attività di terrorismo nella società civile. Si trasforma in violenza con cui impedire alle persone di fruire della Costituzione della Repubblica mediante la trasformazione delle istituzioni in padrone dei cittadini ad imitazione del dio padrone della bibbia che ordina, indifferentemente, di scannare e di uccidere tutti quelli che non si mettono in ginocchio, dagli abitanti di Sodoma e Gomorra, all’intera umanità che distrugge col diluvio universale, all’odio religioso contro altre religioni fino a macellare i sacerdoti di Baal. Tutti quelli che sono i principi della Costituzione della Repubblica vengono aggrediti ed offesi dai principi dottrinali del criminale in croce che, spacciandosi per padrone, pretende di chiamare amici coloro che macellano e violentano i cittadini nella loro fruizione di diritti Costituzionali per il suo potere e la sua gloria.
Recita la Costituzione della Repubblica:

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” Art. 2 Costituzione Repubblica Italiana.





Non “amici perché obbedienti”, ma cittadini che fanno il loro dovere: un dovere che, nel dare solidarietà alle farneticazioni di Ratzinger, è stato disatteso da Giorgio Napolitano, Schifani e Fini.


La teoria della distruzione delle società civili che Ratzinger ribadisce di fronte all’organizzazione terrorista dei cardinali che, per essere chiamati amici, devono distruggere le società civili in nome del loro padrone è un vero e proprio attacco ai diritti Costituzionali degli italiani. Le idee strampalate ed eversive della chiesa cattolica, per concessione straordinaria della Costituzione della Repubblica Italiana le può avere purché siano nell’ambito ristretto della religione cattolica. Nel momento stesso in cui escono dall’ambito ristretto della chiesa cattolica, diventano incitamento alla sovversione dell’ordine Costituzionale. Dove l’unità invocata da Ratzinger è l’unità contro l’altro, il diverso, quello di diversa religione o ideologia in aperto disprezzo alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (nata contro il terrore cristiano) e della Costituzione Europea.
Chiediamoci chi è il cardinale Faulhaber dalle cui labbra Ratzinger pende.
Il cardinale Faulhaber di Monaco aveva già prestato servizio per l’imperatore austriaco come vescovo militare nella prima guerra mondiale e fu uno dei più ferventi sostenitori di Hitler. Il cardinale Faulhaber scrisse una lettera manoscritta ad Hitler in cui affermava:

“Lo diciamo con animo sincero: che Dio conservi al popolo il nostro Cancelliere del Reich.”

Anche se oggi i vescovi e i cardinali cattolici fingono di prendere le distanze dal nazismo (pur continuando a manifestarne l’ideologia con la complicità delle Istituzioni) allora tutti i cattolici e tutti i vescovi si riconobbero nell’attività nazista perché era assolutamente in sintonia con la dottrina di Gesù in quanto padrone delle persone. Ad esempio, essi pubblicarono una serie di scritti con la casa editrice Aschendorf di Munster in cui l’editore sul retro di questi libri cattolici scriveva:

“ deve servire alla costruzione del Terso Reich con le forze unite dello Stato Nazionalsocialista e del cristianesimo cattolico”

La citazione di Ratzinger è coerente con la volontà di disarticolazione della Costituzione della Repubblica Italiana come del resto fecero De Gasperi, Scelba, Rumor, Aldo Moro, Andreotti, Fanfani, ecc. e oggi i loro discendenti politici che fanno gli apprendisti nazisti della politica italiana. Nessun padrone ha mai sacrificato qualcosa per i suoi schiavi. L’ha venduta come propaganda ma sempre nella pretesa che i suoi schiavi fossero sottomessi: come i nazisti fecero con gli zingari, gli omosessuali, gli ebrei e i comunisti.
I politici sono consapevoli che l’ideologia nazista propugnata da Ratzinger non danneggia le loro carriere, ma danneggia la società civile. Così, anziché ribadire i principi Costituzionali contro l’odio cristiano propagandato da quel criminale in croce, preferiscono fare apologia al nazismo omaggiando il terrorista Ratzinger.
Sia Giorgio Napolitano, che Schifani, come Presidente del Senato, e Gianfranco Fini, come Presidente della Camera, ritengono l’ideologia del nazismo un “alto valore spirituale” al quale sottomettono i principi della Costituzione della Repubblica: chi sono dunque i terroristi e gli eversori dell’ordine democratico?
Riporto l’articolo delle farneticanti dichiarazioni di Ratzinger e della complicità alla quale uomini vuoti hanno piegato le istituzioni sottraendosi dai loro doveri di garantire il diritto Costituzionale nella società civile.



CITTA' DEL VATICANO
Benedetto XVI, 60 anni di sacerdozio
"Signore, aiutami a essere tuo amico"
Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, il Pontefice impone i "palli" a 40 arcivescovi e durante l'Angelus accenna alla sua personale ricorrenza. "Sento ancora risuonare le parole di Gesù pronunciate 60 anni fa dal cardinale Faulhaber: 'Non più servi ma amici'"


CITTA' DEL VATICANO - Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, Benedetto XVI compie 60 anni di sacerdozio. Una congiuntura di ricorrenze che rende speciale la giornata in Vaticano. Il Papa apre in San Pietro la messa solenne alla presenza di oltre 100 cardinali e del Patriarca di Costantinopoli per l'imposizione dei 'palli' a 40 arcivescovi. Ad altri cinque saranno consegnati nelle loro sedi metropolitane. Tra gli altri, ricevono il pallio anche l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, e quello di Catanzaro, Vincenzo Bertolone.
Ratzinger parla dei "pastori della Chiesa", i responsabili delle comunità locali, i vescovi. Debbono sempre orientare il loro comportamento al servizio e all'unità, dice il Papa, ricordando agli arcivescovi come proprio l'antichissimo simbolo del pallio, una stretta striscia di tessuto fatta con la lana degli agnelli, stia a significare anche "la comunione dei pastori della Chiesa con Pietro e con i suoi successori". "Significa - aggiunge Benedetto XVI - che noi dobbiamo essere pastori per l'unità e nell'unità e che solo nell'unità di cui Pietro è simbolo guidiamo veramente verso Cristo".
Durante l'Angelus, papa Ratzinger accenna ai suoi 60 anni di sacerdozio e viene in
interrotto a più riprese dagli applausi e dall'incoraggiamento dei fedeli. "A sessant'anni dal giorno della mia ordinazione sacerdotale - dice - sento ancora risuonare nel mio intimo queste parole di Gesù, che il nostro grande arcivescovo, il cardinale Faulhaber, con la voce ormai un po' debole e tuttavia ferma, rivolse a noi sacerdoti novelli al termine della cerimonia di Ordinazione: 'Non più servi ma amici'. In questa parola è racchiuso l'intero programma di una vita sacerdotale".
"Che cosa è veramente l'amicizia? - si chiede il Papa - Volere le stesse cose e non volere le stesse cose, dicevano gli antichi. L'amicizia è una comunione del pensare e del volere. L'amicizia non è soltanto conoscenza, è soprattutto comunione del volere. Significa che la mia volontà cresce verso il 'sì dell'adesione alla Sua' che 'non è per me una volontà esterna ed estranea, alla quale mi piego più o meno volentieri oppure non mi piego".
Oltre alla comunione di pensiero e di volontà, ricorda poi Joseph Ratzinger, "il Signore dà la sua vita per noi". "Signore - implora allora il Pontefice con voce commossa - aiutami a conoscerti sempre meglio! Aiutami ad essere sempre più una cosa sola con la tua volontà! Aiutami a vivere la mia vita non per me stesso, ma a viverla insieme con Te per gli altri! Aiutami a diventare sempre di più Tuo amico!".
Joseph Ratzinger compie dunque 60 anni di sacerdozio. Quale miglior testimone di suo fratello Georg, che quel giorno, il 29 giugno del 1951, era nel duomo di Frisinga a ricevere l'imposizione delle mani da parte del cardinale Faulhaber, arcivescovo di Monaco. In un'intervista pubblicata da Avvenire, Georg sottolinea che da allora Joseph Ratzinger "si è speso tutto per la sua vocazione". "Ha sempre incarnato la figura del pastore - continua Georg Ratzinger - che è per Dio e vuole introdurre gli altri alla sua conoscenza. Penso sempre che mio fratello possa essere un esempio, perché si è speso tutto per la sua vocazione e non ha mai posto innanzi le proprie preferenze personali. Il suo compito è per lui la vita".
Tantissimi i messaggi di auguri pervenuti al Papa. Spicca ovviamente quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Santità - scrive il capo dello Stato - mi è gradito rivolgerle, anche a nome del popolo italiano, il più sentito augurio per la fausta ricorrenza del sessantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, che felicemente coincide con la festa dei Santi Pietro e Paolo. L'occasione mi offre l'opportunità di rinnovarle l'espressione della mia alta considerazione per la luminosa testimonianza di profondi valori spirituali e morali e per l'incessante azione in favore della pace e del dialogo tra le nazioni che Ella autorevolmente conduce. Nei molti anni trascorsi a Roma, anche prima dell'elevazione al soglio pontificio, vostra Santità ha inoltre sempre manifestato particolare affetto e considerazione per la nazione italiana. E' in questo spirito che la prego, Santità, di accogliere i miei sentimenti di amicizia e profonda stima".
Il cardinale Bagnasco esprime "incondizionata fedeltà". Il presidente del Senato Renato Schifani ricorda "l'alto magistero a cui si ispira chi ricerca una giustizia duratura e una testimonianza autentica". E il presidente della Camera Gianfranco Fini sottolinea che "l'alto magistero del Pontefice, illuminato da una profonda forza morale e dalla costante opera di richiamo a tutela della dignità dell'uomo, dei principi di giustizia, di pace e di solidarietà tra i popoli, rappresenta un saldo ed insostituibile riferimento spirituale per l'intera umanità, alimentando la speranza e la fiducia di milioni di persone in un mondo migliore". Il governatore del Lazio, Renata Polverini, ringrazia Benedetto XVI per "il quotidiano impegno per la pace nel mondo", il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ricorda anche lo spendersi del Papa per il dialogo tra le etnie. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si dice "convinto di interpretare anche il sentimento dei cittadini romani che in questa lieta occasione desiderano testimoniare al Papa, vescovo di Roma, il proprio affetto e la propria sincera devozione".
(29 giugno 2011)


Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/29/news/benedetto_xvi_60_anni_di_sacerdozio-18398130/

Capisco che per Fini e Schifani il nazismo abbia incarnato principi di giustizia. Molte delle loro scelte e delle loro dichiarazioni pubbliche confermano questa idea di fondo che permane nel loro animo. Non è d’accordo la società internazionale. Solo che le affermazioni di Gianni Alemanno, che ritiene che le farneticazioni di odio nazista fatte da Ratzinger siano condivise dai cittadini, rappresenta un’ingiuria ai cittadini Italiani, alla Costituzione e al sangue versato per costruire quella Democrazia dei cui privilegi si serve per ingiuriare le Istituzioni.


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30 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì, maggio 27, 2011

Come Sivio Berlusconi organizza la sua politica: vuota di contenuti e piena di colpi di scena. Così umilia l'Italia davanti al mondo.

Nel vertice del G8 a Deauville i capi di Stato dovevano parlare della finanza mondiale.

Tutti meno uno: Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi è arrivato al G8 per ottenere una tribuna internazionale dalla quale poter declamare i propri problemi per i reati che ha commesso.Per riuscire ad ottenere il risultato che si prefiggeva, Silvio Berlusconi in pochi minuti ci ha dato l'esempio del come in questi anni ha fatto politica: zero idee sociali; zero idee politiche; affari personali; distruzione del patrimonio nazionale; distruzione della società. Il tutto nascosto dietro a colpi di scena teatrali con cui nascondere il suo fallimento esistenziale che ha calato, come una mannaia, sui cittadini.

Se Silvio Berlusconi, anziché fare lo sfaccendato e lo sfaticato dei bunga-bunga, avesse lavorato, si sarebbe presentato al G8 con delle proposte sulle quali discutere e far discutere. Invece, a dimostrazione di come Silvio Berlusconi abbia infangato l'onore dell'Italia, al G8 per Silvio Berlusconi non era previsto nessun incontro bilaterale: a dimostrazione che nessuno voleva aver a che fare con lui.

Non avendo nulla da vendere come propaganda in Italia, ha pensato bene di mettere in atto un'azione di aggressione la cui gravità, colta immediatamente da Obama, aveva lo scopo di di umiliare l'Europa per fare un po' di propaganda a Silvio Berlusconi.

Dall'azione di Silvio Berlusconi comprendiamo tutto lo squallore morale di quest'uomo:


L'arrivo di Obama al vertice del G8.




Silvio Berlusconi si guarda attorno, smarrito. Sta pensando a come può far fessi i partecipanti al G8 e garantirsi i propri interessi sia di soldi che di impunità per i reati commessi. Non è nemmeno più in grado di nascondere i delitti che ha commesso dietro ad un'apparenza di efficienza. Questa si chiama: perdita di credibilità. In termini comuni: è un buffone!

Ora Silvio Berlusconi ha capito come "far fessi" i capi di Stato e usarli per i propri interessi personali. Così si stampa il suo sorriso idiota sulla bocca. Quel sorriso che ha imparato a fare davanti allo specchio e che ha lo scopo di impedire al suo interlocutore di mettersi in guardia davanti ad intenzioni criminali, delittuose, o quanto meno portatrici di inganno, che stanno per essere messe in essere. Un sorriso da televisione che ha fatto fessi gli italiani...

Col suo sorriso da televisione Silvio Berlusconi pensa che tutti i capi di Stato siano fessi come gli italiani che lo hanno votato.



Così Silvio Berlusconi predispone la trappola per Obama. Ricordiamo sempre che per Silvio Berlusconi Obama è solo uno "sporco negro", o abbiamo già dimenticato quel suo "abbronzato" e il significato che aveva?


Silvio Berlusconi si accorda con dei complici. Anche se forse sarebbe più corretto dire che Silvio Berlusconi, sfruttando la sua carica di Primo Ministro (lo so che usa il termine Premier come sinonimo di padrone; ma in Italia la carica è quella di Primo Ministro al servizio dei cittadini e non di Premier che costringe i cittadini a soddisfare i suoi interessi personali), coinvolge, come complice delle sue intenzioni, un fotografo presente: "Immortalami!"


Così costui passa da operatore dell'informazione a complice di Silvio Berlusconi. Non l'informazione finalizzata ad informare i cittadini, ma l'informazione piegata ai bisogni di propaganda di Silvio Berlusconi.



A questo punto a Silvio Berlusconi non resta altro che aggredire Obama per afferrare la sua attenzione. Invade la sfera personale di Obama mettendogli una mano sulla spalla: gesto non solo maleducato, ma aggressivo. Il gesto del padrone nei confronti dello schiavo. Perché questo è ciò che pensa Silvio Berlusconi. Ciò che Silvio Berlusconi non sa è che Obama sa sospendere il giudizio: Silvio Berlusconi che aveva organizzato la trappola si sputtana da solo perché Obama sospende il giudizio.





Aggredito in quel modo Obama si comporta da signore ed ascolta il suo interlocutore. Silvio Berlusconi è convinto che la sua "trappola" stia funzionando: è riuscito ad attrarre l'attenzione alla faccia di tutti i capi di Stato. Lui parla con Obama.


Dato che l'inglese di Silvio Berlusconi fa acqua da tutte le parti (vi ricordate la propaganda delle tre i che comprendeva internet e inglese? Appunto, solo propaganda!) accorre in suo aiuto l'interprete mentre Sarkozy è assolutamente indifferente...


Obama per difendersi dall'attacco di Silvio Berlusconi si alza. Il gesto viene frainteso da Silvio Berlusconi come se Obama si alzasse per dargli maggiore attenzione. In realtà il gesto di Obama serve per attirare l'interesse della stampa che fotografa e registra le parole di Silvio Berlusconi svelando, di fatto, le intenzioni truffaldine della sua azione.


Proprio per l'azione di Obama, nell'alzarsi in piedi, ora sappiamo che Silvio Berlusconi è andato da Obama per denigrare la magistratura e tentare di assicurarsi solidarietà per i delitti che ha commesso. E' andato come un accattone, un questuante. Lui, l'uomo più ricco dell'Italia o uno dei più ricchi che si comporta come un impotente e incapace.



Obama ascolta le lamentazioni di un individuo impotente e intanto capisce come può usare Silvio Berlusoni per i propri intenti a discapito del popolo italiano che ha accettato di passare da fesso davanti a questo incapace.


Le suppliche di Silvio Berlusconi sono evidenti dal suo volto. Se un'espressione di questo tipo è tollerabile in una vecchietta che chiede il miracolo al dio padrone, non è accettabile da un Primo Ministro che dovrebbe manifestare l'onore dell'Italia in un conseso internazionale. Un consesso che lo ha, di fatto, emarginato ritenendolo incapace e indegno.

Le telecamere internazionali e della sala hanno inquadrato e individuato quello che Silvio Berlusconi sta dicendo ad Obama, ma Silvio Berlusconi cerca di vedere se il suo complice ha fotografato evidenziando che lui (che si pensa il superuomo come il suo dio onnipotente con cui si identifica) sta trattando da pari a pari col rappresentante della massima potenza sulla terra.


Solo che da Obama ha solo silenzio. Da Obama non ottiene nulla se non quella cortesia che impedisce ad Obama di prenderlo a calci nel culo (tante sono le offese che ha fatto ai magistrati) o di sputargli in faccia. Obama, col suo silenzio, ha evitato di offendere gli italiani nel suo indegno rappresentante.

Scocciata per i ritardi ai lavori provocati dall'azione di Silvio Berlusconi, la Merkel protesta con Sarkosy.
E così Silvio Berlusconi ottiene quella stretta di mano, rubata con l'inganno ad Obama, ancora inconsapevole della figura di merda che con lui ha fatto l'Italia.
Scrive Ezio Mauro su La Repubblica:
C'è un primo ministro, nel vertice del G8 a Deauville, che utilizza il palcoscenico internazionale per danneggiare il suo Paese, vilipenderlo con i leader delle grandi democrazie mondiali, e presentarlo come uno Stato che è fuori dalle regole dell'Occidente, anzi in pericolo di dittatura. Quel premier ha evidentemente perso la testa.


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27 maggio 2011
Claudio Simeoni
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sabato, aprile 30, 2011

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ordina allo Stato Italiano di cessare le attività criminali.



Appare evidente come ci sia, da parte del governo attuale in Italia, il tentativo di ricostruire lo stato nazista con i relativi campi di concentramento preludio per i campi di sterminio.
La legislazione italiana, voluta da Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Roberto Maroni, Giulio Tremonti, Gasparri, Alemanno, Zaia, Cota, ecc. ecc., è illegale. Rappresenta veri e propri reati contro la Costituzione, contro i cittadini italiani e ingiurie alla società civile.
Ricordate quando, con grancasse che risuonavano della propaganda berlusconiana per celebrare il successo, a Roma veniva firmata la Costituzione Europea?
Vi ricordate quando il Parlamento della Repubblica Italiana ha sottoscritto la Costituzione Europea e il Presidente della Repubblica l’ha firmata come LEGGE che sancisce la priorità anche sull’applicazione della Costituzione Italiana?
Quelle azioni, hanno un significato. Che poi Silvio Berlusconi sia ignorante da disconoscere il significato di quelle azioni facendo approvare delle leggi illegali che quelle azioni, precedentemente sancite, ritengono crimini e pertanto Silvio Berlusconi emette disposizioni di legge illegali che il Parlamento, costituito in associazione criminale in quanto uscito dai limiti imposti dalla Costituzione, approva dipende solo dall’ignoranza di Silvio Berlusconi e da parlamentari criminali che ritengono la Costituzione Europea solo una carta con cui pulirsi il culo alla faccia dei cittadini e delle loro necessità.
La polizia di Stato che ha proceduto a compiere arresti in base a quella legge, ha fatto dei sequestri di persona perché i poliziotti SONO TENUTI A CONOSCERE LE LEGGI e sono tenuti a discriminare fra gli ordini illegali: quei poliziotti sono dei criminali. Dovevano sapere che la legge che ordina l’arresto del clandestino era illegale. I Questori che hanno avvallato quei comportamenti, hanno agito per terrorismo. I magistrati delle Procure che non hanno censurato i poliziotti, sono dei criminali: LORO DEVONO CONOSCERE LA LEGGE. LA LEGGE NON AMMETTE LA LORO IGNORANZA. Il cittadino può ignorare la legge o avere delle idee distorte in merito all’interpretazione della legge, ma il poliziotto non la può ignorare se non nel compimento di delitti: e vengono pagati 1300-2500 euro al mese per commettere crimini! E questa è una vergogna nazionale. Il Parlamento Italiano può ordinare di costruire i campi di sterminio, ma nessun poliziotto si può permettere di eseguire l’ordine se non come complice di un crimine di genocidio. Purtroppo i cittadini sono costretti a subire violenze illegali che vanno dalle ingiurie alla derisione, al disprezzo fino a vere e proprie violenze e torture messe in atto da poliziotti, vigili urbani, carabinieri, ogni qual volta rivendicano i loro diritti di cittadini che pretendono dalle Istituzioni il rispetto dei loro doveri.
La sentenza della Corte di Giustizia rileva come i comportamenti delle Istituzioni italiane siano stati dei comportamenti criminali, illegali e finalizzati ad assicurare a sé e ad altri ingiusti profitti.
Riporto l’articolo de La Repubblica:

Ue: "Clandestini non punibili con carcere" Maroni: "Rischio espulsioni impossibili"

La Corte di Giustizia del Lussemburgo considera la pena della reclusione per gli irregolari, introdotta nella normativa italiana con il pacchetto sicurezza del 2009, in contrasto con la direttiva comunitaria sui rimpatri "nel rispetto dei diritti fondamentali". L'organismo invita il giudice nazionale a disapplicare la legge. Il ministro: "Altri Paesi non sono stati censurati"

BRUXELLES - La Corte di Giustizia della Ue boccia la norma italiana che prevede il reato di clandestinità, introdotto nell'ordinamento italiano nel 2009 nell'ambito del "pacchetto sicurezza". Punendo la clandestinità con la reclusione, la norma è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari, spiegano i giudici europei, la cui più importante prerogativa è garantire che la legislazione Ue sia interpretata e applicata in modo uniforme in tutti i paesi dell'Unione. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni si dice "insoddisfatto" della sentenza, perché "ci sono altri Paesi europei che prevedono il reato di clandestinità e non sono stati censurati. In seconda battuta, l'eliminazione del reato accoppiata a una direttiva europea sui rimpatri rischia di fatto di rendere impossibili le espulsioni". Oliviero Forti, responsabile nazionale immigrazione della Caritas, si aspetta invece "risposte adeguate da parte del governo italiano. E cioè, che venga recepita la direttiva dell'Unione europea sui rimpatri e sia rispettata la sentenza europea". A porre in contrasto la legge italiana con la direttiva comunitaria, si legge in una nota diffusa dalla Corte di Giustizia del Lussemburgo, è la reclusione con cui l'Italia punisce "il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale". Reclusione che compromette la realizzazione dell'obiettivo della direttiva Ue "di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali". Compromette l'obiettivo della direttiva comunitaria, ad esempio, il caso di Hassen El Dridi, algerino condannato a fine 2010 a un anno di reclusione dal tribunale di Trento per non aver rispettato l'ordine di espulsione. Sentenza che El Dridi ha impugnato presso la Corte d'appello di Trento, da cui è partita la richiesta alla Corte di Giustizia di chiarire se la legge italiana sia in contrasto con la direttiva Ue sul rimpatrio dei cittadini irregolari di paesi terzi. Secondo i giudici europei, "gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all'insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all'allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio". In conseguenza della sentenza Ue, conclude la Corte del Lussemburgo, il giudice nazionale "dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva - segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni - e tenere conto del principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri". In tema di rimpatri, quindi, la Corte riafferma come gli Stati membri non possano applicare regole più severe di quelle previste dalle procedure della direttiva Ue. Una procedura graduale, divisa in più fasi. La prima consiste nell'adozione di una "decisione di rimpatrio", nell'ambito di tale fase va accordata priorità, spiega ancora la Corte, "a una possibile partenza volontaria, per la quale all'interessato è di regola impartito un termine compreso tra sette e trenta giorni". Nel caso in cui la partenza volontaria non sia avvenuta entro il termine stabilito, "la direttiva impone allo Stato membro di procedere all'allontanamento coattivo, prendendo le misure meno coercitive possibili". Lo Stato può procedere al fermo soltanto "qualora l'allontanamento rischi di essere compromesso dal comportamento dell'interessato". Il trattenimento deve avere "durata quanto più breve possibile", essere "riesaminato a intervalli ragionevoli", deve cessare "appena risulti che non esiste più una prospettiva ragionevole di allontanamento" e la sua durata "non può oltrepassare i 18 mesi". Inoltre, ricorda la Corte di Giustizia, "gli interessati devono essere collocati in un centro apposito e, in ogni caso, separati dai detenuti di diritto comune". Nel giugno dello scorso anno, la Corte Costituzionale italiana si era invece espressa sull'illegittimità della clandestinità come "aggravante", introdotta nel 2008 col primo "pacchetto sicurezza" del governo e determinante un aumento di pena fino a un terzo. La Corte Costituzionale aveva considerato "discriminatoria" l'aggravante della clandestinità e in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. La Consulta aveva invece dato un sostanziale via libera al reato di clandestinità, punito con l'ammenda da 5 mila a 10 mila euro. Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, parla di una sentenza "destabilizzante", che "cancella, in fatto e in diritto, il concetto di confine", una "scellerata visione giuridica e culturale dalle ricadute gravissime". "Innanzi tutto - spiega Zaia -, ricordo le centinaia di miglia di persone che si stanno muovendo ai nostri confini. Ma, ancora, ricordo che politicamente si cancella una legge votata da un Parlamento sovrano di uno stato fondatore dell'Ue. Culturalmente si vuole minare l'identità di una nazione e, dunque, della nostra stessa esistenza come popolo". Per Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl al Senato, "sbaglia l'Europa e non l'Italia" e "di fronte ai problemi che l'attualità ci propone, più che le leggi italiane in materia di immigrazione dovrebbero essere riviste le direttive europee". "L'Italia deve mantenere una linea chiara - aggiunge -. Certe sentenze sono un incoraggiamento per i clandestini e l'Italia dovrà far sentire chiara e forte la sua voce a tutti i livelli europei e internazionali". Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, osserva come la sentenza Ue "non cancelli il reato di clandestinità, ma la pena di reclusione", per questo "è ancora più urgente un decreto legge del governo che metta in ordine i meccanismi legati all'immigrazione extracomunitaria e neocomunitaria". "Abbiamo necessità - sostiene Alemanno, che sottolinea di aver parlato della vicenda con il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - di avere uno strumento forte per regolare i flussi per accogliere coloro che vengono a lavorare e a convivere nella nostra città e poter espellere chi commette reati". Nell'opposizione, il primo a commentare la bocciatura comunitaria della legge italiana è Antonio Di Pietro. "E' ormai provato - afferma il leader di Idv - che siamo di fronte a una dittatura strisciante in cui vengono presi provvedimenti contro la Carta dei diritti dell'uomo, si dichiara guerra senza passare per il Parlamento e si occupano le istituzioni per fini personali. E' gravissimo che questa maggioranza, asservita al padrone, continui a fare leggi incostituzionali e contro i diritti fondamentali delle persone. Siamo alla vigilia di un nuovo Stato fascista che va fermato e l'occasione saranno le amministrative e i referendum del 12 e 13 giugno". Laconico il commento di Rosy Bindi. "Sull'immigrazione le figuracce del governo italiano non finiscono mai - dice la presidente dei democratici -. La Corte di Giustizia europea mette a nudo le violazioni dei diritti umani, l'approssimazione e i ritardi di norme approvate solo per fare propaganda, dimostrando un'efficacia che alla prova dei fatti pari a zero. Del resto, cosa aspettarsi da un governo prigioniero delle parole d'ordine della Lega e incapace di affrontare con serietà e giustizia il fenomeno globale e inedito dell'immigrazione". Il leader Udc Pier Ferdinando Casini: "A questo punto aspetto solo che Berlusconi ci spieghi che i giudici europei sono comunisti. Questa presa di posizione del premier finora non è ancora arrivata, ma l'aspettiamo entro sera perché evidentemente non c'è altro modo per giustificare i pasticci che fanno se non trovando dei nemici riconducibili o al terzo polo o ai comunisti". Entrando nel merito della sentenza, Casini sottolinea che "è stato bocciato il reato di immigrazione clandestina, come noi chiaramente avevamo detto. Il governo, essendo in stato confusionale, fa provvedimenti per compiacere, demagogia che puntualmente non riesce a trovare verifica" perché le norme "vengono bocciate nelle varie sedi". Questo, conclude Casini, "è indicativo di come si sta procedendo. Così non si può andare avanti". Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, considera un "sollievo" il "no" della Corte Ue alla reclusione per i clandestini prevista della legge italiana. La conferma di "quanto fossero a suo tempo fondate le obiezioni da parte dell'opposizione alla normativa del governo imposta dalla Lega". Un pronunciamento che "deve far riflettere chi, anche in queste ore, affronta un tema così importante per il nostro futuro come l'integrazione in termini esclusivamente elettorali e demagogici". Per Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera, la bocciatura "non è, come molti vorranno fare apparire, una sentenza buonista. A essere stata bocciata è una norma demagogica e inefficiente, che aggrava l'arretrato giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza migliorare e al contrario intralciando le procedure di espulsione e rimpatrio degli immigrati irregolari". Il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli, considera la sentenza "una debacle in piena regola". "Avendo puntato tutto sul pugno di ferro - spiega Sassoli - e cercando di negare ipocritamente il fenomeno dell' immigrazione, da oggi l'Italia è ancora più nuda e sola. Ancora una volta l'Europa, in presenza di scelte demagogiche, è costretta a intervenire per ribadire i principi di solidarietà e di difesa dei diritti delle persone. Il governo adesso dica cosa intende fare degli oltre tremila cittadini extracomunitari detenuti illegalmente e che hanno ingolfato la macchina della Giustizia".

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Era da quaranta anni che censuravo i comportamenti criminali dei sindacati come la CGIL, la CISL e la UIL che fottevano i lavoratori firmando contratti che puntualmente venivano stracciati dalla Confindustria e dagli industriali, commercianti e artigiani al fine di fare illegalmente i loro interessi. Ora, sembra che qualche sindacato abbia imparato a difendere i contratti firmati davanti al magistrato. Quando un contratto viene disatteso, l’industriale, l’imprenditore, devono pagare i danni ai lavoratori. Non esiste che la fabbrica, la galera, la caserma, l’orfanotrofio, il manicomio, siano delle strutture separate dalla società civile. Strutture in cui vengono meno i diritto Costituzionali delle persone. Solo gentaglia criminale come il Tribunale di Sorveglianza di Venezia che coprono i sequestri di persona con falsi in atti d’ufficio e trasformano le galere in campi di concentramento. Purtroppo la popolazione vive grandi sofferenze che vengono puntualmente derise dai vari Tobagi, Alessandrini, Rossa, Calabresi, Santoro, Casalegno, Tagliercio, Albanese, in favore di quel disprezzo per il quale il cittadino deve strisciare come un verme e non ha il diritto di pretendere l’applicazione della Costituzione della Repubblica. Per loro il cittadino deve morire e stare zitto; deve accettare le proprie catene altrimenti lo deridono e lo si offende ogni volta che pretende di riaffermare la supremazia dei diritti Costituzionali: intanto poliziotti criminali hanno sequestrato illegalmente extracomunitari facendosi forti di una disposizione di legge illegale e, dunque, criminale.

29 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

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lunedì, aprile 11, 2011

Terrorismo e terroristi: il caso di Carlo Ferrigno ex Prefetto di Napoli


Anche se apparentemente è una questione di corruzione, la percezione esatta che ne hanno i cittadini è che si tratta di una questione di mafia. Provate a mettervi nei panni dei cittadini che necessitavano di provvedimenti Istituzionali dovuti e che il Prefetto di Napoli Carlo Ferrigno pretendeva prestazioni sessuali o denaro per fare il suo lavoro: è attività di mafia che comprendeva le minacce ai cittadini (di non fare il suo lavoro) qualora le prestazioni gli fossero state negate. E’ un’articolazione dello Stato Mafia che con Silvio Berlusconi ha introdotto le sue articolazioni all’interno del sistema istituzionale. I cittadini bestiame in ginocchio davanti a coloro che gestiscono le istituzioni; com’erano bestiame in ginocchio davanti al dio padrone. Come vuoi che funzioni la politica in quel caso? Quale fiducia è possibile nelle Istituzioni? A ben poco vale che l’ex Prefetto ferrigno sia stato arrestato: per anni ha potuto delinquere indisturbato minando le relazioni che le Istituzioni avevano con i cittadini. Nemmeno una condanna esemplare può ripristinare quel rapporto che Ferrigno ha incrinato irreparabilmente. Andrebbe processato, visti i capi di imputazione, per terrorismo, ma le concezioni della magistratura sono ancora quelle sotto il fascismo e i delitti del prefetto vengono visti in maniera benevola come se egli fosse un dio padrone al di fuori della legge mentre, i cittadini che reclamano giustizia, i delinquenti che violano i diritti di onnipotenza del dio padrone. Riporto la notizia dell’arresto:

ARRESTATO EX PREFETTO FERRIGNO, SESSO IN CAMBIO AGEVOLAZIONI

11 APR 2011

(AGI) - Milano, 11 apr. - L'ex prefetto di Napoli, Carlo Ferrigno, e' stato arrestato a Roma su disposizione del gip di Milano per millantato credito perche' avrebbe ricevuto prestazioni sessuali millantando agevolazioni nella pubblica amministrazione. Ferrigno e' anche indagato per prostituzione minorile perche' avrebbe compiuto atti sessuali con alcune minorenni. Il nome dell'ex prefetto Carlo Ferrigno era comparso anche negli atti dell'indagine sul caso Ruby, perche' erano state intercettate alcune conversazioni tra lui e Maria Makdoum, una delle ragazze che avrebbero partecipato ai presunti festini a luci rosse ad Arcore. Ferrigno fugura anche anche nella lista dei testimoni dei pm per il processo Ruby. L'ex prefetto e' stato arrestato oggi a Roma con un'ordinanza firmata dal gip di Milano Franco Cantu' Rajnoldi, su richiesta del pm Stefano Civardi, titolare di un'inchiesta nata anche a seguito di alcune denunce da parte dell'associazione 'Sos Racket e Usura'. L'associazione infatti aveva raccolto e documentato le testimonianze di alcune persone che avevano raccontato di aver subito proposte sessuali in cambio di favori. A Ferrigno vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal 2005 ad oggi. L'accusa di millantato credito si riferisce alla richiesta di prestazioni sessuali per agevolazioni che l'ex Prefetto avrebbe promesso. L'accusa di prostituzione minorile e' relativa a presunti atti sessuali compiuti con minorenni in cambio di denaro o altre utilita'.

Tratto da:


Lo Stato perde ogni credibilità quando le Istituzioni non obbediscono alle leggi ma vengono usate per delinquere meglio contro i cittadini. Non sono i delinquenti che usano le istituzioni, ma sono le istituzioni i delinquenti che danneggiano i cittadini. Sono le Istituzioni che portano avanti dei veri e propri colpi di stato contro i diritti dei cittadini. Si tratta del terrorismo. Quello vero.



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giovedì, aprile 07, 2011

Attentato anarchico in Belgio: intortato il capo dei pedofili e pederasti cattolici in Belgio


Il pedofilo e pederasta del Belgio, in combutta con Ratzinger, ha subito un attentato anarchico a Bruxelles. Un individuo squallido che spaccia AIDS, che aggredisce le donne affinché non possano usare il loro corpo e che ha protetto i preti pedofili e pederasti nella loro missione evangelizzazione dei bambini belgi, ha subito un attentato dagli anarchici Belgi dell’Internazionale Pasticcera. Quattro torte alla crema gli sono state lanciate in faccia e, dice la cronaca, la crema gli colava da tutte le parti.


Belgio: 4 torte in faccia al primate della Chiesa cattolica


Bruxelles, 6 apr. - (Adnkronos/Aki) - Quattro torte, piene di crema che colava da tutte le parti, tirate in faccia al primate della Chiesa cattolica belga, l'arcivescovo Andre'-Joseph Leonard, molto criticato in patria per le sue posizioni su aids, aborto e scandali di pedofilia che hanno toccato la comunita' belga. A compiere l'azione di 'intortamento' il collettivo anarchico dell'"Internazionale pasticciera", il cui padre spirituale e' il celebre "entarteur" belga Noel Godin, che tra le sue vittime piu' note conta il presidente francese Nicolas Sarkozy, il fondatore di Microsoft Bill Gates e il filosofo francese Bernard-Henry Levy, colpiti al grido di "intortiamo, intortiamo i pomposi cetrioloni".

Tratto da:


Mentre il Belgio si ribella alla violenza sui minori messa in atto dalla chiesa cattolica, in Italia le Istituzioni mantengono una complicità a tutto campo con la chiesa cattolica come se violentare bambini fosse un diritto del crocifisso, di Ratzinger, Bagnasco o altri capibanda cattolici.


06 aprile 2011

Claudio Simeoni

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mercoledì, marzo 30, 2011

I cittadini buffoni al servizio del burattinaio televisivo da 400 milioni l’anno: Silvio Berlusconi


Il compito di Roberto Maroni, come ministro degli Interni, era quello di assicurare una buona condizione di vita ai cittadini di Lampedusa e delle buone condizioni di accoglienza per gli sbarchi dei cittadini nordafricani. Nulla di tutto questo. Roberto Maroni è venuto meno ai suoi doveri d’ufficio in aperta sintonia con la linea politica di Bossi “fuori dalle palle”. Appare evidente che Roberto Maroni, come per lo schieramento illegale di poliziotti alle manifestazioni degli studenti di Roma, puntava sulla speranza di disordini violenti al fine di mettere in atto la repressione sanguinaria che a lui piace tanto. Un governo che fa la sua propaganda elettorale sulle emergenze, fa delle emergenze motivo di campagna elettorale. Per questo i cittadini di Lampedusa sono stati semi abbandonati al fine di creare lo scontro fisico che permettesse la repressione. Come i cittadini dell’Aquila sono stati usati per la propaganda Berlusconiana e per permettere a Obama di disporre di maggiori truppe in Afganistan, così i cittadini del Veneto alluvionati si sono prestati alla propaganda di Zaia, di Bossi e di Berlusconi, per legittimare il disastro sociale ed economico del Veneto. Oggi è la volta dei cittadini di Lampedusa di fare da cornice alla propaganda Berlusconiana come i rifiuti di Napoli, la cui responsabilità ricade sul governo Berlusconi e sulla sua politica di gestione emergenziale, vengono buoni per ogni campagna elettorale. L’uso della televisione per la propaganda politica prevede la presenza di emergenze con le quali emozionare le persone, creare la situazione di allarme per poi scaricare la tensione psichica accumulata sul “salvatore” che di volta in volta è il politico di turno da Bossi a Berlusconi. Con i fessi dell’Aquila, i fessi del Veneto, i fessi di Lampedusa, Berlusconi ci fa 400 milioni di reddito l’anno: ma i cittadini fessi dell’Aquila rimangono i cittadini fessi (vedi la trasmissione recente della Rita Dalla Chiesa) che hanno offeso tutti gli italiani. Così gli alluvionati del Veneto hanno offeso tutti i cittadini italiani. Già, perché questa è la questione: quando ti presti a farti truffare per la propaganda del politico, sei responsabile di truffa nei confronti di tutti gli italiani che vengono ingannati. Gli aquilani, i veneti, i lampedusani si sono prestati, ma ad essere ingannati sono tutti gli italiani. Tutta Italia sa della grande ricostruzione dell’Aquila di Silvio Berlusconi. Gli aquilani conoscono la loro realtà: ma si sono prestati alla propaganda di Silvio Berlusconi certificando, di fatto, la propaganda stessa! Tutta Italia sa dei grandi finanziamenti giunti agli alluvionati del Veneto. I Veneti sanno che cosa è realmente arrivato: ma si sono prestati alla propaganda di Silvio Berlusconi certificando, di fatto, la propaganda stessa! Tutta Italia sa dei grandi progressi nella raccolta dei rifiuti a Napoli. I napoletani sanno che cos’è realmente successo e che cosa sta succedendo: ma si sono prestati alla propaganda di Silvio Berlusconi certificando, di fatto, la propaganda stessa! Tutta Italia sa della promessa fatta da Silvio Berlusconi ai lampedusani: i lampedusani pagheranno lo scotto delle promesse di Silvio Berlusconi certificando, di fatto, la propaganda di Silvio Berlusconi! Alla fin fine, a Silvio Berlusconi interessa l’impunità per i suoi traffici, la sua corruzione e i suoi bunga-bunga.


Immigrati: Berlusconi, Lampedusa tornera' un paradiso


Lampedusa, 30 mar. - (Adnkronos) - ''Lampedusa tornera' un paradiso''. E' quanto ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando ai cittadini di Lampedusa davanti al Municipio. Il premier ha parlato quindi di un piano di promozione turistica per l'isola. ''Abbiamo dato incarico a Rai e a Mediaset di fare dei servizi che attirino gli italiani a Lampedusa - ha aggiunto - che e' sempre stato un paradiso e che tornera' ad esserlo''.


Tratto da:



Lui ha dato ordine alla RAI che trasmissioni fare. A quale scopo farle. In realtà la RAI fa decine di trasmissioni al servizio di Silvio Berlusconi. Da Domenica In a Quelli che il calcio, dalla Vita in Diretta al Pomeriggio sul 2, dall’Isola dei Famosi alla Prova del Cuoco, da Se a casa di Paola al Maurizio Costanzo Talk, dall’Eredità ad Un medico in Famiglia, da La Strada della Felicità ai Fatti Vostri, da Uno Mattina a Ciak si Canta, da Le amiche del Sabato a Mezzogiorno in Famiglia fino al Sua immagine e somiglianza. La RAI è infarcita di programmi berlusconiani per non considerare Linea Verde. Sono tutti programmi che promuovono il partito di Silvio Berlusconi e l’ideologia che ne sta alla base senza nessun contraddittorio. Silvio Berlusconi ordina come un padrone del bunga-bunga e i servi obbediscono esattamente come ha detto a Ruby: “Io comando la polizia!” e la Polizia di Stato, ingiuriando la Costituzione, obbedisce!



30 marzo 2011

Claudio Simeoni

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