Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, dicembre 24, 2014

Ravaisson e gli spiritualisti nella Teoria della Filosofia Aperta

Quando parliamo di visione Pagana della vita che chiamiamo comunemente “filosofia” dobbiamo confrontarla con la filosofia che si è manifesta negli ultimi secoli.

Il progetto della Teoria della Filosofia Aperta è il progetto di costruzione di un sistema filosofico volto a confrontare la visione della vita propria della Religione Pagana con i filosofi degli ultimi due secoli: in teoria, salvo i limiti fisici, tutti i filosofi e tutte le visioni ideali in qualunque campo queste si siano espresse.

Il pensiero filosofico ha la caratteristica di vivere un presente quasi assoluto. Di Aristotele, ancora oggi si parla e ancora oggi Aristotele o Platone vengono usati per confermare alcuni tipi di idee filosofiche. Dunque, non appartengono ad un passato, ma al presente attuale ed è il presente che si deve confrontare con Aristotele e Platone perché un’idea è degna o indegna non a seconda del tempo in cui è stata espressa, ma in relazione a come tale idea supera il tempo e le verifiche dei tempi successivi.

Con Felix Ravaisson nella Teoria della Filosofia Aperta apriamo i discorsi relativi a varie concezioni panteistiche e pancosmistiche che ancora oggi inquinano il pensiero religioso e filosofico affiancando l'idea cattolica del dio personale e l'idea teistica come idea del dio trascendentale. L'idea panteistica che ha fra i suoi rappresentanti sia Spinoza che Giordano Bruno non sono altro che dei tentativi di collocare nel mondo l'idea del dio creatore che a loro è stata imposta fin dall'infanzia. Una diversa idea di dio più adatta alla loro personalità, ma sempre una visione soggettiva che aveva la loro personalità elevata a dio o a parte di esso. Non possiamo affrontare l'idea panteistica come espressione della soggettività delle persone che l'hanno filosoficamente costruita, ma possiamo affrontare i concetti con cui si supporta la realtà di dio pensata da questi spiritualisti mettendo in ordine alcuni concetti.

Scrive Ravaisson a proposito dell'Abitudine:

"L'abitudine è dunque racchiusa nella regione della contrarietà e del movimento: essa resta al di sotto dell'attività pura, dell'apercezione semplice, dell'unità e identità divina di pensiero ed essere e ha per limite e fine ultimo l'identità imperfetta di ideale e reale, di essere e pensiero, nella spontaneità della natura. La storia dell'Abitudine rappresenta il ritorno della Libertà alla Natura, o piuttosto l'invasione del regno della libertà da parte ella spontaneità naturale."

Cosa c'è di stridente in tutto questo? La separazione della libertà dalla natura: senza la libertà che spezza i legami del presente non ci sarebbe stato il divenire e le trasformazioni della natura. E manca, soprattutto, il motivo e le forze attraverso cui il singolo soggetto spezza le catene del suo presente costruendo nuovi adattamenti. Ravaisson, come tutti gli spiritualisti vedono il soggetto passivo, l'Abitudine della persistenza, e non le trasformazioni del soggetto stesso nella sua esistenza: attraverso le nostre azioni e le nostre decisioni, nella nostra quotidianità, ogni giorno moriamo e ogni giorno rinasciamo diversi dal giorno precedente. La diversità è la nostra struttura emotiva che sedimenta esperienza e plasma la nostra coscienza in un'unità separata dall'immenso che ci circonda.

24 dicembre 2014


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