Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, giugno 30, 2011

Ratzinger ribadisce l'ideologia naziste e le Istituzioni Italiane anziché ribadire i valori Costituzionali, sparano nella testa dei cittadini

L’odio sociale di Ratzinger altro non è che l’odio sociale espresso da Gesù nei vangeli e sostenuto, per fini di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, da individui che usano le Istituzioni come armi per disarticolare l’applicazione della Costituzione nella società civile.
Ratzinger, nel suo delirio di conquista del mondo in quanto rappresentante del dio padrone, ribadisce le parole di Gesù che, come tutte, hanno alimentato la propaganda nazista di Faulhaber e dei vescovi cattolici dell’epoca (allora come ora). Quali sono le parole, ma soprattutto, il senso ideologico della norma dottrinale che Ratzinger ribadisce?
Proviamo a leggerla dai vangeli cattolici in frase prima e frase dopo:

“Nessuno ha amore più grande di chi sacrifica la propria vita per i suoi amici. Voi sarete miei amici se farete quello che vi comando. Non vi chiamo più servi perché il servo non sa quel che fa il padrone; vi ho chiamato amici perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal padre mio.” Giovanni 15, 13-15

La frase che regge tutto il discorso è questa: “Voi sarete miei amici se farete quello che vi comando.” In sostanza Gesù dice: “Io sono il vostro padrone, se voi volete che io sia vostro amico, dovete leccarmi la merda dal culo, dovete ammazzare tutti quelli che non si mettono in ginocchio davanti a me, dovete macellare i socialisti a san Giovanni Rotondo (padre Pio), ricattare gli induisti in India facendoli morire nella sofferenza (Teresa di Calcutta), massacrare gli Indios sudamericani, portare 200milioni di schiavi nelle Americhe, macellare i popoli europei, ecc. ecc.. Visto che fate quello che voglio io, che sono il vostro padrone, vi chiamerò miei amici: amici del padrone. Il braccio armato che fa la volontà di “dio”, mio padre!”

Il concetto sociale di schiavo, che la chiesa cattolica impone al concetto di cittadino della Costituzione della Repubblica che definisce cittadini le persone , ogni persona, in quanto portatori di diritti e di doveri, è un atto di eversione sociale che, una volta accondisceso da individui che rappresentano le Istituzioni, diventa attività di terrorismo nella società civile. Si trasforma in violenza con cui impedire alle persone di fruire della Costituzione della Repubblica mediante la trasformazione delle istituzioni in padrone dei cittadini ad imitazione del dio padrone della bibbia che ordina, indifferentemente, di scannare e di uccidere tutti quelli che non si mettono in ginocchio, dagli abitanti di Sodoma e Gomorra, all’intera umanità che distrugge col diluvio universale, all’odio religioso contro altre religioni fino a macellare i sacerdoti di Baal. Tutti quelli che sono i principi della Costituzione della Repubblica vengono aggrediti ed offesi dai principi dottrinali del criminale in croce che, spacciandosi per padrone, pretende di chiamare amici coloro che macellano e violentano i cittadini nella loro fruizione di diritti Costituzionali per il suo potere e la sua gloria.
Recita la Costituzione della Repubblica:

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” Art. 2 Costituzione Repubblica Italiana.





Non “amici perché obbedienti”, ma cittadini che fanno il loro dovere: un dovere che, nel dare solidarietà alle farneticazioni di Ratzinger, è stato disatteso da Giorgio Napolitano, Schifani e Fini.


La teoria della distruzione delle società civili che Ratzinger ribadisce di fronte all’organizzazione terrorista dei cardinali che, per essere chiamati amici, devono distruggere le società civili in nome del loro padrone è un vero e proprio attacco ai diritti Costituzionali degli italiani. Le idee strampalate ed eversive della chiesa cattolica, per concessione straordinaria della Costituzione della Repubblica Italiana le può avere purché siano nell’ambito ristretto della religione cattolica. Nel momento stesso in cui escono dall’ambito ristretto della chiesa cattolica, diventano incitamento alla sovversione dell’ordine Costituzionale. Dove l’unità invocata da Ratzinger è l’unità contro l’altro, il diverso, quello di diversa religione o ideologia in aperto disprezzo alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (nata contro il terrore cristiano) e della Costituzione Europea.
Chiediamoci chi è il cardinale Faulhaber dalle cui labbra Ratzinger pende.
Il cardinale Faulhaber di Monaco aveva già prestato servizio per l’imperatore austriaco come vescovo militare nella prima guerra mondiale e fu uno dei più ferventi sostenitori di Hitler. Il cardinale Faulhaber scrisse una lettera manoscritta ad Hitler in cui affermava:

“Lo diciamo con animo sincero: che Dio conservi al popolo il nostro Cancelliere del Reich.”

Anche se oggi i vescovi e i cardinali cattolici fingono di prendere le distanze dal nazismo (pur continuando a manifestarne l’ideologia con la complicità delle Istituzioni) allora tutti i cattolici e tutti i vescovi si riconobbero nell’attività nazista perché era assolutamente in sintonia con la dottrina di Gesù in quanto padrone delle persone. Ad esempio, essi pubblicarono una serie di scritti con la casa editrice Aschendorf di Munster in cui l’editore sul retro di questi libri cattolici scriveva:

“ deve servire alla costruzione del Terso Reich con le forze unite dello Stato Nazionalsocialista e del cristianesimo cattolico”

La citazione di Ratzinger è coerente con la volontà di disarticolazione della Costituzione della Repubblica Italiana come del resto fecero De Gasperi, Scelba, Rumor, Aldo Moro, Andreotti, Fanfani, ecc. e oggi i loro discendenti politici che fanno gli apprendisti nazisti della politica italiana. Nessun padrone ha mai sacrificato qualcosa per i suoi schiavi. L’ha venduta come propaganda ma sempre nella pretesa che i suoi schiavi fossero sottomessi: come i nazisti fecero con gli zingari, gli omosessuali, gli ebrei e i comunisti.
I politici sono consapevoli che l’ideologia nazista propugnata da Ratzinger non danneggia le loro carriere, ma danneggia la società civile. Così, anziché ribadire i principi Costituzionali contro l’odio cristiano propagandato da quel criminale in croce, preferiscono fare apologia al nazismo omaggiando il terrorista Ratzinger.
Sia Giorgio Napolitano, che Schifani, come Presidente del Senato, e Gianfranco Fini, come Presidente della Camera, ritengono l’ideologia del nazismo un “alto valore spirituale” al quale sottomettono i principi della Costituzione della Repubblica: chi sono dunque i terroristi e gli eversori dell’ordine democratico?
Riporto l’articolo delle farneticanti dichiarazioni di Ratzinger e della complicità alla quale uomini vuoti hanno piegato le istituzioni sottraendosi dai loro doveri di garantire il diritto Costituzionale nella società civile.



CITTA' DEL VATICANO
Benedetto XVI, 60 anni di sacerdozio
"Signore, aiutami a essere tuo amico"
Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, il Pontefice impone i "palli" a 40 arcivescovi e durante l'Angelus accenna alla sua personale ricorrenza. "Sento ancora risuonare le parole di Gesù pronunciate 60 anni fa dal cardinale Faulhaber: 'Non più servi ma amici'"


CITTA' DEL VATICANO - Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, Benedetto XVI compie 60 anni di sacerdozio. Una congiuntura di ricorrenze che rende speciale la giornata in Vaticano. Il Papa apre in San Pietro la messa solenne alla presenza di oltre 100 cardinali e del Patriarca di Costantinopoli per l'imposizione dei 'palli' a 40 arcivescovi. Ad altri cinque saranno consegnati nelle loro sedi metropolitane. Tra gli altri, ricevono il pallio anche l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, e quello di Catanzaro, Vincenzo Bertolone.
Ratzinger parla dei "pastori della Chiesa", i responsabili delle comunità locali, i vescovi. Debbono sempre orientare il loro comportamento al servizio e all'unità, dice il Papa, ricordando agli arcivescovi come proprio l'antichissimo simbolo del pallio, una stretta striscia di tessuto fatta con la lana degli agnelli, stia a significare anche "la comunione dei pastori della Chiesa con Pietro e con i suoi successori". "Significa - aggiunge Benedetto XVI - che noi dobbiamo essere pastori per l'unità e nell'unità e che solo nell'unità di cui Pietro è simbolo guidiamo veramente verso Cristo".
Durante l'Angelus, papa Ratzinger accenna ai suoi 60 anni di sacerdozio e viene in
interrotto a più riprese dagli applausi e dall'incoraggiamento dei fedeli. "A sessant'anni dal giorno della mia ordinazione sacerdotale - dice - sento ancora risuonare nel mio intimo queste parole di Gesù, che il nostro grande arcivescovo, il cardinale Faulhaber, con la voce ormai un po' debole e tuttavia ferma, rivolse a noi sacerdoti novelli al termine della cerimonia di Ordinazione: 'Non più servi ma amici'. In questa parola è racchiuso l'intero programma di una vita sacerdotale".
"Che cosa è veramente l'amicizia? - si chiede il Papa - Volere le stesse cose e non volere le stesse cose, dicevano gli antichi. L'amicizia è una comunione del pensare e del volere. L'amicizia non è soltanto conoscenza, è soprattutto comunione del volere. Significa che la mia volontà cresce verso il 'sì dell'adesione alla Sua' che 'non è per me una volontà esterna ed estranea, alla quale mi piego più o meno volentieri oppure non mi piego".
Oltre alla comunione di pensiero e di volontà, ricorda poi Joseph Ratzinger, "il Signore dà la sua vita per noi". "Signore - implora allora il Pontefice con voce commossa - aiutami a conoscerti sempre meglio! Aiutami ad essere sempre più una cosa sola con la tua volontà! Aiutami a vivere la mia vita non per me stesso, ma a viverla insieme con Te per gli altri! Aiutami a diventare sempre di più Tuo amico!".
Joseph Ratzinger compie dunque 60 anni di sacerdozio. Quale miglior testimone di suo fratello Georg, che quel giorno, il 29 giugno del 1951, era nel duomo di Frisinga a ricevere l'imposizione delle mani da parte del cardinale Faulhaber, arcivescovo di Monaco. In un'intervista pubblicata da Avvenire, Georg sottolinea che da allora Joseph Ratzinger "si è speso tutto per la sua vocazione". "Ha sempre incarnato la figura del pastore - continua Georg Ratzinger - che è per Dio e vuole introdurre gli altri alla sua conoscenza. Penso sempre che mio fratello possa essere un esempio, perché si è speso tutto per la sua vocazione e non ha mai posto innanzi le proprie preferenze personali. Il suo compito è per lui la vita".
Tantissimi i messaggi di auguri pervenuti al Papa. Spicca ovviamente quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Santità - scrive il capo dello Stato - mi è gradito rivolgerle, anche a nome del popolo italiano, il più sentito augurio per la fausta ricorrenza del sessantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, che felicemente coincide con la festa dei Santi Pietro e Paolo. L'occasione mi offre l'opportunità di rinnovarle l'espressione della mia alta considerazione per la luminosa testimonianza di profondi valori spirituali e morali e per l'incessante azione in favore della pace e del dialogo tra le nazioni che Ella autorevolmente conduce. Nei molti anni trascorsi a Roma, anche prima dell'elevazione al soglio pontificio, vostra Santità ha inoltre sempre manifestato particolare affetto e considerazione per la nazione italiana. E' in questo spirito che la prego, Santità, di accogliere i miei sentimenti di amicizia e profonda stima".
Il cardinale Bagnasco esprime "incondizionata fedeltà". Il presidente del Senato Renato Schifani ricorda "l'alto magistero a cui si ispira chi ricerca una giustizia duratura e una testimonianza autentica". E il presidente della Camera Gianfranco Fini sottolinea che "l'alto magistero del Pontefice, illuminato da una profonda forza morale e dalla costante opera di richiamo a tutela della dignità dell'uomo, dei principi di giustizia, di pace e di solidarietà tra i popoli, rappresenta un saldo ed insostituibile riferimento spirituale per l'intera umanità, alimentando la speranza e la fiducia di milioni di persone in un mondo migliore". Il governatore del Lazio, Renata Polverini, ringrazia Benedetto XVI per "il quotidiano impegno per la pace nel mondo", il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ricorda anche lo spendersi del Papa per il dialogo tra le etnie. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si dice "convinto di interpretare anche il sentimento dei cittadini romani che in questa lieta occasione desiderano testimoniare al Papa, vescovo di Roma, il proprio affetto e la propria sincera devozione".
(29 giugno 2011)


Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/29/news/benedetto_xvi_60_anni_di_sacerdozio-18398130/

Capisco che per Fini e Schifani il nazismo abbia incarnato principi di giustizia. Molte delle loro scelte e delle loro dichiarazioni pubbliche confermano questa idea di fondo che permane nel loro animo. Non è d’accordo la società internazionale. Solo che le affermazioni di Gianni Alemanno, che ritiene che le farneticazioni di odio nazista fatte da Ratzinger siano condivise dai cittadini, rappresenta un’ingiuria ai cittadini Italiani, alla Costituzione e al sangue versato per costruire quella Democrazia dei cui privilegi si serve per ingiuriare le Istituzioni.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

30 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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